I parfait giapponesi sono un piccolo miracolo estetico in bicchiere. Tra layering zen, ingredienti stagionali e bar che sembrano gallerie d’arte, ti raccontiamo perché sono diventati i dolci più desiderati del Giappone.
Iniziamo dalle basi, cos’è un Parfait?
La versione francese originale è un ricco dessert freddo a base di panna montata, uova e frutta, mentre la versione americana è più simile a una coppa gelato guarnita con granella, frutta, panna montata e servita in un bicchiere alto.
Ma in Giappone è diverso. Qui il Parfait è una cosa seria e ha preso uno stile tutto suo. È alta pasticceria stratificata in vetro ma anche cultura visiva, mindfulness e architettura in miniatura.
È un dessert, dolce ma non in maniera esagerata, bello bello in modo impossibile ma mai solo decorativo. Ogni strato è studiato, ogni colore calibrato, ogni ingrediente posizionato con precisione maniacale.
Il Parfait giapponese unisce la precisione di un origami alla poesia di un acquerello un po’ kawaaii. Ogni strato racconta una storia, ogni colore dialoga con il successivo.
In Giappone ogni cosa merita un momento meditativo. Come scriveva Will Ferguson in Autostop con Buddha, i Giapponesi hanno un momento di contemplazione per tutto: “Oltre alla Contemplazione dei Fiori di Ciliegio, abbiamo anche la Contemplazione della Luna, la Contemplazione della Neve, la Contemplazione dei Fiori di Campo, la Contemplazione della Caduta delle Foglie in Autunno e l’Osservazione delle Stelle in Estate. Tutti sono formalmente invitati a prendervi parte e tutti seguono procedure prestabilite in base alle stagioni.”
E anche il Parfait Giapponese non si mangia di fretta, si contempla. È un piccolo monumento alla bellezza effimera.

Un Parfait per ogni stagione
In Giappone troverai un Parfait per ogni gusto, di sicuro c’è anche quello che fa per te.
Solo in primavera, trovi (indovina) il Sakura Parfait per celebrare la fioritura. Rosa, delicato, floreale. A volte include petali di ciliegio edibili o gelatina al sakura.
Il più iconico è sicuramente il Matcha Parfait. Crema al tè verde, mochi, fagioli rossi, gelatina e panna. Spesso viene servito con un biscotto di riso o dei corn flakes sul fondo, per dare croccantezza.
Se ami la malinconia dell’autunno devi provare il Kuri, Parfait alle castagne. Marron glacé, panna montata e crema chantilly convivono in armonia zen.
Se invece non sei del team autunno, puoi scegliere tra tutta la gamma dei Parfait ai frutti stagionali: melone estivo, fragole primaverili, uva muscat. L’ossessione giapponese per la frutta perfetta qui raggiunge il suo apice.
E poi ci sono i Parfait di ispirazione regionale. Ogni zona reinventa il dolce con ingredienti tipici: yuzu, patata dolce, sesamo nero e kinako.
In alcune versioni troverai anche l’agar-agar al posto della gelatina animale, o dolci tradizionali giapponesi come lo shiratama dango (polpettine di riso glutinoso), la pasta di fagioli azuki, o ancora castagne candite e dolci da tè.
Gusti diversi ma un elemento in comune. Tutto è stratificato con cura in bicchieri alti e trasparenti, come piccole installazioni d’arte commestibile.
Una serie TV per capire meglio: Kantaro, il salaryman con il cucchiaino facile
Se vuoi capire quanto i dolci siano parte della cultura giapponese, devi guardare “Kantaro: The sweet tooth salaryman”, serie cult su Netflix.
Il protagonista è Kantaro, è un impiegato modello con una doppia vita. Lavora in come venditore in una casa editrice ma appena può, mentre è fuori per visite ai clienti, cerca di ritagliarsi di nascosto del tempo per assaggiare dolci in tutta Tokyo e recensirli con un nickname nel suo blog.
