Questa è la storia di un eretico e della sua eresia. Non è però una storia ambientata nel Medioevo o in qualche epoca remota del cristianesimo, ma a metà del ‘800. E non viene da qualche luogo lontano ma proprio qui, dall’Italia, dal Piemonte, tra le valli dell’Ossola e il Monferrato.
Lo storico Roberto Gremmo definirà questa storia “un episodio originalissimo e controcorrente nel Piemonte risorgimentale” e in effetti, in quei pochi anni che culminarono a Viarigi nei 57 straordinari giorni della “città del sole”, si svolse una vicenda incredibile e piena di colpi di scena che affondava le sue radici nei sentimenti popolari più profondi, risvegliando in una popolazione rurale e subalterna antichi fervori antichi che affondavano le loro radici nelle pieghe di un passato pagano e dionisiaco sepolto, ma mai del tutto cancellato.
Francesco Grignaschi, questo era il nome di quel parroco eretico, diventò per migliaia persone un leader carismatico irresistibile e con la sua energia magnetica trasformò le donne che lo accompagnavano in idoli viventi e carnali, proponendo una versione della religione molto più vicina alle forze della natura e alle pulsioni primitive dell’inconscio collettivo, sostenuta da una visione teologica di fondo che metteva Maria e le donne al centro del mondo spirituale e alle origini stesse della Creazione.
Cover foto: Di Felice Seghesio – Archivio storico dell’Accademia delle Scienze di Torino, Pubblico dominio
