Arte e occultismo

Morgana e visioni d’arte a Palazzo Morando

Tempo di lettura: 5 minuti

Una mostra a Milano intreccia arte, esoterismo e femminismo. Fata Morgana – Memorie dall’invisibile trasforma Palazzo Morando in un portale tra mondi, evocando medium, visionari e spiriti ribelli che hanno scardinato il pensiero razionale. Un viaggio curato dalla Fondazione Nicola Trussardi tra misticismo, automatismo psichico e libertà creativa. Dal 9 ottobre al 30 novembre 2025.

Entri a Palazzo Morando e ti sembra di varcare una soglia. Non solo quella fisica del museo, ma quella più sottile che separa il visibile dall’invisibile. È questo il punto di partenza di Fata Morgana: memorie dall’invisibile, la nuova mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi, con la curatela di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini.
Un progetto concepito su misura per gli spazi della storica dimora milanese, un tempo abitata dalla Contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini — spirito colto e visionario, con una passione per occultismo, spiritismo e alchimia. È proprio da lei e dalla sua straordinaria biblioteca che prende vita questa mostra dove l’arte si fa rito, e il mistero diventa materia creativa.

Morgana, maga, donna, simbolo

La figura di Morgana, la mitica maga del ciclo arturiano, attraversa la mostra come un’eco potente. A metà tra strega e dea, Morgana è l’incarnazione di un sapere femminile che resiste al controllo, di una libertà che inquieta. Custode di illusioni e mondi intermedi, è anche – nelle letture contemporanee – un’icona di autonomia e anticonformismo.
Ispirandosi al poema surrealista Fata Morgana di André Breton, scritto nel 1940, la mostra tesse un dialogo tra arte, misticismo e inconscio, trasformando il percorso espositivo in un viaggio dentro stati di trance, estasi e visioni.

Medium, mistiche e ribelli

La mostra riunisce oltre cinquanta figure tra artiste, artisti e intellettuali storicə e contemporaneə, che hanno esplorato – con linguaggi e mezzi diversi – il rapporto tra arte e invisibile.
Al centro, un nucleo di sedici opere di Hilma af Klint, la pittrice svedese che, guidata da presenze medianiche, sviluppò un linguaggio astratto prima ancora di Kandinsky o Mondrian. Le sue tele, ipnotiche e spirituali, rivelano come l’astrazione sia nata non tanto dalla ragione, ma dal contatto con altre dimensioni dell’essere.

Accanto a lei, il percorso si arricchisce di opere e documenti di Georgiana Houghton, Emma Kunz, Linda Gazzera, Hélène Smith, Eusapia Palladino, e delle visioni trasgressive di Carol Rama, fino a nomi più noti come Man Ray, Pierre Klossowski e Judy Chicago.
In questo dialogo tra epoche e linguaggi, il confine tra arte e rituale si dissolve. Disegni medianici, fotografie spiritiche, diagrammi esoterici e video contemporanei si intrecciano in una costellazione di presenze che raccontano un’altra storia dell’arte – più segreta, più intima, più libera.

Man Ray / Groupe Surréaliste
Man Ray / Groupe Surréaliste (Séance d’écriture automatique), 1924-1980  / Photograph, new print / Printed by Pierre Gassmann 
17 x 22 cm  / Collezione privata / Courtesy Gió Marconi, Milan / SIAE 2025 

L’invisibile come rivoluzione

Fata Morgana: memorie dall’invisibile esplora come pratiche eccentriche e spirituali abbiano, in vari momenti storici, scardinato convenzioni artistiche e sociali.
Il margine, l’errore, il delirio: tutto ciò che è stato relegato ai confini del pensiero razionale torna qui come spazio di possibilità.
Le artiste medianiche e le mistiche del Novecento non erano solo “visionarie” – erano, di fatto, femministe ante litteram, donne che hanno trovato nella connessione con l’invisibile un modo per sfuggire al controllo patriarcale e per affermare la propria voce creativa.

