Lo spettacolo artico

Inseguire l’aurora boreale a Tromsø    

Tempo di lettura: 8 minuti

Inseguire l’aurora boreale è un sogno per molti: la natura che dà spettacolo, i colori, la danza del cielo. Tutto molto bello ma sei sicurə di essere prontə?

Non è un viaggio facile

Fa freddissimo in Norvegia, quando l’ho vista io eravamo a -22°C, a Marzo.

Nonostante innumerevoli siti e app dedicati alle previsioni, l’aurora boreale arriva un po’ a caso, quando le pare, chiedete ai locals. Magari passi due notti al freddo e al gelo, senza vedere nient’altro che stelle – bellissime, sia messo agli atti – e al terzo giro arriva la grazia. O magari non arriva.

Devi contare sulla tua buona fortuna perché potresti essere arrivato alla fine del mondo e non vedere niente.

In più metti in conto di spendere un discreto gruzzoletto, costa tutto tanto.
Ne vale la pena? Sì, senza alcun dubbio.

Quando andare a Tromsø per vedere l’aurora boreale?

Il periodo da novembre a marzo è il migliore. Io ci sono stata a marzo e lo spettacolo è stato incredibile. 

Il volo
Da Milano non sono disponibili voli diretti, di solito si fa scalo a Francoforte o Oslo, dipende dalla compagnia aerea. Credo valga lo stesso anche per gli altri aeroporti italiani.
Se scegli bene ci vorranno 6/7 ore di volo in tutto, se invece fai giri strani per risparmiare, potrebbe volerci molto di più.

Tromsø si trova a circa 2 ore di volo da Oslo. Devi arrivare fino al Circolo Polare, metti in conto un po’ di fatica. Quando arriverai o partirai, presumibilmente ci saranno un paio di metri di neve. Io mi sono chiesta come facciano a decollare gli aerei in quelle condizioni, ma loro sono abituati e non si impressionano minimamente.

Con un taxi si arriva senza problemi in centro città. Certo – se sei temerariə – puoi noleggiare un’auto ma io ho preferito restare viva e lasciare la guida a un nativo.

La città dell’aurora boreale

Tromsø  si trova 400 km oltre il circolo polare artico, nella parte nord della Norvegia, a soli 2.200 km dal Polo Nord
Il centro cittadino è molto caratteristico con le sue antiche casette di legno con i tetti spioventi, ma sinceramente l’ho trovata un po’ troppo votata al turismo.
Per trovare qualcosa da mangiare devi passare per forza di lì, non immaginarti di andare a Courma. 

Tromsø – © Cristina Del Re

Nell’unico centro commerciale, appena sopra al porto, c’è l’ufficio del turismo, super organizzato ed efficiente. Ti consiglio di non fare come me – viaggiatrice irrimediabilmente last minute e poco organizzata – e prenotare le escursioni prima di partire.

Come organizzarsi per vedere l’aurora boreale a Tromsø   

Prima di partire per l’escursione ti consiglio di capire bene il fenomeno, perché è davvero affascinante.

È “caratterizzato principalmente da bande luminose di un’ampia gamma di forme e colori rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio, tipicamente di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali, causato dall’interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100–500 km): tali particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda” (wikipedia)

Tromsø è sicuramente uno dei posti migliori al mondo per vedere l’aurora boreale.

L’ufficio del turismo oppure una buona agenzia – le troverai quasi tutte nel viale principale di Tromsø – ti potranno indicare i migliori operatori e le guide.

Se prevedi una vacanza media (tipo di una settimana), ti sconsiglio di sprecare il tempo in poco fruttuosi tentativi autonomi per vedere l’aurora boreale. 

Non si vedrà facilmente in città e gli spostamenti per vedere l’aurora possono prevedere anche un paio d’ore di viaggio in auto, al buio, in posti dove per chilometri non vedrai altro che boschi innevati. Uno spettacolo magnifico ma una situazione un po’ estrema. 

Generalmente è possibile prenotare una guida per 6 persone che con un mini van vi porterà a caccia dell’aurora boreale.

Di solito le guide sono anche brave con la reflex e ti daranno ottimi consigli per riuscire a scattare belle foto. Non è semplicissimo e non immaginare di poterlo fare con lo smartphone perché a quelle temperature si spegnerà in pochi minuti.

Le mie escursioni per vedere l’aurora boreale sono state meravigliose. 
Un viaggio abbastanza lungo in mezzo davvero al nulla. Buio, tantissima neve e paesaggi immacolati, con pochissime tracce di esseri umani.
Davvero impressionante.
Arrivati a destinazione – cosa non matematica perché l’aurora non ti dà appuntamento in un luogo preciso – si accende un falò, ci si siede intorno al fuoco per aspettare che l’aurora ci conceda la sua vista e nel frattempo si scaldano schifezze tipo zuppe di renna in busta per resistere al freddo. 

All’improvviso il cielo inizia a danzare. Prima timidamente e poi esplode in un gioco di luci verdi e violette, in un movimento emozionante e difficile da descrivere.
Mi sono davvero sentita immersa dentro l’energia dell’universo, della natura e sentivo di farne parte. Sono rimasta a bocca aperta senza staccare gli occhi dal cielo a lungo.
Ho scattato centomila foto cercando di fermare tutte quelle emozioni, ma è proprio impossibile.
Un momento che rimarrà nei miei occhi per sempre, nonostante il freddo, le mani congelate e gli strumenti che si spegnevano per il gelo. 

