Croccanti fuori, morbidi dentro, i waffles sono un atto di ribellione contro la fretta, un comfort food democratico che attraversa confini, varianti nazionali e tradizioni pop. In questo articolo scoprirai storia, geografie, strumenti indispensabili e una ricetta perfetta da replicare a casa
Il waffle è come una coperta calda ma edibile e senza i peli del tuo amico a quattro zampe. È croccante ma accogliente, dolce ma non stucchevole – nemmeno se le copri di crema alle nocciole – versatile al punto da accompagnarsi tanto a un brunch quanto a una serata sul divano con serie TV e pigiama oversize.
Geografia dei waffles nel mondo
Non fermarti al cliché del “cibo americano da telefilm” perché il waffle nasce in Europa, molto prima che Instagram ci insegnasse a fotografarlo con sciroppo d’acero e fragole bio.
- Belgio: è la patria indiscussa. Qui troverai due scuole rivali: la Gaufre de Bruxelles o Bruxelles waffle, leggera, rettangolare, con alveoli profondi, impasto più fluido o lievitato, servita generalmente con zucchero a velo, montagne di panna, frutta e ovviamente cioccolato belga; poi c’è la Gaufre de Liège o Liegi waffle, più densa e compatta, con bordi irregolari e un impasto ricco di zucchero perlato che si caramella in cottura, rendendo la superficie molto croccante.
- Olanda: conosci i stroopwafels? Sono i cugini complicati dei waffles e un tipico dolce olandese: due sottili cialde rotonde ripiene di uno strato di sciroppo al caramello (stroop) che ha la diabolica caratteristica d’essere molto appiccicoso. Nati a Gouda nel XVII secolo come dolce povero, oggi sono uno street food iconico, perfetti da appoggiare sul caffè caldo per ammorbidire il ripieno (rendendolo masticabile) . Sono la risposta dolce alle giornate di pioggia.
- Nord America: lì tutto diventa un simbolo pop, anche il waffle. Da brunch newyorkesi a festival hipster di Los Angeles, il waffle è servito indifferentemente con pollo fritto, sciroppo, gelato, bacon. L’eccesso è parte del gioco ma la verità è che i waffles sono molto buoni anche nelle versioni salate.
- Scandinavia: nei paesi scandinavi i waffles si chiamano våfflor (Svezia), vafler (Norvegia) e vafler/vaflar (Danimarca e Islanda). Sono molto più sottili e leggeri, spesso cotti in piastre a cuore. Sono simbolo di calore domestico e di amicizia, un dolce accogliente e casalingo, immancabile sulle bancarelle delle feste popolari ma anche nei coffee shop dei musei.
Le piastre da waffle, strumenti di piacere e dannazione
Ogni paese ha la sua versione dei waffles ma la sostanza resta: un semplice impasto brioche che diventa magia grazie a una piastra quadrettata
Fare i waffles a casa è un atto di emancipazione dai brunch overpriced di Milano ma anche dalla necessità impellente di volare (low cost) nella prima città europea dove li puoi trovare a ogni angolo di strada. Ti serve solo una piastra ma attenzione a cosa scegli.
Se segui il sentiero old school, puoi prendere una piastra in ghisa o alluminio da fornello. Costa pochissimo ma devi scaldarla bene, ungerla e girarla a metà cottura; è ottima se ami i rituali vintage ma soprattutto se hai abbastanza autostima da sapere che – fino a quando non ti impratichirai – il risultato potrebbe essere soprattutto un discreto caos.
Nel meraviglioso mondo degli elettrodomestici, ci sono le piastre elettriche antiaderenti, facili, veloci e salva colazione. Alcune sono multifunzione e ti permettono di cambiare placche per fare panini, donuts e pancakes. Se ti fai prendere la mano e vuoi tantissimo pubblicare le tue colazioni su Instagram – o hai un dodicenne in casa – esistono piastre che ti fanno waffles a forma di cuore, fiore o Hello Kitty.
Liegi, la versione fondamentale

Attrezzatura
- 1 piastra per waffles
- 1 robot da cucina con gancio da impasto
- 1 ciotola piccola
- 1 forchetta
- 1 ciotola grande
Ingredienti
- 150 g latte
- 500 g farina di grano tenero 00
- 8 g lievito di birra disidratato
- 40 g zucchero di canna
- 1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
- 5 g sale
- 2 uova grandi
- 175 g burro morbido
- 140 g zucchero perlato
Procedimento
- Per prima cosa prepara un lievitino: in una ciotola mescola il latte tiepido con il lievito di birra e tre cucchiai presi dal totale della farina. Mescola con una forchetta e lascia che si attivi per circa 20 minuti.
- Nella ciotola dell'impastatrice versa la farina e il lievitino, inizia a impastare e aggiungi il sale, lo zucchero di canna, le due uova leggermente sbattute e la vaniglia.
- Impasta per circa 5 minuti – puoi fare la stessa cosa a mano – e poi incorpora poco per volta il burro morbido, a pezzettini. Aggiungi un pezzettino di burro solo quando il precedente è completamente sparito nell'impasto. Forma una bella palla e adagiala in una ciotola imburrata. Chiudi con una pellicola e lascia lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio (ci vorrà circa un'ora e mezza).
- Sgonfia la pasta e incorpora lo zucchero perlato, poi forma 12 palline circa dello stesso peso.
- Scalda la piastra per waffles (deve essere molto calda o con il termostato quasi al massimo, dovrai fare delle prove). Se necessario, imburrala leggermente con un pennello. Metti al centro una pallina, chiudi la piastra e fai cuocere alcuni minuti (5-6 minuti) fino a quando il waffle è ben dorato. Se usi un ferro tradizionale per gaufres, devi girarlo sul fuoco dopo 2-3 minuti e cuocere entrambi i lati per lo stesso tempo.
Note
Waffles e cultura pop
In Stranger Things, Eleven divora waffles come se fossero l’unico nutrimento dell’universo. In America ci sono giornate nazionali dedicate al waffle (National Waffle Day, 24 agosto). Su Pinterest è un cult del brunch estetico, su TikTok si moltiplicano varianti arcobaleno e vegan. Croccanti fuori, morbidi dentro: i waffles sono il comfort food che non giudica, che coccola e che conquista i media e te, nel mondo reale.
