Sempre più persone scelgono la montagna come destinazione estiva. La Valle d’Aosta vive una stagione da record e la Val d’Ayas rappresenta uno degli angoli più affascinanti per chi cerca natura, cultura e benessere. Ecco come organizzare una settimana tra villaggi Walser, panorami sul Monte Rosa e sapori di montagna.
L’estate sta cambiando quota. Le temperature sempre più elevate nelle città e nelle località balneari stanno spingendo molte persone a cercare rifugio tra i sentieri alpini. I numeri raccontano una tendenza ormai consolidata. La Valle d’Aosta ha chiuso il 2025 con il miglior risultato turistico della sua storia, superando i 4,5 milioni di presenze annuali. Anche la stagione estiva ha registrato un record assoluto con oltre 2 milioni di presenze e una crescita del 14% rispetto all’anno precedente.
Tra le vallate più amate c’è la Val d’Ayas, una terra che riesce ancora a conservare un equilibrio raro tra turismo, tradizioni e natura. Qui il protagonista assoluto è il Monte Rosa, il massiccio più imponente delle Alpi dopo il Monte Bianco, che accompagna ogni passeggiata con la sua presenza scenografica.
Camminare tra i villaggi Walser
Uno dei modi più belli per conoscere la Val d’Ayas è seguirne i sentieri storici, quelli che per secoli hanno collegato i villaggi della comunità Walser. Un itinerario particolarmente suggestivo parte da Pian Villy, a pochi minuti da Champoluc, e attraversa alcuni dei luoghi più rappresentativi della valle.
Il percorso inizia tra prati e boschi pianeggianti fino a Frachey, dove gli antichi rascard in legno convivono con la moderna funicolare che sale verso l’Alpe Ciarcerio. Da qui il paesaggio cambia gradualmente. Il sentiero costeggia il torrente Evançon, entra nel lariceto e raggiunge Saint-Jacques-des-Allemands, il più antico insediamento Walser della valle. Passeggiare tra le sue case in pietra e legno significa entrare in contatto con una comunità che, a partire dall’XI secolo, trasformò queste montagne in una rete di commerci e collegamenti attraverso i valichi del Monte Rosa.
Dopo il paese la strada lascia spazio a un’antica mulattiera lastricata che sale nel bosco seguendo il corso dell’acqua. Ponticelli in pietra, cascatelle e tratti ombreggiati rendono la camminata piacevole anche nei mesi più caldi.
La meta è Les Fiéry, un piccolo borgo costruito su un terrazzo naturale che conserva ancora l’atmosfera della grande stagione dell’alpinismo. Qui si trova anche lo storico Hotel Bellevue, che tra Ottocento e Novecento ospitò guide alpine, esploratori e membri della famiglia reale.
Chi ha ancora energie può proseguire per pochi minuti fino ai prati di Beau Bois, dove un antico rascard e la storica Casa Alpina Don Bosco, costruita accanto a un enorme masso erratico, raccontano un altro frammento della lunga storia di questa valle.

Barmasc e il Monte Rosa
Per chi desidera vivere la montagna senza affrontare grandi dislivelli, Barmasc rappresenta una delle escursioni più gratificanti della zona. Questo altopiano naturale offre una vista spettacolare sul Monte Rosa e sulle vette circostanti.
I sentieri che partono da qui attraversano prati fioriti, boschi di larici e pascoli dove è facile incontrare mucche al pascolo e marmotte. La zona è molto amata anche da chi pratica mountain bike o fotografia naturalistica.
Da Champoluc partono inoltre gli impianti che permettono di raggiungere quote elevate e di esplorare il comprensorio del Monte Rosa durante l’estate. Una soluzione ideale per chi vuole godersi panorami d’alta quota senza affrontare lunghe salite.


La baita di Carlo Mollino, un capolavoro nascosto
Tra le sorprese meno conosciute di Champoluc c’è anche una meta che conquista gli appassionati di architettura. In questa valle Carlo Mollino, tra i protagonisti più visionari del design italiano del Novecento, realizzò una residenza che ancora oggi rappresenta un esempio straordinario di dialogo tra innovazione e tradizione alpina.
L’edificio nasce dall’incontro tra un antico rascard Walser e una concezione dell’abitare decisamente contemporanea. Materiali locali, volumi essenziali e dettagli progettati con estrema cura convivono in un equilibrio che rispetta il paesaggio senza rinunciare alla sperimentazione. Più che imitare l’architettura di montagna, Mollino la interpreta, dimostrando come il patrimonio locale possa diventare il punto di partenza per creare qualcosa di nuovo.
La casa è una proprietà privata e non può essere visitata all’interno, ma vale comunque una passeggiata per ammirarla dall’esterno. È una tappa che aggiunge un tassello inaspettato al viaggio, ricordando che la Val d’Ayas custodisce anche un importante patrimonio culturale e architettonico oltre ai suoi panorami spettacolari.
Dove dormire vicino a Champoluc
Per esplorare la valle con calma può essere una buona idea scegliere una struttura leggermente decentrata rispetto al centro di Champoluc.
Maison Poluc Boutique Hotel si trova a pochi minuti da Champoluc in una posizione tranquilla immersa nel verde. La struttura dispone di camere con vista sulle montagne e di una spa con sauna, bagno turco e idromassaggio, particolarmente piacevole dopo una giornata di trekking o di escursioni in bicicletta.
La posizione permette di raggiungere rapidamente sia i sentieri verso i villaggi Walser sia gli impianti del comprensorio del Monte Rosa, mantenendo però quell’atmosfera silenziosa che molte persone cercano quando scelgono una vacanza in montagna.


Sapori che raccontano la valle
Una settimana in Val d’Ayas passa inevitabilmente attraverso la tavola. La Fontina DOP resta la regina della gastronomia locale, accompagnata da prodotti come il Blue d‘Aoste, il lardo di Arnad e la mocetta.
Tra i piatti più amati c’è la polenta concia, preparata con farina di mais, burro e abbondante Fontina fusa fino a diventare cremosa e filante. Viene spesso accompagnata da spezzatini, selvaggina o salsiccia, ma conquista anche nella sua versione più semplice.
Chi visita la valle trova spesso nei menu anche la tartiflette, ricetta originaria della vicina Savoia francese che da tempo fa parte della cultura gastronomica delle Alpi occidentali. Patate, cipolle, pancetta, panna e formaggio fuso danno vita a uno dei piatti più confortanti da gustare dopo una giornata sui sentieri. Se vuoi prepararla a casa puoi seguire la nostra ricetta.
Per assaporare la cucina tradizionale della Val d’Ayas meritano una sosta La Grange, con il suo ambiente caldo e l’attenzione alle ricette del territorio, e Balivo, uno degli indirizzi più apprezzati di Champoluc per chi cerca piatti valdostani preparati con ingredienti locali e una buona selezione di vini regionali.
La cucina di montagna racconta la storia della valle tanto quanto i suoi sentieri. Ogni piatto nasce da ingredienti semplici, pensati per affrontare il clima alpino, e continua ancora oggi a essere parte integrante dell’esperienza di viaggio.
La montagna estiva offre movimento senza stress, paesaggi che cambiano a ogni curva del sentiero e una dimensione più autentica del viaggio. In Val d’Ayas tutto questo si trova ancora, insieme a una cultura alpina che continua a vivere tra le case Walser, gli alpeggi e le vette del Monte Rosa.

