Spagna golosa

Come fare i dolci fartòns valenciani, soffici e da pucciare

Tempo di lettura: 4 minuti

Scopri i fartòns della tradizione valenciana, soffici dolci perfetti da inzuppare nell’horchata. Tra tecnica, cultura e suggestioni di viaggio, una ricetta che profuma d’estate e merende mediterranee.

Un morso a Valencia senza prendere l’aereo

Se pensi che la colazione o la merenda al bar siano un’abitudine privata, un fatto quasi intimo, non hai visto una horchaterìa di Valencia. Lì è un rito collettivo che si consuma tra chiacchiere e bicchieri lattiginosi. I protagonisti sono i fartóns, lunghi, soffici, glassati di zucchero bianco, nati per essere inzuppati senza ritegno nell’horchata. Il galateo ti insegna a non sporcarti ma i fartóns esistono proprio per essere pucciati fino all’ultimo centimetro.

Per fare un paragone domestico, pensa a fartóns e horchata come penseresti ai nostri inseparabili cappuccino e cornetto o, ancora meglio, alla brioche con il tuppo e granita siciliana. Dove c’è uno, c’è l’altro e viceversa. A Valencia, il gesto di inzuppare fa parte del quotidiano; è la città che ha reso sublime il puccio e lo sbriciolamento da bar.

Fartóns tra storia e design della morbidezza

I fartóns nascono negli anni Sessanta nella piccola cittadina di Alboraia, alle porte di Valencia, con un obiettivo preciso, accompagnare l’horchata senza cedere alla gravità del liquido. Sono quindi lunghi, ariosi, elastici, un capolavoro di food design (quando ancora non si chiamava così).

La loro forma allungata ricorda un grosso pennello o una linea bianca su tela dorata, come se l’arte contemporanea avesse deciso di trasferirsi tra le tue mani. E in effetti, mangiarli ha qualcosa di performativo, perché devi calcolare il tempo di immersione perfetto per evitare il collasso.

Che cos’è l’horchata e perché ti conquisterà

L’horchata valenciana non ha nulla a che vedere con le versioni latinoamericane a base di riso o altri vegetali. A Valencia si usa la chufa, piccoli tuberi detti anche zigoli dolci, che vengono messi in ammollo, macinati e filtrati fino a ottenere una bevanda lattiginosa, fresca e leggermente granulosa. Anche in questo caso è lecito il paragone con l’orzata o la granita siciliana alla mandorla.

Il sapore è delicato, con note di mandorla e vaniglia, anche se non contiene né l’una né l’altra. È una bevanda vegetale ante litteram, perfetta per chi cerca un’alternativa al latte. Si beve fresca e vellutata, granizada (ghiacciata, a granita) o una via di mezzo, e diventa irresistibile quando incontra gli alveoli di un fartón.

In questo incontro c’è qualcosa di profondamente mediterraneo, un dialogo tra terra e acqua, tra radice e aria. È la metafora commestibile di un’estate immaginaria, che vorremmo non finisse mai.

Dove mangiare i migliori fartóns di Valencia

Se vuoi l’esperienza autentica, devi andare al Mercado de Colón e sederti alla storica Horchateria Daniel. Lì i fartóns arrivano ancora tiepidi e l’horchata è preparata secondo tradizione. Il tempo di una merenda e capisci che la vera felicità può essere anche una cosa semplice, bianca e leggermente appiccicosa.

Cose da sapere prima di fare i fartóns a casa tua

Preparare i fartóns richiede attenzione e un minimo di tecnica, ma nulla che tu non possa gestire con un po’ di pazienza. L’impasto è quello di un lievitato dolce, con farina forte, zucchero, latte, lievito di birra, uova e una generosa presenza di olio di semi che garantisce quella morbidezza caratteristica.

Dopo una prima lievitazione, l’impasto va diviso e allungato fino a ottenere dei bastoncini. Qui entra in gioco la sensibilità tattile, perché devi lavorarlo senza stressarlo.

