Contro la violenza di genere

Scarpette rosse in ceramica. Quando l’arte diventa voce

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Il 25 novembre l’Italia si tinge di rosso. Non per moda, ma per memoria. Da Faenza a Vietri, le Scarpette rosse in ceramica tornano in piazza, raccontando con la materia quello che le parole spesso non sanno dire.

L’arte che non tace

Ci sono scarpe che non si indossano. Restano ferme, immobili, ma pesano più di mille passi. Sono rosse, di ceramica e raccontano storie di donne che non ci sono più ma che non vogliamo dimenticare.
Ogni anno, il 25 novembre, la terra e il fuoco tornano a modellare quelle forme in tante città italiane.
Succede grazie ad AiCC, l’Associazione italiana Città della Ceramica, che dal 2017 porta avanti questo progetto nato a Oristano e diventato un rito collettivo di bellezza e resistenza.

Scarpette rosse in ceramica, Albissola Marina, 2021

Il rosso della consapevolezza

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale circa una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Un dato che riflette una realtà ancora drammaticamente attuale anche in Italia. Nel nostro Paese – secondo i dati registrati dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno – nel 2024 sono state uccise 113 donne, di cui 99 in ambito familiare o affettivo, 61 per mano del partner o dell’ex partner.

Non c’è spazio per l’indifferenza. E così piazze e cortili si riempiono di scarpette, sandali, zoccoli e stivali modellati a mano, ognuno diverso, ognuno vivo. Accanto, il numero 1522 inciso sulla ceramica diventa parte dell’opera: un invito a chiedere aiuto, a non restare in silenzio.

Le mani che trasformano il dolore

“Questo evento è per noi un progetto di profondo valore simbolico e culturale”, dice Massimo Isola, Presidente di AiCC. E Nadia Carboni, direttrice, aggiunge che Scarpette rosse in ceramica ha saputo “trasformare l’artigianato in un linguaggio che risveglia coscienze”.

Dietro ogni scarpetta ci sono mani che lavorano, mani che ricordano, mani che credono nella bellezza come forma di cura.
È un gesto antico e contemporaneo insieme: la ceramica che diventa grido, poesia, abbraccio.

Le scarpette rosse non camminano, ma lasciano un segno che attraversa 58 città italiane, da Matera a Nove, da Gubbio a Vietri sul Mare, unendo artistə, comunità e passanti in un’unica, grande installazione diffusa.
Perché la violenza non è un fatto privato e la bellezza può ancora essere una risposta pubblica.

Le iniziative sono visibili su www.buongiornoceramica.it

Scarpette rosse in ceramica, Faenza, 2018

Cover foto: Scarpette rosse in ceramica, Grottaglie, 2022

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