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Il Grembiale - modello Chef double face.
Donne sull’orlo di una crisi di Covid

Il Grembiale di Iaia: torna il fascino del su misura

Tempo di lettura: 3 minuti

Potremmo chiamarle Donne sull’orlo di una crisi di Covid: sono imprenditrici e professioniste che si sono reinventate nel corso o a causa della Pandemia ovvero quando la crisi è la chance per cambiare. Tutto.

Iaia Michi per svariate decadi si è occupata di comunicazione con la sua agenzia: clienti prestigiosi nel design e nel mondo del casalingo di lusso. Poi… poi per una serie di coincidenze è nato “Il Grembiale”: abbigliamento professionale su misura.

Iaia, “il Grembiale” cos’è?

È una sfida, è la volontà di rimettersi in gioco perché c’era una voce alla quale volevo dare ascolto ormai da tempo. D’altra parte, una laurea in architettura andava messa a frutto sapendo bene cosa significa progettualità. Il grembiale nasce fortuitamente da un’analisi di mercato fatta per un cliente: ho scoperto proposte tessili – per la tavola e la cucina – molto omologate, di dubbia qualità e tutte simili, a volte carissime. Questo mi hanno fatto capire che c’era molto da fare, insomma c’era la famosa opportunità.

Così ci ho provato: manodopera italiana, tessuti italianissimi, occhio “fashion” e poi il mio background nel settore del casalingo high end, devo dire, mi ha avvantaggiata.

Cosa colpisce rispetto ai competitor?

Prima di tutto, la differenza che passa tra il mass market – benché professionale – e il su misura. Quindi tessuti ad hoc, moda quanto basta, in base alle reali necessità del cliente, capacità di declinare il prodotto senza le briglie del si è sempre fatto così, questo è il catalogo. E poi non tutti possono offrire tessuti creati appositamente per peso, struttura, colore e creazioni a quattro mani con abili artigiani-artisti: cioè il vero made in Italy

Si può coniugare abbigliamento professionale e moda?

Imprescindibile direi. Non sono maniaca del tutto coordinato ma nemmeno dell’anarchia e quindi aiuto a progettare qualcosa che si sposi all’ambiente. Non solo la giacca da chef ma anche la semplice t-shirt voglio che abbia quel quid che fa la differenza, magari con dettagli sartoriali rubati alla camiceria. Presentarsi con eleganza è segno di rispetto verso i propri ospiti, come tra le mura domestiche.

  • Il Grembiale - modello Chef. ph. Vecchi DiNozzi
  • Il Grembiale - modello Chef double face.
  • Il Grembiale_ph. Erica Brenci Studio_Brand Photography. Collezione botanica
  • Il Grembiale. Proposta Carlo Cracco

La più grande soddisfazione?

Difficile citarne una soltanto: ricevere la telefonata di uno chef stellato molto esigente, la richiesta di aprire in un mercato estero e come dimenticare la squadra italiana vincitrice del campionato del mondo di gelateria e pasticceria?

Spesso si legge di progetti che sembrano “indipendenti” per poi scoprire che, in realtà, c’erano a disposizione enormi capitali…

Nel mio caso non è stato così. L’investimento maggiore è stato il tempo, principalmente il mio tempo. Tanto. Tutto quello che riuscivo a ritagliarmi. Con fatica, alle volte, ma di sicuro con tanta, tanta adrenalina ed entusiasmo e la voglia di girare una pagina importante della mia vita: finalmente un progetto mio al quale fare da PR!

Hai paura delle imitazioni?

Sono convinta che le copie siano l’attestato di aver fatto un buon lavoro. E poi, con le idee che continuano a bussare di notte nella mia testa, sinceramente non mi spavento.

Paura per questo pazzo futuro?

Chi può fare previsioni oggi? Troppe le variabili ma una cosa la percepiamo con chiarezza: i nostri clienti, gli imprenditori del mondo della ristorazione, non si fermano. I più illuminati si stanno preparando per la ripartenza: c’è chi ha approfittato per ristrutturare e chi ha voluto rivedere il tessile per la tavola e ripensare le divise. c’è molta voglia di differenziarsi e questo è perfettamente in linea con il mio progetto.

Un consiglio a chi si vuole mettere in gioco ma non sa da che parte cominciare?

Provarci, senza paura.

Il mio pensiero, sin dal primo istante è stato: “non posso pensare di terminare la mia vita rimproverandomi di non averci provato”. E se andrà tutto male, beh, almeno avrò tentato.

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