Sul lago di Como c'è un festival che da vent'anni unisce letteratura, teatro, musica e pensiero contemporaneo. A Zelbio l'estate si vive al fresco, tra incontri d'autore, panorami sorprendenti e cene con vista.
Dove il lago di Como si fa silenzio
Quando si pensa al lago di Como vengono subito in mente ville sontuose, giardini storici, motoscafi scintillanti e passeggiate eleganti sul lungolago. Eppure esiste un altro lago, più appartato e autentico, che si scopre salendo lungo le strade tortuose che portano verso le montagne. È qui che si trova Zelbio, piccolo borgo della Valle Intelvi arroccato a circa 900 metri di quota, un rifugio estivo dove anche ad agosto conviene infilare in valigia un maglioncino per la sera.
Zelbio è uno di quei luoghi che sembrano custodire un segreto. Da un lato la vicinanza con Bellagio, Como e le località più celebri del Lario, dall'altro il ritmo lento di un paese che invita a rallentare, respirare e concedersi qualche giorno lontano dal turismo più affollato.
È proprio in questo scenario che da vent'anni prende vita Zelbio Cult, una delle rassegne culturali più interessanti dell'estate lombarda. Una manifestazione nata quasi per gioco da un gruppo di amici affezionati al paese e diventata, nel tempo, un appuntamento capace di attirare un pubblico sempre più numeroso e fedele.
Vent'anni di cultura tra lago e montagna
Un compleanno tondo merita una celebrazione speciale. La ventesima edizione di Zelbio Cult, in programma dall'11 luglio al 22 agosto 2026, rappresenta infatti un traguardo importante per una manifestazione che ha saputo crescere senza perdere il suo carattere originario.
La formula continua a essere quella che ha decretato il successo della rassegna. Ingresso libero, appuntamenti alle 21 nel teatro del paese e un programma costruito con attenzione quasi artigianale dal direttore artistico Armando Besio, giornalista e curatore che da anni anima la vita culturale del lago di Como.
Il risultato è un festival che riesce a mescolare letteratura, teatro, musica, arte, geopolitica e attualità in modo naturale, trasformando un piccolo centro montano in un luogo di confronto e di scoperta.
C'è qualcosa di affascinante nell'idea di ascoltare scrittori, artisti e protagonisti della cultura contemporanea mentre fuori il buio avvolge i boschi e l'aria fresca ricorda che ci si trova a quasi mille metri d'altitudine.
Un programma ricco per l'edizione più ambiziosa
Quella del 2026 è annunciata come l'edizione più ricca di sempre e coincide anche con i vent'anni della Biblioteca comunale di Zelbio, compagna di viaggio della rassegna fin dagli inizi.
Ad aprire il festival, sabato 11 luglio, sarà Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, che presenterà Negli occhi la bellezza. Un libro pensato soprattutto per i più giovani e dedicato alle esperienze artistiche e naturalistiche capaci di cambiare il modo di guardare il mondo.
Il 17 luglio arriverà una delle attrici più apprezzate del panorama teatrale italiano, Arianna Scommegna, protagonista del reading dedicato a La Storia di Elsa Morante. Uno spettacolo intenso che riporta al centro uno dei romanzi più discussi e amati del Novecento.
Il 25 luglio spazio invece a Mimmo Di Marzio con Gli insospettabili, un viaggio curioso e sorprendente tra personaggi celebri che hanno coltivato la pittura come seconda vita. Da Goethe a David Bowie, passando per Winston Churchill e Dino Buzzati, l'arte emerge come linguaggio parallelo e inatteso.
Il 30 luglio, in una data speciale fuori dal calendario tradizionale della rassegna, Zelbio ospiterà Nico Acampora, ideatore di PizzAut. Un incontro dedicato all'inclusione e alla possibilità concreta di costruire nuove opportunità lavorative per le persone autistiche. A seguire è prevista una degustazione curata dal PizzAutObus, il food truck itinerante della fondazione.
Ad agosto il programma continua con Massimo Zamboni, storico musicista dei CCCP e dei CSI, che presenterà Pregate per ea, un racconto che intreccia memoria familiare, musica e storia italiana.
L'8 agosto Bruno Bartolozzi porterà a Zelbio una riflessione sul calcio contemporaneo con Il neocalcio, indagine sulle trasformazioni dello sport nell'epoca della finanza globale, dei social network e della sorveglianza digitale.
Il 16 agosto sarà la volta dell'artista iraniano Majid Bita, autore di graphic novel che raccontano l'Iran attraverso uno sguardo autobiografico e profondamente umano.
La chiusura del festival, il 22 agosto, è affidata a Yaryna Grusha, tra le voci più autorevoli della cultura ucraina in Italia, che presenterà il suo romanzo d'esordio L'album blu, una narrazione capace di attraversare quarant'anni di storia europea.
Non manca nemmeno la musica, con il tradizionale concerto realizzato in collaborazione con il Festival di Bellagio e del Lago di Como. Il 26 luglio nella chiesa di San Paolo Converso si terrà Pasolini e Bach, eseguito dall'Orchestra di Bellagio e del Lago di Como diretta da Alessandro Calcagnile.
Perché vale la pena salire fino a Zelbio
In un'estate dominata da eventi sempre più grandi, rumorosi e affollati, Zelbio Cult conserva un carattere prezioso. È una manifestazione che sembra appartenere a un'altra dimensione, più intima e rilassata, dove il pubblico può ancora incontrare gli ospiti, scambiare qualche parola e vivere la cultura come esperienza condivisa.
C'è anche un altro aspetto che rende speciale questo appuntamento. Zelbio può diventare il punto di partenza ideale per esplorare sentieri, boschi e panorami spettacolari che si aprono sulla sponda orientale del lago di Como.
Dopo una passeggiata in montagna o una giornata trascorsa tra Bellagio, Nesso e le ville storiche del Lario, assistere a un incontro serale rappresenta un modo diverso di vivere la vacanza. Più lento, più consapevole e decisamente meno scontato.
Una terrazza con vista sulle montagne
Per completare l'esperienza vale la pena fermarsi a cena all'Hotel National di Zelbio, indirizzo storico del paese e punto strategico per chi desidera esplorare la zona.
La terrazza affacciata sulle montagne offre un'atmosfera semplice ma autentica, mentre la cucina casalinga mantiene quella dimensione familiare che ben si accorda con lo spirito della rassegna. È il luogo ideale per commentare l'incontro appena ascoltato, programmare l'escursione del giorno successivo e godersi la frescura serale che qui non manca mai.
Forse è proprio questa la forza di Zelbio Cult. Non essere soltanto un festival letterario, ma un piccolo rito estivo che unisce paesaggio, cultura e convivialità. Vent'anni dopo la sua nascita continua a dimostrare che la bellezza, quando è costruita con pazienza e passione, sa invecchiare molto bene.