Oltre il confine dell’immaginazione

Otto “Racconti di frontiera” per esplorare l’ignoto 

Tempo di lettura: 5 minuti

L’autore di Mirabilia torna con un libro che attraversa fantascienza, filosofia e psicanalisi. Otto racconti per chi ama avventurarsi nei territori del possibile e dell’impossibile.

Racconti da un’altra soglia

Alessandro Calzolaro lo conoscete già: ogni mese, su Cosebelle, ci accompagna alla scoperta di storie straordinarie ma vere con il suo podcast Mirabilia – un concentrato di meraviglia, stranezza e realtà che supera spesso la fantasia. Ma questa volta, ha deciso di spingersi oltre. Letteralmente.
Con Racconti di frontiera, il suo primo libro pubblicato su Amazon, Alessandro cambia formato ma non intenzione, restare in bilico tra i margini della realtà, solo per vedere cosa c’è appena più in là. Un passo oltre la linea, dentro l’ignoto.

Il libro è una raccolta di otto racconti, ciascuno una porta d’accesso a universi radicalmente diversi: alieni, monaci medievali, disertori, esseri marini e menti in lotta con il tempo. Ma sotto la pelle sci-fi pulsa qualcosa di più profondo. Filosofia, psicanalisi, senso del sé. La “Frontiera”, qui, non è solo un luogo immaginario. È un punto di rottura, di trasformazione. Una soglia interiore.
Il risultato è un libro che piacerà tanto a chi ama la fantascienza quanto a chi cerca nuove forme per pensare la realtà. Ogni storia è una riflessione mascherata da avventura, una domanda vestita da enigma.
Perché, come ci ricorda l’autore

“Forse non ce la farai a fuggire dal tempo, nemmeno arrivando ai confini del mondo. Ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire, devi spingerti fin laggiù”.

Racconti di Frontiera di Alessandro Calzolaro è disponibile su Amazon

Per saperne di più su questo viaggio tra mondi lontani e domande vicinissime, abbiamo fatto qualche domanda ad Alessandro.

CBM: Partiamo dal titolo: cosa intendi esattamente per “frontiera”?
A: La frontiera è qualcosa che delimita un territorio nello spazio e nella mente. Ci fa sentire protetti al suo interno ma è anche la misura dei nostri limiti, ci preclude il viaggio e l’esplorazione dei territori che stanno al di là del confine tra sicurezza e scoperta di sé e del mondo.

CBM: Hai scritto che questi racconti esplorano l’ignoto, ma anche i limiti del comprensibile. Ci spieghi di più?
A: Dentro di noi ci sono cose che non comprendiamo, che sono aliene a noi stessi. Il concetto di “alieno” non vale solo per la fantascienza, ma anche per la filosofia e la psicologia. Uno dei concetti cardine della psicanalisi, per esempio, è che il nostro mondo interiore è composto di diverse istanze e che, dentro di noi, c’è una volontà “aliena” che spesso non riconosciamo coscientemente, ma guida molte delle nostre azioni. Non tutto ci è immediatamente comprensibile e, come nell’esplorazione di un pianeta alieno, anche il nostro viaggio interiore riserva molte sorprese straordinarie.

CBM: Nel libro si passa dalla mente di un’entità aliena a un monaco medievale. Come hai costruito questi punti di vista così diversi?
A: In realtà tutti i racconti parlano di me stesso, delle mie paure, degli aspetti che ho scoperto in un viaggio interiore che ho intrapreso attraverso un percorso di psicanalisi e riflessione personale.
Come l’alieno di uno dei racconti, ho scoperto che la mia vera identità spesso non è presente nell’istante che sto vivendo, come se la persona che mostro agli altri fosse solo un involucro funzionale, uno strumento in cui non sempre abito davvero.
Oppure, come il monaco medievale di un altro racconto, mi sento sospeso tra la fine di un mondo e l’inizio di uno nuovo, con il desiderio di lasciare una traccia del mio passaggio.

CBM: Da dove hai preso ispirazione per queste storie? Sono nate come gli episodi di Mirabilia oppure seguono un’altra genesi?
A: Penso che tutto quello che si scrive, alla fine, parla di noi. Con Mirabilia, però, l’accento è sempre posto sull’ascoltatore, sui suoi interessi e il suo desiderio di crescita personale e intellettuale. Mirabilia è un percorso che io e l’ascoltatore facciamo insieme nell’imparare qualcosa di nuovo. I Racconti di frontiera, invece, sono un viaggio dentro me stesso, alla ricerca delle paure, dei traumi, delle mie esperienze interiori. Racconti di frontiera è nato come un diario personale, per mettere su carta, attraverso delle metafore fantascientifiche, quello che stavo scoprendo su me stesso.

