Non serve essere Kasparov per apprezzare l’eleganza di una torre o il coraggio di un pedone, basta avere voglia di giocare! Dallo stile ai tornei online, ecco la nostra guida per trasformare la tua estate in una partita brillante, tra serie cult, libri, film e app.
Altro che hobby da zii eccentrici o da geni isolati nei circoli del dopolavoro ferroviario: gli scacchi sono tornati, e sono più sexy che mai. Hanno smesso di far paura e hanno cominciato a flirtare con moda, cinema, serie, e persino con il design d’interni.
Re e regine in streaming
Per cominciare con il piede giusto (e il pedone avanti), concediti una maratona davanti allo schermo. Il punto di partenza obbligato è The Queen’s Gambit (2020): la miniserie Netflix con Anya Taylor-Joy ha riportato gli scacchi al centro dell’immaginario globale, tra pillole, whisky, costumi rétro e simmetrie ossessive. Una serie che è riuscita a far diventare virale persino una difesa siciliana.
Poi c’è Pawn Sacrifice (2015), con Tobey Maguire nei panni del leggendario Bobby Fischer. Il film racconta la sua iconica sfida contro Boris Spassky nel 1972, in piena Guerra Fredda, tra genio e paranoia. Più tenero e formativo è Searching for Bobby Fischer (1993), storia vera di un bambino prodigio che cerca la sua strada tra talento naturale e pressione adulta.
Se vuoi una scena che è entrata nella storia del cinema, recupera Il settimo sigillo (1957) di Ingmar Bergman: l’indimenticabile partita a scacchi tra il cavaliere e la Morte è ormai leggenda.
Per ispirazione e empowerment, Queen of Katwe (2016) racconta l’ascesa reale di Phiona Mutesi, giovane campionessa ugandese. E per gli amanti delle AI e dei duelli uomo-macchina, Game Over: Kasparov and the Machine (2003) è il documentario da vedere.

I libri che muovono cavalli e coscienze
Gli scacchi in letteratura? Una mossa che unisce filosofia, psiche e strategia. Partiamo dal lontano 1867 con L’alfier nero di Arrigo Boito, un racconto gotico e psicologico dove gli scacchi diventano specchio dell’animo umano. Nel 1929, Vladimir Nabokov pubblica La difesa di Luzin, storia di un genio ossessionato dal gioco, che sfiora la follia e la poesia. Un romanzo cupo, elegante, perfettamente nabokoviano. Nel 1938, Samuel Beckett dà alla luce Murphy, dove il protagonista affronta una partita epica contro un certo Endon in un sanatorio. Una metafora densa e ironica dell’assurdità della vita, preludio al suo atto unico Finale di partita, dichiaratamente ispirato agli scacchi. Il 1941 è l’anno della celebre Novella degli scacchi di Stefan Zweig: breve e intensa, racconta una prigionia psicologica giocata a colpi di mosse mentali, particolarmente cupa se si pensa che questo piccolo capolavoro è stato scritto poco prima del suicidio dell’autore. Passando all’Italia contemporanea, Paolo Maurensig ha esplorato le pieghe più cupe e affascinanti del gioco con La variante di Lüneburg (1993) e Teoria delle ombre (2015), romanzi dove il confine tra scacchi e ossessione è sempre più sfumato. Infine, Alessandro Barbaglia ci ha regalato recentemente due titoli: La mossa del matto (2023), un romanzo tra amore e strategia, e Scacco matto tra le stelle (2022), pensato per lettori più giovani ma godibilissimo anche per adulti in cerca di magia.