La seconda lievitazione è fondamentale per sviluppare l’alveolatura interna. In forno, i fartóns devono dorarsi in fretta senza perdere umidità. Una volta sfornati, si spennellano con una glassa semplice a base di zucchero a velo e acqua.

Il risultato deve essere soffice, quasi indecente nella sua leggerezza. Se ne mangi uno, ne vuoi subito un altro. Se il fartón si spezza e cade nel bicchiere, non è un errore, è un invito a bere di più o mangiarne un altro ancora. Se arrivi a tre fartóns, inizi a riflettere sulle tue scelte di vita, ma con grande serenità.

Fartòns come panini dolci, morbidi, lunghi e glassati

Portata Dessert
Cucina iberica
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
lievitazione 2 ore 30 minuti

Attrezzatura

  • 2 ciotole grandi
  • 2 ciotole piccole
  • q.b. pellicola alimentare
  • q.b. Carta forno
  • 1 forchetta
  • 1 mattarello
  • 1 placca o una teglia rettangolare grande
  • 1 Pennello per glassare

Ingredienti

per la glassa:

  • 1 busta zucchero vanigliato
  • 2 cucchiai acqua

per l'impasto:

  • 200 g farina 00
  • 300 g farina manitoba
  • 14 g lievito di birra secco
  • 80 g zucchero semolato fine
  • 1 cucchiaino sale fino
  • 2 uova medie
  • 100 g acqua
  • 100 g olio di vinacciolo o girasole
  • q.b. latte freddo per spennellare

Procedimento

  • In una ciotolina, sciogli il lievito nell'acqua tiepida, poi aggiungi le uova e l'olio e continua a sbattere con una forchetta per emulsionare. Metti da parte.
  • In una ciotola grande, versa i due tipi di farina, il sale e lo zucchero. Mescola per setacciare. Fai un cratere al centro e versa tutto il liquido poi, con una forchetta, comincia a incorporare la farina allargando il cratere.
  • Appena ti è possibile, impasta a mano sulla spianatoia, per una decina di minuti. Quando hai ottenuto una bella pasta liscia, ungi d’olio una ciotola capiente, disponi la palla d’impasto al centro e sigilla la ciotola con della pellicola.
  • Metti a lievitare la pasta in un luogo tiepido e lontano dalle correnti d’aria (ad esempio dentro al forno spento, con la luce accesa) fino a quando non raddoppia di volume. Ci vorrà un’ora circa.
  • Quando l’impasto è cresciuto a sufficienza, mettilo sulla spianatoia, sgonfialo e poi dividilo in porzioni da 50 g, aiutandoti con la bilancia.
  • Forma delle palline lisce e lasciale riposare sul tavolo, avendo l’accortezza di preparare un foglio di pellicola sotto alla quale farle rotolare, man mano che le prepari. Lasciale riposare 5 minuti.
  • Prepara una placca o una teglia rivestita di carta da forno.
  • Per preparare i fartóns, prendi una pallina per volta e stendila con un matterello, formando un rettangolo di pasta abbastanza sottile. Poi, arrotola il lato lungo del rettangolo, fino a formare una specie di sigaro.
  • Disponi i fartóns un pochino distanziati e tutti nello stesso verso. Lasciali lievitare (ancora coperti) per 30 minuti. Tenderanno ad attaccarsi leggermente tra loro mentre lievitano e cuociono, ma va bene così.
    Nel frattempo, scalda il forno statico a 200°C.
  • Spennella i fartóns con un po’ di latte freddo e falli cuocere per 10 minuti.
  • Nel frattempo, prepara una glassa abbastanza fluida con lo zucchero a velo e poca acqua.
  • Sforna i fartóns, lasciali intiepidire 10 minuti e poi spennellali con la glassa.
    Quando la glassa è asciutta, i fartóns sono pronti da mangiare.

Note

Se vuoi preparare una scorta di fartóns da congelare, non devi glassarli.

Foto: ©Cristina Del Re

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