Eusapia Palladino  / Seduta con la medium Eusapia Palladino.
Alla presenza di Sally Proudhomme e della Baronessa de Watteville, tra gli altri, 1985-1900 
Annotazioni con inchiostro sotto l’immagine. Didascalia in matita nera sul verso del supporto / Stampa alla gelatina d’argento montata su cartone / 11,9 x 17 cm; 14,8 x 19,3 cm foglio; 19,5 x 23,2 x 3,5 cm con cornice 

Un atlante dell’invisibile

Il percorso espositivo si compone come un mosaico di mondi interiori: dalle “macchine influenzanti” nate in contesti psichiatrici ottocenteschi alle testimonianze di sedute medianiche, dai diagrammi astrali ai rituali contemporanei.
Palazzo Morando diventa così un laboratorio di percezioni, un portale sospeso tra passato e presente, tra la Milano ottocentesca della Contessa e le inquietudini del XXI secolo.
Come in un incantesimo collettivo, ogni opera sembra evocare un altrove, una dimensione in cui l’arte non rappresenta ma rivela.

Con Fata Morgana, la Fondazione Nicola Trussardi rinnova la propria vocazione: portare l’arte contemporanea fuori dai musei canonici e dentro la città, abitandone i luoghi simbolici con progetti radicali e raffinati.
Dopo mostre come La Grande Madre o La Terra Inquieta, questa volta l’attenzione si sposta su ciò che non si vede – ma che continua a esercitare un potere perturbante.
Come ha dichiarato Beatrice Trussardi, il bisogno di immaginare un altrove cresce nei momenti di crisi. Ed è proprio lì che l’arte diventa uno strumento di sopravvivenza, un atto di resistenza contro l’omologazione del pensiero.

Andra Ursuta  / Nocturnal Omission 1, 2021-2022 
Photoreactive dye on velvet / 90 1/2 x 50 1/4 inches  / 229.9 x 127.6 cm 
Framed: 93 1/2 x 53 3/8 x 3 1/2 inches  / 237.5 x 135.6 x 8.9 cm 

Opere e documenti di:

Hilma af Klint, Eileen Agar, Aloïse (Aloïse Corbaz), Giulia Andreani, Kenneth Anger, Antonin Artaud, Wilhelmine Assmann, Annie Besant, Hildegard von Bingen, Kerstin Brätsch, André Breton, Marguerite Burnat-Provins, Marian Spore Bush, Claude Cahun, Chiara Camoni, Milly Canavero, Guglielmo Castelli, Ferdinand Cheval, Judy Chicago, Fleury-Joseph Crépin, Maya Deren, Fernand Desmoulin, Marcel Duchamp, Germaine Dulac, Cecilia Edefalk, Max Ernst, Minnie Evans, Madame Favre, Olga Fröbe-Kapteyn, Chiara Fumai, Dominique Fung, Linda Gazzera, Madge Gill, Anna Hackel, Gertrude Honzatko Mediz, Georgiana Houghton, Anna Mary Howitt Watts, Victor Hugo, Hector Hyppolite, Emma Jung, Corita Kent, Pierre Klossowski, Emma Kunz, Ethel Le Rossignol, Sheila Legge, Augustin Lesage, Lars Olof Loeld, Goshka Macuga, Diego Marcon, James Tilly Matthews, Henry Michaux, Lee Miller, Jacob Mohr, Sister Gertrude Morgan, Jill Mulleady, Nadja (Léona Delcourt), Louise Nevelson, Eusapia Palladino, Paulina Peavy, Stanisłava Popielska, Carol Rama, Man Ray, Victorien Sardou, Marianna Simnett, Hélene Smith (Catherine-Elise Müller), Kiki Smith, Lily Stockman, Rosemarie Trockel, Gustave Pierre Marie Le Goarant de Tromelin, Kaari Upson, Andra Ursuța, Giuseppe Versino, Vanda Vieira-Schmidt, Günter Weseler, Johanna Natalie Wintsch, Adolf Wölfli, Anna Zemánkovà, Unica Zürn.

Info utili

Fata Morgana: memorie dall’invisibile
a cura di Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum e Marta Papini

Una mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi
per Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

Palazzo Morando
via Sant’Andrea 6, 20121 Milano
9 ottobre – 30 novembre 2025

Ingresso gratuito. Orari: 10:00 – 19:00 chiuso il lunedì

Cover foto: Stanisława Popielska, Séance photo, 1913, Silver gelatine photo, 9 x 14 cm, Elmar R. Gruber Collection of Mediumistic Art. 

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