Appostamenti fai da te

Se ti senti fortunatə, ti puoi recare una sera in una postazione facile, vicino alla città, sulla cima del monte Storsteinen a Tromsø. È facilmente raggiungibile grazie a una funivia che va da Solliveien a Tromsdalen, fino e 421 m sul livello del mare – dove si trova Storsteinen – in soli quattro minuti.
Ti consiglio di salire quando c’è ancora luce perché il panorama offre una vista spettacolare su Tromsø, sulle isole, le montagne e i fiordi.

Tromsø – © Cristina Del Re

Quando fa buio, sempre se riesci a resistere alla temperatura polare, con un po’ di fortuna è possibile vedere in lontananza l’aurora boreale.
Per passeggiare da quelle parti ti consiglio di portarti dietro sempre dei ramponi da neve da agganciare alle scarpe, per non rischiare di scivolare.

Altre attività da non perdere a Tromsø  

L’aurora boreale ovviamente si vede solo di notte e Tromsø è un posto molto piccolo: le giornate – se non organizzi cose interessanti – possono diventare molto lunghe.

Un giro in slitta con le renne

Può essere una bellissima attività diurna e per me è stata indimenticabile.
Le renne fanno parte dell’immaginario fiabesco, è come incontrare un essere mitologico, per me quasi al pari con un unicorno. È stato emozionante.
Il viaggio in mini bus da Tromsø dura quasi un’ora, ma potrai godere di un paesaggio da fiaba: bianco quasi assoluto, dalla strada innevata ai boschi che la circondano. 

All’arrivo una guida Sami si è occupata di accoglierci, fornirci l’abbigliamento adeguato all’escursione e di farci conoscere le renne. Io ne ho portata a spasso una al guinzaglio!

Dall’accampamento si parte per una bella escursione in slitta con una guida Sami.
La persona che ha accompagnato me, oltre a parlare la lingua nativa, parlava perfettamente inglese ed è stato bello – nelle pause – chiedergli di aneddoti e approfondire informazioni sul suo stile di vita.

I Sami sono la popolazione indigena. Portano avanti le antiche tradizioni e fino agli anni 50 erano un popolo nomade, allevatori di renne e cacciatori. Non vivono più nelle tende tradizionali – lavvu – ma è possibile vederle e anche pernottare in una di queste. 

Ogni slitta ospita 2 persone ed è trainata da una renna e ogni slitta è legata a quella davanti in modo da non potersi perdere. Ho la sensazione che le renne non siano intelligenti quanto gli Husky!
Il giro in slitta è molto rilassante. Il silenzio e la bellezza del paesaggio sono insuperabili. Ogni tanto una renna si spazientisce e comincia a correre ma si placa facilmente.

Tromsø – Escursione in slitta con le renne – Guida Sami © Cristina Del Re

Al rientro si va intorno al fuoco in una tenda tradizionale lavvu e la guida racconta la storia e le tradizioni del popolo Sami, con una divertente esibizione del Joik, il canto tradizionale.

Al termine ho assaggiato il bidos, lo stufato di renna, e il lefse, una specie di sfogliatina croccante di patate che usano come pane.

Corsa notturna in slitta con i cani

Bisogna prenotare questa escursione con un po’ di anticipo perché è tra le attività più gettonate. Io l’ho fatta in notturna ma è disponibile anche di giorno.
In circa mezz’ora di mini van, si arriva nel mezzo del nulla, sommersi dalla neve. Immagina di immergerti nel buio totale, con il cielo illuminato da milioni di stelle e in un silenzio irreale. E di risvegliarti subito, perché tanto fa freddissimo e gli Alaskan Husky non smetteranno di ululare per tutto il tempo.

A proposito, ricordati di mettere in valigia le cose giuste!

Di solito all’arrivo viene fornito l’equipaggiamento adeguato per affrontare l’escursione: moffine imbottite per le mani, una tuta da sci abbastanza grande da poterla mettere sopra alla propria tuta da sci, scarponi da neve adeguati. Mi sentivo un po’ goffa nei movimenti ma il freddo a quel punto era accettabilissimo.

Prima si fa una visita all’allevamento per conoscere i cani e vedere che sono in ottime condizioni e vengono trattati molto bene. Sembra non vedano l’ora di partire per la loro corsa.
Poi – in massimo una decina di persone – si parte in carovana con i cani per sentieri non battuti, in mezzo alla neve fresca.

Ogni muta di sei Husky traina una slitta in cui una persona resta seduta e l’altra guida.
Fare da musher per un giorno è molto divertente e altrettanto faticoso perché bisogna spingere. Se ti fermi anche solo un secondo i cani inchiodano e ti guardano un po’ perplessi come a dire: “bhè? Ti muovi?”.

Bisogna restare un po’ distanziati dagli altri gruppi e la sensazione era di essere completamente sola, immersa nella bellezza del paesaggio, che – anche in notturna – è notevole.
Il giro dura circa due ore, alla fine del quale si viene accolti in un rifugio dove servono tè caldo e torta al cioccolato, per riprendersi dal freddo.
Consigliatissimo, soprattutto se se ti piacciono le sfide fisiche o se a guidare non sei tu!

La cattedrale artica a Tromsø

A dire il vero è la scusa per fare una bella passeggiata e attraversare il Tromsø Bridge, anche se la cattedrale in sé – soprattutto per chi viene dall’Italia – è carina ma niente di memorabile. 
Si tratta di una costruzione moderna (1965) chiamata chiesa di Tromsdalen – conosciuta anche come Ishavskatedralen (Cattedrale Artica)- e progettata dall’architetto Jan Inge Hovig.
Il tetto molto spiovente, le vetrate decorate e un aspetto austero e minimalista la rendono unica e riconoscibile. All’interno è presente un organo in legno di pino molto bello, con 2940 canne, la più lunga delle quali misura 9,6 m e la più piccola 5 mm.

Allora, si parte?

Tromsø – La Cattedrale Artica © Cristina Del Re

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