In arte topiaria manum dei

Verde Grazzano, uno sguardo botanico su Grazzano Visconti

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Datemi una pianta e sono certa che non mi sopravvivrà. Tuttavia subisco il fascino dei giardini, cioè il prodotto di quell’opera di modificazione, gestione, manipolazione della vegetazione che è tanto bella e tanto umana. Sarà forse per via dei miei studi da classicista che ogni volta che vedo un bosso ben curato non posso fare a meno di ripetermi in arte topiaria manum dei.

Quanto è bello questo fiore

Solo recentemente ho vinto l’imbarazzo che mi teneva lontana dalle esposizioni botaniche – imbarazzo dovuto dall’incapacità di andare oltre il banale quanto è bello questo fiore – e pur non capendo molto di cultivar, specie e varietà ho preso a visitare il Labirinto della Masone, il giardino di Villa Carlotta, gli orti botanici delle città che via via mi trovavo a visitare poiché, essere circondati e passeggiare nei vialetti di queste gemme incastonate in luoghi spesso violentati dal punto di vista urbanistico, mi ha sempre infuso un profondo senso di pace e fiducia nel bello.

  • Vista frontale del Castello di Grazzano Visconti
  • Il Parco del Castello di Grazzano Visconti
  • Il Parco del Castello di Grazzano Visconti
  • Il Parco del Castello di Grazzano Visconti
  • Parco del Castello di Grazzano Visconti © Studio del Duca

Il parco di Grazzano Visconti con occhi nuovi

Ecco quindi che, armata del ricordo della sola visita fatta al Castello di Grazzano Visconti nel lontano 1987 , mi sono detta che valeva la pena rivisitare anche quel giardino con occhi nuovi e con la scusa di rivedere una bellezza dell’Emila, avrei potuto anche sbirciare tra le meraviglie botaniche portate dagli espositori di Verde Grazzano.

E così è stato: e se è vero che mi sono persa le visite al parco con la guida d’eccezione Carlo Contesso, ho scoperto l’incredibile Michael Schick che in Germania ha deciso di dedicarsi al recupero delle specie pomodoro coltivato con metodi biologici e che li ha esposti a Grazzano in una chiara e semplice spirale arrivando a ottenerne quasi mille, un vero paladino nella lotta all’appiattimento voluto dal mercato.

I 1000 pomodori biologici di Michael Schick che in Germania ha deciso di dedicarsi al recupero delle specie e alla coltivazione con metodi biologici. Foto Verde Grazzano.

Il mio lato attratto dalle buone cose di un tempo che fu è stato soddisfatto dal ritrovare la biancheria per la tavola e i grembiuli su misura – in questo frangente, da giardiniere – de Il Grembiale con la sua bella mise en place scenografica all’ingresso del Castello. Che dire poi dei meravigliosi e inusuali peperoncini coltivati in maniera sostenibile da B-orto? A Gemona del Friuli hanno fondato un luogo che è il paradiso della produzione responsabile, affascinante anche per chi non è appassionato di piccantezza. Infine, una nota commossa per le oltre quattrocento varietà di agrumi dei vivai di Oscar Tintori di Pescia, grazie ai quali ho scoperto un cedro dalla stupefacente forma digitale, con pochissima polpa ma dalla scorza inebriante.

Le visite al parco del castello (se c’è bello)

Il parco del castello riflette la personalità poliedrica del Duca Giuseppe Visconti di Modrone che lo ideò e lo fece realizzare tra la fine del ‘800 e i primi del ‘900. È un luogo eclettico, dove ispirazioni diverse convivono armoniosamente: le linee razionali del giardino all’italiana e dei viali coesistono con l’atmosfera romantica delle zone a bosco, dei vialetti sinuosi, delle fontane e delle statue in marmo che si lasciano coprire dalla carezza di rampicanti come edera, muschio e rose. Nel parco, sono davvero tanti gli angoli dove gli abitanti del castello potevano passeggiare, giocare, risposarsi e godere delle ombre degli alberi e delle fresche acque delle fontane, ancora oggi suggestivi per i visitatori con l’aiuto di un calendario di visite guidate che purtroppo dipendono dal meteo.

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