Italia inaspettata

Dall’acciuga al gioiello, guida a una Genova al femminile

Tempo di lettura: 5 minuti

Dalla trattoria più amata dai genovesi al laboratorio orafo che trasforma la tradizione in eleganza contemporanea, “Genova al femminile” è il nuovo itinerario creato da Unexpected Italy per scoprire la città attraverso le storie di dieci donne che ne custodiscono l’anima. Un viaggio tra arte, profumi, ceramiche e acciughe, dove ogni gesto è un atto d’amore per la propria terra e l’impegno rivoluzionario di ogni giorno.

Genova non si lascia conquistare facilmente. Devi guadagnartela, curva dopo curva, salendo e scendendo vicoli che odorano di basilico e salsedine. È una città che si nasconde e si rivela, come una donna che preferisce essere scoperta. Qui, tra il porto e le alture, Unexpected Italy – la startup travel tech premiata alle Nazioni Unite per il suo approccio etico e umano al turismo – ha deciso di raccontare una Genova diversa, autentica, viva, femminile.

Il progetto si chiama “Genova al femminile” e mette al centro dieci donne che hanno fatto della città il loro laboratorio creativo, artigianale e umano. Dieci storie di resistenza, talento e amore per il territorio. Dieci gesti che custodiscono un’Italia che non si piega alle scorciatoie del turismo di massa ma che continua a fare della bellezza un mestiere. È un viaggio che parte da una trattoria di acciughe e arriva fino a un laboratorio orafo, passando per botteghe d’arte, profumerie magiche, ceramiche poetiche e case d’accoglienza che profumano di casa.

Il Manifesto dell’Ospitalità Etica

Tutto nasce dal Manifesto dell’Ospitalità Etica, un impegno firmato da oltre 500 host in tutta Italia che scelgono di fare turismo con rispetto e consapevolezza.
“Chi firma il Manifesto – racconta Elisabetta Faggiana, fondatrice di Unexpected Italy insieme a Savio Losito – sceglie di custodire l’Italia più autentica. Non quella delle cartoline, ma quella fatta di persone vere, che vivono i luoghi e li fanno vivere ogni giorno.”

Genova, Signora del Mare, si presta perfettamente a questa narrazione. Città fiera e introversa, dall’apparenza sempre un po’ stropicciata come una donna affascinante, è capace di accogliere chi la sa guardare, con gli stessi occhi gentili delle sue artigiane.

Acciughetta, Giorgia Losi, Genova/ Unexpected Italy

Giorgia Losi, piccina e forte come un’acciuga

Il viaggio inizia nel cuore dei caruggi, tra le luci basse di via Prè. Qui Giorgia Losi, 27 anni e una dose extra di coraggio, ha lasciato un lavoro sicuro a Milano per aprire la sua Trattoria dell’Acciughetta.
È partita senza esperienza ma con un sogno chiaro: riportare autenticità nella cucina genovese. Oggi la sua trattoria è un’istituzione. Pochi tavoli, tanta passione, materie prime scelte una ad una. Tale è stato il successo di Giorgia che è nato anche il secondo locale, Quelli dell’Acciughetta, dove la tradizione incontra la sperimentazione.

Laura Sailis, la signora dell’accoglienza

A pochi passi da lì, Laura Sailis ha trasformato due palazzi storici – Palazzo Grillo e Residenza Le Nuvole – in luoghi d’ospitalità che sembrano usciti da un romanzo. Ogni stanza racconta una storia, ogni affresco è un invito a restare.
Laura, che è anche alla guida di Federalberghi Genova, promuove una visione di turismo sostenibile e relazionale, fatto di accoglienza vera, sguardi e chiacchiere.

Gelateria Gelatina, Martina Francesconi, Genova/ Unexpected Italy

Martina Francesconi, la gelataia poetica

Spostati in via Garibaldi e troverai Gelatina, la bottega dolce di Martina Francesconi. Gelateria, caffetteria e libreria gastronomica insieme.
Qui il gelato non è solo un dessert: ogni gusto nasce da un racconto del territorio e dalla collaborazione con produttori locali. Martina lavora solo con materie prime stagionali e ha costruito un laboratorio che è anche un progetto sociale, includendo giovani con disabilità. Il suo gelato sa di giustizia, oltre che di nocciola.