CBM: C’è un racconto a cui sei più legato? O uno che ti ha sorpreso mentre lo scrivevi?
A: Tutti i racconti mi hanno sorpreso profondamente. Io non pianifico mai, per esempio, il finale di un racconto. Una volta iniziato, il racconto “si racconta” da solo, e volte il finale arriva inaspettato anche per me: mi trovo a scrivere qualcosa che, di colpo, scopro essere il finale del racconto. Solo dopo averli riletti, poi, mi sono accorto di quanto erano significativi rispetto ai tratti, positivi e negativi, della mia personalità. È stato un flusso di coscienza che mi ha stupito per la sua immediatezza, come se quelle storie fossero sempre state lì, in attesa della sufficiente consapevolezza per tirarle fuori e metterle nero su bianco. Forse, il racconto a cui sono più legato è anche il più breve, Disertore, perché rappresenta un momento della vita in cui mi sono trovato a scegliere se arroccarmi nella torre della mia solitudine o decidere di abbandonare la mia roccaforte e riprendermi la libertà. In questo, ovviamente, sono stato aiutato da qualcuno che è venuto a cercarmi, e a questa persona sono profondamente grato.

CBM: Hai scelto l’auto-produzione su Amazon. Una scelta coraggiosa: come mai? E che esperienza è stata?
A: Dopo aver sentito alcune persone nel settore, altri autori, e fatto un po’ di prove, ho deciso che il valore aggiunto di una produzione esterna era molto limitato. Amazon offre una piattaforma molto efficiente per pubblicare i propri libri e distribuirli. Con un minimo di capacità tecnica e qualche accorgimento, si ottengono ottimi risultati con tempi e costi ridotti. E, soprattutto, si può fare tutto da soli, in modo del tutto indipendente. È una modalità che mi ricorda molto il mondo del podcast, in cui mi son sempre trovato a mio agio nel poter gestire tutto in autonomia.

CBM: Scrivi per un magazine come il nostro che parla di pop culture, lentezza e meraviglia. Come si inserisce Racconti di frontiera in questa visione del mondo?
A: La meraviglia è forse la prima cosa che ci tiene vivi, ci lega al mondo con un rapporto d’amore e fa sì che questo amore per noi stessi, per le altre persone e per il mondo, non finisca mai. Scrivere è un processo in cui ci si ferma e si riparte secondo i propri ritmi, le proprie ispirazioni. È un’esperienza che regala un grande senso di libertà. Anche se introspettivi, penso che questi racconti siano interessanti per chiunque voglia scoprire un modo diverso di immaginare e di immaginarsi, perché in fondo le paure e le speranze di cui parla sono quelle di tutti e tutte. Anche se parlano di temi “profondi”, sono racconti brevi, che vanno subito al punto, e penso siano anche facili e divertenti da leggere. Non ci sono elucubrazioni filosofiche complicate ma il mondo della fantascienza viene in aiuto perché le storie siano, almeno spero, belle da leggere, interessanti, divertenti e spingano alla riflessione attraverso un momento di intrattenimento e di evasione. Leggere queste storie è un modo per dedicare del tempo a sé stessi, viaggiare in mondi lontani e dare un momento di pura libertà alla propria fantasia.

CBM: Se dovessi consigliare il tuo libro a chi non ama la fantascienza, cosa diresti?
A: “Racconti di frontiera” non è una raccolta di fantascienza in senso tradizionale. Usa la fantascienza per raccontare qualcosa dell’anima umana, di quello che abbiamo dentro e fatichiamo ad esprimere. Sono storie che parlano di noi, della psicologia umana, e non si focalizzano su astronavi, robot e raggi laser. L’esperimento è stato provare a trasporre in mondi ipotetici situazioni che rappresentino i nostri sentimenti, le paure, le ansie, le speranze e i cambiamenti che accadono dentro di noi, usando il contesto che permetta la massima libertà espressiva e in cui tutto è possibile, tutto è immaginabile, tutto può diventare un simbolo dell’universo sconosciuto che fa di noi degli esseri umani, ma anche degli alieni.

Una nuova mirabilia ma su carta

Alessandro Calzolaro ci ha abituati a storie che sembrano incredibili, e che invece sono accadute davvero. In Racconti di frontiera il tono cambia, ma l’ambizione resta la stessa, cercare senso nell’insensato, bellezza nel caos, umanità dove pensavamo non ci fosse. Una lettura perfetta per chi ama perdersi – e ritrovarsi – un racconto alla volta.

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