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Effetti collaterali

Perdere l’orgasmo ai tempi del Covid-19

Tempo di lettura: 3 minuti

Mi sono svegliata, ogni tragica mattina del lockdown, provando un sentimento diverso: organizzata, pigra, combattiva, spaventata, stanca, su di giri, in ansia, insensatamente allegra, preoccupata.

Una mattina mi sono svegliata e orgasmo ciao

La mattina in cui mi sono resa conto di aver perso l’orgasmo, ho sentito nella testa la voce di mia madre che mi diceva: Vedi? Ti ho sempre detto che sei disordinata. C’è poco da star sereni se si ha un’immaginazione del genere.

C’è da dire che la persona che mi è mancata di più – in tutto questo periodo di reclusione da coronavirus – è l’unica che generalmente stimola la mia mente ancor meglio del mio clitoride. In questo frangente, se la sarebbe cavata dannatamente bene anche con quello, se solo fosse stata in clausura con me, invece che a centinaia di chilometri di distanza a causa di una malaugurata scelta di tempi.

Mentre mi chiedo quando verranno riaperti confini e voli, cosa che probabilmente risolverà all’istante il mio problema, resto alle prese con il mistero del climax scomparso in un’alba d’autoerotismo senza lieto fine.

Piacere senza “se” e senza “ma”

Ammetto che perdere l’orgasmo – quando ci si può dedicare solo all’autogratificazione – è una faccenda degna d’ironia. Di solito, la propria compagnia è quella che garantisce il 100% di soddisfazione nei tempi previsti e nessuna necessità di ricorrere alla menzogna (Sei venuta? Certo, come no!). Insomma, durante la propria vita sessuale può sempre capitare d’andare in bianco e accontentarsi di un intermezzo di piacere diffuso ma non totalmente appagante. È scocciante e – per certi versi – inconcepibile ma bisogna pur sempre mettere in conto quei se solo mi toccasse in maniera diversa e quei ma quello non è il posto giusto!

Consigli non richiesti

Se hai problemi con il tuo orgasmo, i consigli degli esperti si sprecano. Sono tutti lì pronti a chiederti se ti conosci intimamente, se hai provato a toccarti in questo o in quell’altro modo, se hai un canale privilegiato di comunicazione con il tuo io profondo, se sai dove cercare il punto G e se hai provato ad associare fantasie sessuali ed esercizi di Kegel. In questo periodo di clausura forzata, c’è stato chi ha detto che un po’ di porno risolve e chi ha suggerito sesso via Skype con sex toys comandati da remoto (astenersi se non si possiede un buon Wi-Fi) ma sai che c’è? No. No, a tutto.  Vuoi capire a cosa imputare il silenzio stampa delle tue parti intime? Cerca altrove.

Grazie, Samantha!

Dopo un attimo di smarrimento, dopo aver fatto ricorso a tutti i giocattoli del caso, ho avuto un’illuminazione: non sono sola! A Samantha era già successo! Così sono ripiombata nel 2001, sul più bello della quarta stagione di Sex and the City.

Anche allora mia madre aveva avuto qualcosa da dire quando, dopo aver sbirciato di nascosto la serie originale – scaricata fraudolentemente da internet – aveva sentenziato: Immorale! Deviante per una ragazza così giovane! Affermazioni che mi rinfrancarono immediatamente nella convinzione che SATC fosse avanguardia pura per la sua cultura criptocattolica, ergo che fosse cosa buona e giusta per me.

Le 5 fasi di rielaborazione del lutto

A distanza di così tanti anni – ironia della sorte – posso dire ancora una volta grazie a Samantha per avermi spiegato come mi sarei sentita alla sua età, circa vent’anni dopo: triste per quello che stava accadendo attorno a me e furibonda perché non avevo il controllo, nemmeno con una bacchetta magica in mano. Samantha era in lutto quando aveva perso il suo orgasmo e così io.

Sono passata da una fase di incredulità (che cavolo stai dicendo Willis? Un orgasmo non si dimentica su un taxi!), alla fase della rabbia (ci mancava solo di non potermi rilassare con un po’ di sana masturbazione), alla contrattazione (se persevero, ce la farò. Forse con un nuovo vibratore…), alla depressione (me misera e me tapina, non verrò mai più) per arrivare all’accettazione (le cose stanno così, inutile insistere che poi magari mi brucia).

Lo sai cosa succede dopo l’accettazione?

Che il tempo passa e le cose si risistemano. Si gode solo quando si è contenti, basta attendere. Speriamo non troppo però, che questa faccenda mi ha parecchio stufata. Oh, sì.

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