Una carota può attraversare molte culture prima ancora di arrivare nel piatto. Ecco come nasce un’insalata che sa di viaggi, amicizia e contaminazione gentile tra Giappone e Corea.
Un’amica giapponese ci ha regalato questa ricetta, ma lo stile è coreano, come spesso accade quando l’Oriente gioca a scambiarsi ingredienti senza chiedere il passaporto cosa che, di questi tempi burrascosi, è già meravigliosa.
Carote, germogli di soia, assemblati con un pizzico di piccantezza, creano un piatto fresco e veloce che cambia rapidamente continente, arrivando praticamente integro nella tua cucina italiana per dare un po’ di vivacità a delle semplici – e per noi quasi infantili – carote grattugiate.
È proprio questo il bello della cucina, un ambito in cui i confini nazionali contano meno delle affinità elettive tra ingredienti. Il cibo buono non ha bisogno di permessi di soggiorno. È per questo che la tavola, metaforicamente e praticamente, può radunare le persone. Se chi cucina è abile, ce n’è per far star bene tutti.
I tratti distintivi della cucina coreana
La cucina coreana ama il contrasto. Dolce e piccante convivono senza fare pace, acido e umami si rincorrono, e la fermentazione regna sovrana, basti pensare al kimchi, vero e proprio monumento nazionale commestibile. È una cucina che parla chiaro, con colori accesi e sapori decisi, ma sa anche essere delicata quando serve, come in questa insalata dove la carota resta la protagonista assoluta senza essere sopraffatta.
L’erba nira, la cipollina da coltivare in balcone
Il nira, o erba cipollina cinese, è uno di quei ingredienti che in Occidente restano nell’ombra pur meritando i riflettori. Ha foglie piatte, un profumo che ricorda l’aglio incrociato con la cipollina, e in Corea viene usato fresco per dare freschezza a insalate e ripieni, oppure saltato in padella per accompagnare piatti più sostanziosi. Se non lo trovi, la comune erba cipollina può fare da controfigura dignitosa, anche se priva di quella nota agliacea delicata che rende il nira inconfondibile. Se ti pungesse vaghezza di coltivarla, in commercio si trovano i semi da seminare in primavera, invece le piantine già cresciute si trovano negli ortomercato più grandi e forniti.
Il gochugaru, il peperoncino che è calabrese ma non lo sa
Il gochugaru è la polvere di peperoncino coreano, macinata grossolanamente e caratterizzata da un piccante rotondo, mai aggressivo, con un retrogusto quasi fruttato e affumicato. È l’ingrediente che rende rosso il kimchi e vivace decine di zuppe, ma qui lo useremo con parsimonia, giusto per dare all’insalata un brivido che sveglia il palato senza spaventarlo. Chi ama osare può aumentarne la dose, chi preferisce la via della moderazione può ridurla, la ricetta è malleabile. In Italia non manchiamo certo di peperoncino e un buon calabrese dolce farà al caso tuo.
Come portare a tavola la ricetta che cambia passaporto

Attrezzatura
- 1 peluchino
- 1 grattugia per julienne o robot da cucina
- 2 ciotole per microonde
- 1 microonde
- 1 Colino
- 1 mortaio o robot da cucina
- 1 padella piccola
Ingredienti
- 2 carote grandi
- 1 vaschetta germogli di soia
- q.b. erba nira o erba cipollina
- 2 cucchiai olio di sesamo
- 2 cucchiai salsa di soia chiara
- 2 cucchiai semi di sesamo tostati
- 1 pizzico peperoncino dolce
Procedimento
- Lava i germogli di soia e passali nel microonde a massima potenza per 3-4 minuti, poi lasciali nel colino.
- Pela le carote e grattugiale a julienne non troppo fine. Passale nel microonde a massima potenza per 4 minuti.
- Strizza energicamente entrambe le verdure e mettile in una ciotola con il nira o l'erba cipollina.
- Tosta i semi di sesamo in una padellina, poi pestali grossolanamente nel mortaio o con il robot da cucina. Aggiungili all'insalata.
- Condisci tutto con olio di sesamo, salsa di soia chiara e un pizzico di peperoncino. Mescola bene e servi a temperatura ambiente.