Io l’ho amato tantissimo. Ogni episodio è un tripudio di slow motion zuccherosi e visioni, con riprese sensuali dei dessert e monologhi interiori degni di un film epico. Al limite del porno. Tutte le pasticcerie di Tokyo che visita esistono realmente. Prendi nota degli indirizzi!
Extra bonus: dove mangiare i Parfait giapponesi più belli (e buoni)
Se stai pianificando un viaggio in Giappone e vuoi provare l’esperienza estetica (e gustativa) del Parfait, ecco alcuni posti imperdibili.
Per prendere un master in Parfait devi andare da JTRRD: il bar più aesthetic di Osaka. Noi ci siamo statə.
Se i Parfait giapponesi sono una forma d’arte, JTRRD Café ne è il museo.
Questo bar è diventato famoso proprio per i suoi dolci creati come se fossero opere astratte da comporre in base al colore preferito di chi fa l’ordine.
Nato come laboratorio creativo, oggi è un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza multisensoriale. Qui ogni Parfait viene fotografato decine di volte prima di essere mangiato, c’è anche un angolo creato appositamente per le foto. Il motivo? Basta sbirciare il profilo Instagram di JTRRD: palette accese, layering ipnotico, luci perfette, un’estetica sospesa tra minimalismo e sogno pastello.
Un Parfait da JTRRD non è un dessert. È una dichiarazione d’intenti. Mi prendo del tempo, mi curo della bellezza e forse ci scappa anche un reel. Ci sono anche i marshmallow kawaii. Se sei in zona per l’Expo ti consiglio di fare una sosta qui.
I Parfait sono molto popolari e li trovi un po’ ovunque.
Da lto Kyuemon Uji (nella filiale della stazione JR di Uji) servono splendidi Parfait al matcha altissimi, completi di gelatina al tè verde, shiratama e pasta di fagioli rossi e specialità stagionali a disponibilità limitata come il Sakura Parfait in primavera e il Momiji Parfait, una specialità autunnale a base di patate dolci e castagne, disponibile da settembre a inizio dicembre.
Saryo Tsujiri, a Kyoto, è famoso per i suoi Parfait al matcha e agli altri tè verdi giapponesi. Elegante e tradizionale.
Da Sembikiya a Tokyo, la frutta è il focus assoluto: parfait con fragole perfette, meloni di alta gamma e decorazioni da manuale.
Se ami le challenge puoi provare a finire il gigantesco Parfait di Cenerentola al Café Fusha di Hiroshima, preparato per 4-5 commensali.
A sfidare l’idea di “Parfait” c’è il popolarissimo Parfait Dora di Kyoto, una rivisitazione del Dorayaki (un dolcetto giapponese composto da due pancake ripieni di pasta di fagioli rossi). Invece dei fagioli rossi, i pancake sono farciti con una generosa quantità di panna fresca e frutta, gli ingredienti del suo fratello maggiore.
Prepara il tuo parfait (non commestibile)
Se hai voglia di preparare il tuo Parfait e portarlo a casa in valigia, puoi cimentarti nella preparazione di uno Shokuhin Sampuru, quei campioni di cibo in plastica esposti in molti ristoranti giapponesi. Esistono molti laboratori dove puoi realizzarne uno in circa 30 minuti.
Gujo Hachiman, è la città nella prefettura di Gifu che produce l’80% dei campioni gastronomici in plastica. Qui trovi ben quattro laboratori dove puoi preparare un mini parfait. Il Sample Village Iwasaki è il più famoso ed è consigliabile prenotare.
Già che sei lì ti consiglio di provare anche il parente estivo del Parfait, il Kakigori, un dessert a base di ghiaccio tritato, ricoperto di sciroppo fosforescente e spesso guarnito con mochi.
Pro tip: molti café pubblicano i loro parfait stagionali su Instagram. Cercare gli hashtag come #パフェ (parfait in giapponese) o #パフェ巡り (parfait tour) può aprirti un mondo.


Kakigori /Foto Cristina Del Re©


