Questa è una torta che non ti tradisce, che redime la frutta più stanca del frigorifero e la trasforma in qualcosa di tanto buono. Forse il segreto è il limoncello, che ammorbidisce l’impasto e il giudizio, o forse sarà che questa ricetta ti permette quasi d’improvvisare senza bilancia.
Succede. Sappiamo tutti che non dovrebbe succedere ma succede lo stesso. Compri la frutta online – con quella fiducia un po’ ingenua che riponi solo in chi non vedrai mai in faccia – e ti arriva a casa una selezione che definire “indecente” è un grosso complimento. Pesche noce verdi come le piume di un’Ara, percoche che sembrano non aver vissuto al sole, albicocche che, non riuscendo a maturare, decidono di suicidarsi tutte insieme. È la classica frutta-fregatura, quella che ti viene voglia di far passare dal frigorifero alla pattumiera senza soste intermedie, a meno che tu non intervenga.
Il paradosso della rovina
C’è un paradosso in tutto questo, degno di un romanzo decadentista letto controvoglia al liceo. La frutta più compromessa, quella che qualsiasi fruttivendolo onesto non oserebbe mai mostrarti, è quella che – da cotta – sembra la più intensa, la più pronta a raccontare qualcosa. I grandi della letteratura hanno sempre avuto un debole per la rovina che profuma di bellezza. Qui, per fortuna, la posta in gioco è più bassa e la ricompensa più immediata, una crostata capace di riscattare l’esistenza tormentata della frutta che nessuno ha intenzione di mangiare.
L’alleato limoncello
La base di questa ricetta è la solita pasta frolla della nonna, quella che pretende burro freddo e mani veloci. Però qui il limoncello entra nell’impasto e cambia le regole del gioco, ammorbidendo la struttura, profumando ogni briciola, rendendo la pasta cedevole e meno permalosa. Il risultato è un impasto che ti perdona tutto, che si lascia lavorare senza capricci nel robot da cucina, molto più rustico del guscio perfetto per una tarte au fraises ma altrettanto goloso. Le dosi che troverai sono per un impasto sufficiente per una tortiera decisamente grande, da 30-32 centimetri, che però è la misura giusta per non lasciare indietro nessuno, per salvare qualsiasi richiesta di bis e un paio di giorni di colazioni in una famiglia numerosa, che sia quella biologica o quella che ci siamo scelti per vocazione.
Una torta che non tradisce mai
Non può lievitare male e fare scherzi, non c’è tempo di riposo da rispettare, non c’è una tecnica complicata da imparare a memoria [anche se non sarebbe male ricordarla, per quando vuoi infornare un dolce e sei off line per rileggerti la ricetta n.d.a.] È una torta che riesce sempre, un porto sicuro nel mare agitato dei dolci che promettono delizie e si trasformano in ansia da prestazione. Diversamente da una crostata di prugne che richiede un momento specifico dell’anno o da una crostata senza glutine con crema frangipane che pretende precisione quasi chirurgica, questa si accontenta di poco e restituisce molto, con l’understatement tipico di chi sa di essere buono ma non si sognerebbe mai di sbandierarlo in giro ai quattro venti.
Marmellate tutti frutti
Nell’immagine, la torta è stata farcita con un barattolo di marmellata di lamponi insieme a pesche noce, percoche e albicocche, tutte troppo acerbe o troppo ammaccate per essere presentabili altrove. Ma la vera libertà di questa ricetta sta proprio qui, nella possibilità di abbinare marmellate e frutti senza seguire un copione. Puoi usare marmellata di prugne con le prugne, certo, in un afflato di coerenza, ma puoi anche osare marmellata di fichi con le mele, marmellata di fragole con l’ananas, marmellata di visciole con una gran macedonia raccolta in fondo al cassetto della frutta. Non è disordine, è jazz.
Il fascino della vacanza senza bilancia
Uno dei pregi da non sottovalutare di questa crostata è la sua natura vagabonda. Non ha bisogno di grammi precisi né di strumenti sofisticati e con un po’ di astuzia puoi farla anche senza bilancia. Ovviamente, nelle note della ricetta, ti spieghiamo come. È la torta perfetta da fare in vacanza, nella cucina non tua di una casa in affitto, con gli ingredienti trovati per caso al mercato del paese.
Il lusso di questa torta non è la perfezione, ma la capacità di trasformare l’imperfetto in qualcosa di desiderabile. Lo fa senza sforzo, con la stessa nonchalance di chi arriva tardi a una cena, conquista comunque tutti, riesce a farsi prestare il divano per la notte e si ripresenta a colazione con un bel sorriso.
La crostata più facile del mondo in pratica

Attrezzatura
- 1 Robot da cucina con lame
- 1 tortiera da 30 cm
- q.b. ciotole per gli ingredienti
- 1 peluchino
- 1 marisa
- q.b. Carta forno
Ingredienti
- 500 g farina 00
- 220 g burro
- 180 g zucchero semolato
- mezzo cucchiaino sale fino
- 2 cucchiaini lievito per dolci
- 4 uova intere
- 80 g limoncello
- 1 barattolo marmellata
- 1 kg frutta mondata circa
- 1 manciata zucchero di canna
Procedimento
- Per prima cosa tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente e quindi, se non lo sono, preparali con calma in anticipo.
- Lava e monda tutta la frutta – assolutamente non fredda di frigorifero – e tagliala a fettine o a pezzetti abbastanza omogenei.
- Prepara lo stampo da dolce o la teglia, foderandolo per bene di carta forno. Lascia pure che la carta sporga dal bordo.
- Pesa tutti gli ingredienti, oppure segui le istruzioni nelle note se non puoi usare la bilancia.
- Accendi il forno ventilato a 175°C, se possibile aggiungendo anche calore statico dal basso.
- Metti nel boccale la farina con il burro e azionalo fino a quando il burro scompare.
- Aggiungi lievito, sale e zucchero e metti ancora in funzione a velocità medio-bassa, poi aggiungi le uova e infine il limoncello. Basteranno circa due minuti per ottenere un composto molto denso e appiccicoso ma liscio.
- Distribuisci il composto sul fondo della tortiera, livellando rozzamente con il cucchiaio.
- Distribuisci cucchiaiate di marmellata su tutta la torta, a macchia di leopardo. Poi distrubuisci tutta la frutta (va bene anche a caso) sulla superficie e schiacciala leggermente per incastrarla nell'impasto. Finisci con una generosa spolverata superficiale di zucchero di canna.
- Inforna e fai cuocere esattamente per un'ora.
- Lasciala riposare e raffreddare almeno un paio d'ore prima di rimuoverla dalla tortiera (o assaggiarla).
Note
- compra direttamente un pacchetto di farina da 500 g
- togli un pezzettino da un panetto di burro nuovo da 250 g
- riempi fino all’orlo una tazzina da caffè di limoncello
- riempi un normale bicchiere da acqua, fino a poco più della metà, con lo zucchero
- usa tutta la frutta che vuoi e a posto così…


Cover photo: ©Olivia Chierighini