Dove giocare e imparare, tra app e follie eterodosse
Non hai nessunə con cui giocare sotto l’ombrellone? Nessun problema: ci sono piattaforme che ti permettono di sfidare giocatori da ogni angolo del mondo (e di imparare, se sei ancora al livello pedone spaesato).
- Chess.com è il riferimento assoluto: puoi fare partite in tempo reale, tornei, risolvere puzzle e seguire corsi con maestri internazionali. Ha anche una sezione “Learn” perfetta per iniziare.
- Lichess è l’alternativa open source: zero pubblicità, ottima interfaccia, community accogliente e modalità di gioco fantasiose, come gli “Atomic Chess” o gli “Horde Chess”.
- Play Magnus ti mette alla prova contro versioni simulate del campione mondiale Magnus Carlsen, dalla sua infanzia alla maturità. Utile per chi ha bisogno di mettersi alla prova… con stile.
Ma se cerchi qualcosa di davvero fuori dagli schemi, scopri Gli scacchi di Alice, una variante eterodossa ideata dall’inglese Vernon Rylands Parton. Si gioca su due scacchiere parallele e ogni pezzo, dopo una mossa, “passa attraverso lo specchio”. Perfetto per chi ama Carroll e il nonsense con regole.
Gli scacchi urbani che conquistano le città
Giocare a scacchi sotto il cielo estivo è una delle esperienze più slow e cinematografiche che tu possa fare. A Parigi, i tavoli a scacchiera si trovano nei Jardin du Luxembourg, circondati da statue e ombre d’alberi. Ci sono maestri in incognito e sono tutti disponibili anche nei confronti dei giocatori più piccoli (da non sottovalutare mai). A Londra, lo spot iconico è Holland Park, tra pavoni in libera uscita e scoiattoli curiosi, ma soprattutto St. John’s Square, dove si gioca grazie al Four Corners Club. A New York, è impossibile non citare Washington Square Park – immortalato dal cinema e teatro di sfide epiche – ma anche Union Square Park e Bryant Park. In questa città non è infrequente che si giochi per denaro – le sfide tra veterani e passanti curiosi sono un classico – quindi fai attenzione a valutare la tua abilità e il tuo desiderio di prendere una bella lezione di scacchi e di vita.

In Italia, l’usanza è meno diffusa, ma esistono piccole oasi per appassionati: a Roma puoi trovare tavoli permanenti nei giardini di Villa Borghese o al Parco della Caffarella. A Milano, i bar nei pressi di via Padova o quelli più hip di Porta Venezia organizzano tornei estivi, spesso con premi in consumazioni. Alla sera puoi giocare in un secret bar nel quartiere Isola e se ti porti la scacchiera alla Locanda alla mano, nel parco Sempione, troverai di certo qualcuno con cui giocare.
Se vuoi imparare seriamente oppure frequentare un luogo più tranquillo, dove trovare qualcuno al tuo livello, fai senz’altro riferimento alla Federazione Scacchistica Italiana, dove puoi trovare l’elenco completo delle società affiliate che organizzano corsi, incontri e tornei in tutte le città. Inoltre, sono moltissimi i circoli privati dove giocare e non solo a scacchi; frequentarli è un ottimo modo per fare nuove amicizie.
La casa, il look e lo scacco visivo
Il fascino degli scacchi non si ferma alla scacchiera. Il pattern a quadri è ovunque, dalle passerelle alla tappezzeria. Un classico intramontabile è il tappeto Klassrum di IKEA, geometrico ed elegante. Vuoi giocare con ironia? Su stickersmurali.com trovi adesivi da applicare al tavolino Lack di IKEA per trasformarlo in un tavolo da gioco. Il brand MacKenzie-Childs propone oggetti per la tavola e l’arredo nel pattern a scacchi più fiabesco che ci sia, ispirato proprio a Attraverso lo specchio di Lewis Carroll. Se sogni una casa optical-style, Leroy Merlin ha carte da parati a scacchi, perfette per pareti d’impatto. E nella moda? Da Virgil Abloh per Louis Vuitton in poi, il damier è sinonimo di street couture sofisticata, una vera mossa da regina dello stile.
Il futuro queer e femminista degli scacchi
Per troppo tempo gli scacchi sono stati un feudo iper-maschile, ma qualcosa si sta muovendo. Sempre più donne e persone LGBTQ+ stanno conquistando la scena, dando al gioco una nuova anima più inclusiva e rappresentativa. Un esempio iconico è il Queer Chess Club, un format berlinese che fonde tornei urbani, musica e clubbing. FLINTA DJs suonano mentre si gioca, creando spazi non verbali, fluidi e coinvolgenti dove l’incontro è la vera regina del gioco. Nel Regno Unito, il progetto She Plays To Win ha l’obiettivo di avvicinare le bambine agli scacchi attraverso mentore donne e role model ispiranti. Le ragazze vengono introdotte al gioco in contesti di empowerment, competizione sana e sorellanza.
E tu, cosa aspetti per fare la tua prima mossa?