Trent’anni dopo San Vito

La bodyguard di Capossela non protegge più, isola

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Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla firmano insieme “Tutti Bodyguard”, riscrittura di un brano di trent’anni fa che diventa il ritratto di un’epoca ossessionata dalla sicurezza e sempre più distante dal resto del mondo.

Nel 1996 “Il ballo di San Vito” conteneva un brano chiamato “Body guard”. Sul palco, durante il tour, un uomo in giacca e cravatta restava immobile accanto al piano, braccia conserte, a dare corpo alla guardia del corpo del testo. Trent’anni dopo quella controfigura è sparita, ma la canzone è tornata, e questa volta la bodyguard non sta più sul palco. È diventata un modo di stare al mondo.

“Tutti Bodyguard” esce oggi, venerdì 21 agosto, per La Cùpa / Pioggia Rossa Dischi. È una nuova versione di “Body guard” firmata da Vinicio Capossela insieme a Pierpaolo Capovilla, con la produzione di FiloQ e gli arrangiamenti della fanfara milanese Fan Fath Al.

Un incontro nato per caso

Capossela e Capovilla non si erano mai incrociati in studio prima d’ora, nonostante anni nello stesso ambiente. Il pezzo nasce da un incontro durante l’omaggio a Don Andrea Gallo tenutosi a Genova il 30 maggio scorso, nel decennale della sua morte. Capossela racconta di aver proposto la collaborazione a Capovilla “senza una ragione specifica”, e Capovilla la descrive come un gioco capace di far fiorire “una nuova prossimità” tra due autori “così diversi quanto simili”. Dal loro incontro nasce anche un progetto più ampio, la Ballad Opera “E Morte non avrà dominio”, in debutto il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico per il Romaeuropa Festival.

La bodyguard cambia mestiere

Il punto della canzone è quello che succede quando la logica della protezione smette di riguardare un pericolo reale e comincia a proteggerci da tutto il resto, comprese le notizie che preferiamo non vedere. Capossela parla di una bodyguard che oggi “viene buona per corazzarsi la coscienza, per tenere lontano il mondo dal divano”. Capovilla aggiunge la voce, portando nel brano versi taglienti sui manganelli inutili “sui cuori innamorati”. Il risultato è una canzone che parla di sicurezza per parlare del suo contrario, l’abitudine a guardare altrove.

Sul piano musicale il brano incrocia due mondi che si incrociano di rado, il dub e le fanfare balcaniche, con Fan Fath Al a portare ottoni e percussioni dentro un pezzo che nella versione originale era molto più scarno.

Dove ascoltarla dal vivo

“Tutti Bodyguard” debutta live alla quattordicesima edizione dello Sponz Fest, in Alta Irpinia, nelle serate del 28 e 29 agosto. Sarà un primo assaggio di un sodalizio che proseguirà nei prossimi mesi con la Ballad Opera al Teatro Olimpico e poi in tournée nei teatri italiani.

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