La strega del castello, Caterina Roncati, Genova/ Unexpected Italy

Caterina Roncati, l’alchimista del profumo

Da via Garibaldi al Castello, il passo è breve e profumato. Qui Caterina Roncati ha fondato La Strega del Castello, un atelier di profumi artistici.
Ogni fragranza è un racconto sensoriale, una storia di libertà. Insieme alle sorelle Emanuela e Giovanna, Caterina ha ereditato l’antica Farmacia del Castello e l’ha trasformata in un luogo di magia e ricerca olfattiva.
Le loro creazioni restituiscono dignità alla figura della strega: donna sapiente, indipendente e profondamente connessa alla natura.

Le ceramiste del mare: Emanuela Biraghi e Martina Geroni

Tra i tanti laboratori artigiani della città, Unexpected Italy ha scelto due donne che fanno della terra e del fuoco un linguaggio: Emanuela Biraghi e Martina Geroni.

Nel suo Studio Bira, Emanuela trasforma la ceramica in poesia zen. Ogni creazione nasce dal silenzio, dal respiro, dall’equilibrio tra gesto e forma. Le sue opere sono piccoli universi di armonia. Martina, invece, è architetta e ceramista. Dopo anni tra Italia e Messico, ha riscoperto la manualità e l’ha unita alla storia. Si ispira all’impagliata di epoca rinascimentale quando, alle madri che avevano appena partorito, si regalava un servizio singolo di maiolica, i cui pezzi si incastravano perfettamente. Le sue sculture – come il Tablino e la Brocca Airone – sono oggetti che parlano di rinascita, maternità e continuità.

Raffaella Besta, la custode dei Musei

Anche la cultura a Genova ha voce femminile. Raffaella Besta, direttrice del Polo Musei di Arte Antica, coordina i Musei di Strada Nuova, tre palazzi dei Rolli che custodiscono Veronese, Caravaggio, Rubens, Van Dyck e Canova.
Sotto la sua guida, i musei sono diventati luoghi vivi, aperti e inclusivi, dove l’arte dialoga con il presente. Tra i capolavori custoditi, c’è anche il celebre Violino di Paganini, simbolo di una città che vibra ancora di passione.

I Canovacci, Sorelle Alessandra, Paola e Federica Alberico, Genova/ Unexpected Italy

Le sorelle dei “Canovacci”

In via dei Macelli 60, tre sorelle – Federica, Alessandra e Paola – hanno ribaltato la narrazione classica del ristorante con chef (maschio) al comando. Nel loro I Canovacci, le donne cucinano, accolgono e raccontano.
Aprono solo a pranzo, per mantenere un equilibrio sano tra lavoro e vita. Ogni piatto è un atto d’amore per Genova, dalle farine locali ai pesci del giorno. Un luogo autentico, senza filtri Instagram, dove il tempo rallenta e il gusto si risveglia.

Luisa Mongiardino, la tessitrice di memorie

Proprio nello stesso locale dove un tempo c’era un negozio di tessuti, oggi Luisa Mongiardino porta avanti la sua missione poetica con il progetto Le Tele.
Le sue tovaglie e tende raccontano una Genova domestica e lenta, fatta di fili intrecciati. Ogni pezzo nasce da scarti tessili recuperati, ogni cucitura è un atto di sostenibilità. Da Luisa, la tradizione diventa design, e la casa un luogo di memoria viva.

Elisabetta Comotto, la signora del gioiello

Il viaggio si chiude in via di Scurreria, dove Elisabetta Comotto dà nuova luce alla storica tradizione orafa genovese.
Discendente della scuola di Carlo Sforza, lavora con oro, argento e pietre preziose, unendo tecnica antica e minimalismo moderno.
I suoi gioielli raccontano la città: austeri come i suoi vicoli, luminosi come il mare. Piccole sculture da indossare, in bilico tra artigianato e arte.

Viaggiare eticamente, vivere lentamente

In un’epoca in cui tutto tende a uniformarsi, Genova al femminile è un viaggio che restituisce voce, mani e volti alla città. Questo itinerario è un invito a viaggiare senza fretta, ad ascoltare le storie di chi i luoghi li abita e li ama.

“Il turismo non dovrebbe consumare, ma custodire,” Savio Losito.

Unexpected Italy, attiva in 13 territori italiani, da Venezia alla Valle d’Itria, ha costruito una mappa di esperienze autentiche, lontane dalle trappole turistiche.
La loro app ti suggerisce percorsi su misura in base alle tue passioni, non alle mode. A Genova ci sono dieci donne che resistono, innovano, creano; ci sono dieci storie che profumano di mare, argilla, cioccolato, stoffa e metallo. A te non resta che scoprire anche tutti gli altri abitanti di questa Italia inaspettata e grandiosa.

Cover foto: Martina Geroni, Ceramista Genova, Unexpected Italy

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