Verde e sensuale

I giardini di Villa Litta, tra giochi d’acqua e kinky barocco

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A meno di mezz’ora da Milano c’è un posto dove il Rinascimento non è mai finito e, anzi, continua a farsi beffe dei visitatori: Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate. La villa è ancora oggi un concentrato di bellezza, sorpresa e divertimento: qui mosaici, affreschi e statue fanno da cornice a ninfei che zampillano ancora come quattro secoli fa, pronti a inzuppare chiunque osi perdersi tra i fiori o distrarsi davanti a una maschera grottesca.

Fontana di Galatea – Villa Litta

Chissà se, intorno al 1585, il Conte Pirro I Visconti Borromeo immaginava di costruire un luogo che, a distanza di oltre quattro secoli, avrebbe ancora divertito e incantato i visitatori, esattamente come accadeva allora. Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate – meno di 30 minuti dal centro di Milano – riporta a un’epoca in cui arte e bellezza, declinate attraverso mosaici, statue, affreschi, fontane, giochi d’acqua e giardini meravigliosi, davano senso all’esistenza.

Il Conte trasformò un semplice possedimento agricolo in una villa di rappresentanza. Curatore appassionato d’arte e architettura, ideò il Ninfeo insieme a Martino Bassi e animò il complesso con mosaici di Camillo Procaccini e affreschi del Morazzone. La villa divenne luogo di feste e ricevimenti, ospitando scrittori e sovrani.

Nei secoli successivi furono aggiunti il Quarto Nuovo, la sala da ballo, la sistemazione scenografica del parco e ‘imponente giardino all’inglese disegnato nel 1808 dall’architetto Luigi Canonica. Attualmente vi si contano 56 specie differenti di alberi e arbusti, classificati in 15 specie, che spaziano da un raro Ginko Biloba, la cui probabile messa a dimora risale al 1850-55, ai Cedri dell’Atlante, dalle Magnolie grandiflore alle Querce, fino ai Bagolari.

Ninfeo interno – Villa Litta

Il restauro e le nuove serre

Oggi gran parte della villa è visibile nel suo splendore grazie a un’opera imponente di restauro, che ha segnato una tappa importante: sono state ripristinate le Serre delle Orchidee – probabilmente edificate nel 1837 – grazie a uno stanziamento di un milione di euro da parte di Fondazione Cariplo. Le serre promettono di attrarre gli appassionati di botanica: sono stati ideati tre differenti microclimi, con illuminazione e riscaldamento specifici, per ospitare una collezione permanente di diverse varietà di orchidee ed evitare qualsiasi stress ambientale alle piante.

Il parco e il Ninfeo

Il restauro delle serre – curato dal team di architetti Castiglioni, Martorana e Trabella – completa una riqualificazione che ha interessato l’intero parco, a partire dalla galleria di carpini, la più lunga d’Europa, che garantisce una passeggiata all’ombra di circa 800 metri. Per realizzarla sono stati ripiantumati oltre 300 carpini.

Se questo straordinario tunnel vegetale non bastasse a rappresentare una cesura con il mondo reale, è sufficiente visitare il ninfeo – commissionato dal conte Pirro a Martino Bassi – per perdere il senso del tempo. Si tratta di un luogo suggestivo e sensuale, intricato ed esteso come un labirinto coperto, in cui gli ambienti si susseguono alternando stili decorativi e giochi d’acqua che, rarità assoluta, funzionano ancora oggi grazie a sofisticati meccanismi idraulici governati da abili fontanieri.

L’Esedra – Villa Litta

Scherzi d’acqua e turbamenti sensuali

Gli scherzi mietono ancora vittime, proprio come accadeva ai tempi di Stendhal. Lo scrittore, nei suoi diari di viaggio, descrisse così l’esperienza:

“Leinate, un giardino pieno di elementi architettonici, di proprietà del Duca Litta, mi è piaciuto … Conviene guardarsi bene dal passeggiare soli a Leinate; il giardino è pieno di getti d’acqua fatti apposta per inzuppare gli spettatori. Posando il piede sul primo gradino di una certa scala, sei getti d’acqua mi sono schizzati tra le gambe”.

Oltre al gradino menzionato da Stendhal, conviene prestare attenzione anche a particolari tombini: soffermarsi davanti a una maschera grottesca può infatti costare una doccia imprevista.

Pare che l’atmosfera di Villa Borromeo Visconti Litta fosse in grado di stimolare reazioni passionali, in linea con la sensualità progettuale del luogo. Si racconta, ad esempio, che Ugo Foscolo sculacciò l’amante Antonietta Fagnani Arese, avendola sorpresa in atteggiamenti compromettenti con un altro uomo: delizie della villeggiatura che si trasformavano in turbamenti amorosi.

Particolare dei giochi d’acqua – Villa Litta

Sale visitabili

Alcune sale dei palazzi del XVI e XVIII secolo possono essere visitate, tra cui la sala del Levati o sala da pranzo, che si affaccia sul teatro naturale caratterizzato dall’arte topiaria. L’ingresso di Villa Visconti Borromeo Litta è costituito da un corpo di rustici su due piani che conduce al cortile d’onore, circondato da edifici funzionali e residenziali. Sul lato destro si trovano ex scuderie e abitazioni dei contadini, mentre sul fondo si erge la Casa Signorile o “Riposteria”, nucleo cinquecentesco con porticato in granito e la “Rotonda del Mercurio”, decorata da affreschi tardo-cinquecenteschi restaurati negli anni ’70. Sul lato sinistro, il settecentesco “Quarto Nuovo” di Giulio Visconti Borromeo Arese ospita ampie sale affrescate, tra cui il grandioso Salone della Musica a due piani, con balconate per i musicisti, telamoni e stucchi di Donato Carabelli, testimoniando la funzione ludica e rappresentativa della villa.

Info utili

In Villa sono organizzate manifestazioni e visite particolari, a seconda delle stagioni. Il ninfeo e i giochi d’acqua sono visitabili ad orari prestabiliti dal mese di maggio a tutto il mese di ottobre. Le visite al ninfeo sono necessariamente guidate – i giardinieri si appostano per attivare i giochi al passaggio dei visitatori – mentre i palazzi del ‘500 e del ‘700 possono essere esplorati liberamente.

Foto cover: Villa Litta / ©Luigi Cremaschi

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