Mirabilia Podcast

L’incredibile parabola di Francesco Grignaschi, l’eretico del Monferrato

Tempo di lettura: < 1 minuto

Questa è la storia di un eretico e della sua eresia. Non è però una storia ambientata nel Medioevo o in qualche epoca remota del cristianesimo, ma a metà del ‘800. E non viene da qualche luogo lontano ma proprio qui, dall’Italia, dal Piemonte, tra le valli dell’Ossola e il Monferrato.

Lo storico Roberto Gremmo definirà questa storia “un episodio originalissimo e controcorrente nel Piemonte risorgimentale” e in effetti, in quei pochi anni che culminarono a Viarigi nei 57 straordinari giorni della “città del sole”, si svolse una vicenda incredibile e piena di colpi di scena che affondava le sue radici nei sentimenti popolari più profondi, risvegliando in una popolazione rurale e subalterna antichi fervori antichi che affondavano le loro radici nelle pieghe di un passato pagano e dionisiaco sepolto, ma mai del tutto cancellato.

Francesco Grignaschi, questo era il nome di quel parroco eretico, diventò per migliaia persone un leader carismatico irresistibile e con la sua energia magnetica trasformò le donne che lo accompagnavano in idoli viventi e carnali, proponendo una versione della religione molto più vicina alle forze della natura e alle pulsioni primitive dell’inconscio collettivo, sostenuta da una visione teologica di fondo che metteva Maria e le donne al centro del mondo spirituale e alle origini stesse della Creazione.


Cover foto: Di Felice Seghesio – Archivio storico dell’Accademia delle Scienze di Torino, Pubblico dominio

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

SCRITTO DA

Leggi anche

L’orzo integrale, i beta-glucani e una zuppa tra Persia e Baltico raccontano come la nutrizione funzionale sappia essere insieme scienza, memoria e piacere, senza rinunciare a un pizzico di gioia di vivere.
Novembre arriva con quell’energia da “adesso sistemo tutto” che di solito dura fino alla seconda settimana. Poi ricompaiono messaggi lasciati a metà, decisioni prese un po’ troppo in fretta, conti da rifare e conversazioni che avevamo elegantemente parcheggiato. La prima parte del mese è più sociale e leggera. La seconda alza il volume e rende tutto un po’ meno improrogabile.
Dal festival FAROUT alla QUIET ROOM, BASE Milano esplora nuove forme di partecipazione culturale. Tra performance, oscurità, design e accessibilità, l'arte diventa un'esperienza più aperta, plurale e consapevole.
Sappiamo che dovremmo evitarle e invece finiamo puntualmente a fantasticare su di loro. Le red flag hanno il dono di essere pessime idee e ottimi ricordi.