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Il mini market che parla giapponese

Un Konbini ci salverà

Tempo di lettura: 4 minuti

Se pensi (prima o poi) di fare un viaggio in Giappone, devi sapere una cosa fondamentale: in un momento qualunque, in una città affollata o in un luogo sperduto, un Konbini ti salverà.
Konbini è l’abbreviazione in Japanglish di konbiniensu sutoa (convenience store). 

Quando, nel mezzo di un paesino sperduto nel nulla, ti ritroverai a non sapere che pesci pigliare, tu – nel dubbio – rifugiati in un Konbini e lì sicuramente troverai la soluzione ai tuoi problemi.

Sì, ma cos’è un Konbini?

Un Konbini è apparentemente un Mini-Market – con l’insegna 7-Eleven, Family Mart, Lawson e altre minori – di solito grande una quarantina di metri quadri, aperto h24/7.
Già per il fatto di essere sempre aperto e a portata di mano, in certi momenti potrebbe rivelarsi di grande aiuto. 

Quando improvvisamente ti finisce il dentifricio, hai fame nel buio della notte o il vicino di stanza – un turista messicano alto un metro e novanta, di 10 anni più giovane – decide che è il momento di dedicarti parecchie attenzioni e tu non hai nemmeno un rasoio per depilarti al volo, un Konbini è lì che aspetta, per svoltare la tua giornata. E, fin qui, son cose che puoi trovare anche in Italia, nelle grandi città. 

Ma il Konbini è molto più di questo.

Stai disperatamente cercando di prelevare dagli sportelli delle banche giapponesi e tutti ti rifiutano la carta? Certo! Devi andare al Konbini! C’è un POS che magicamente sputa fuori i soldi senza fare tante storie.
E, fidati, ti serviranno i contanti se esci dai principali centri.

Vuoi andare a vedere il grande spettacolo di Hanabi, i fuochi d’artificio, sulla spiaggia di Fukuoka (tra l’altro l’unica cosa interessante che puoi fare in quella città)? 

Quando nessuno al mondo sa dove si possono acquistare i biglietti, tu entra in un Konbini e fatti aiutare a trovare il ticket, in una delle tante macchinette self-service che trovi all’ingresso. 

Spesso, nemmeno i commessi sanno quante cose ci puoi comprare lì ma hanno un sacco di pazienza e gentilezza da vendere. Ti aiuteranno a trovarlo. Tra l’altro, si possono trovare anche biglietti per spettacoli, prenotare l’ingresso per il Ghibli Museum, fare fotocopie e bonifici.

Sei nella parte più sperduta di Okinawa, in mezzo al nulla assoluto, senza un mezzo di trasporto con 40°C all’ombra (90°C percepiti)?
Entra in un Konbini e fatti chiamare un taxi. In Italia non ti verrebbe mai in mente di entrare in un mini-market per farlo.

Il commesso del Konbini, mentre continuerà a battere scontrini per non rallentare la coda, schiaccerà un pulsantino e, senza nemmeno alzare la cornetta del telefono, ti restituirà un biglietto con tempi d’attesa e nome del taxi. Gratis. Senza aver fatto acquisti e con il sorriso.


Se devi affrontare una giornata da maratoneta (come spesso capita durante un viaggio in Giappone), puoi fare rifornimento di irresistibili dorayaki (puoi leggere la ricetta per farli qui), bevande assurde, schifezze inimmaginabili, buonissimi nigiri e bento che ti salveranno la vita.

Se ti ritrovi in un viaggio improbabile, su un pullman di linea che ti scarica in mezzo alle montagne verso il Monte Fuji, in un posto che assomiglia alla città incantata di Miyazaki, potresti improvvisamente aver bisogno di un bagno. Ecco, in mezzo al nulla profondo e alle strade deserte, chi c’è pronto a salvarti? Un Konbini!

Anche qui, senza che nessuno ti guardi storto se non compri nulla – come farebbe un qualsiasi barista italiano – entri nel bagno pulito e accogliente, dove un fantastico Toto ti accoglie alzando automaticamente la tavoletta e facendo partire una musica in sottofondo con acqua che scorre, per agevolare le operazioni.

Se sei reduce da una serata open bar nel peggiore karaoke di Osaka, in preda ai fumi dell’alcool, devi sapere che nel Kombini troverai un rimedio magico: si chiama Ukon No Chikara ed è una specie di power drink a base di curcuma che rinforza il fegato o qualcosa del genere. Non ero in grado di capire bene di cosa si trattasse, ma l’ho bevuto e ciao ciao hangout.

Ukon no chikara

Infine ci sono anche cose più normali che puoi fare in un Konbini: in alcuni c’è un piccolo bancone per consumare i cibi pronti che hai appena acquistato – e che ti scaldano al momento – bere il caffè, prendere delle riviste, ricaricare il telefono e fare qualche chiamata in WiFi.

Ah sì, puoi anche farci la spesa!

Insomma, in caso di difficoltà o per una full exeprience, se ti trovi in Giappone, entra in un Kombini.

Consigli per gli acquisti
Se il magico mondo dei Konbini ti ha incuriosito e vuoi conoscerlo meglio, ti suggerisco di leggere La ragazza del convenience store di Murata Sayaka.

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