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L’insulto all’intelligenza

Crema di robiola e erbette

Tempo di lettura: 3 minuti

Credo che tu abbia scelto deliberatamente di leggere questa ricetta scritta da me perché sei reconditamente masochista. Ti piace farti insultare da una bionda che ha – gastronomicamente parlando – la puzza sotto al naso.

Sono tentata di non darti grammi precisi e procedimento ma di dirti solo “per fare la crema di robiola e erbette prendi questo e quest’altro, trita e mescola”.

Credo tu abbia già visto in commercio una famosa crema spalmabile alle erbe e probabilmente ti è già venuto in mente che si potrebbe fare a casa in pochi minuti buttando tutto in un mixer, vero?

Già che sei qui, quindi, mi degnerò di impartire una lezioncina sulla scelta degli ingredienti e su come utilizzarli, perché altro proprio non posso fare.

La robiola

Nella sua veste più commerciale è un formaggio fresco, pannoso, leggermente acidulo. La consistenza può cambiare in base alla provenienza e alla composizione (latte di mucca di pecora o di capra, puri o mescolati) facendola diventare più compatta e meno spalmabile se viene stagionata. Per la ricetta che segue ti serve un’ottima robiola fresca.

La robiola con tutte le maiuscole

È la Robiola di Roccaverano DOP, prodotta da latte crudo di capra – o misto a quello di pecora e vacca – nelle province di Asti e Alessandria. Anche questa robiola può essere fresca (meno di 10 giorni di vita) o stagionata (più di 10 giorni)

Le erbette

Se ami avere piantine aromatiche sul balcone hai la mia simpatia e sicuramente un vantaggio psicologico sul resto del mondo che non sa distinguere l’odore della menta da quello del basilico. Però, se le tue magnifiche piantine crescono affacciate al primo piano di una strada cittadina dove passa sferragliando il tram, al piano sottostante un vicino zoticone che sfumacchia pensando di gettare cenere e mozziconi in strada o sotto un’amabile nidiata di piccioni urbani, ti pregherei di tenere le tue erbette per bellezza e piuttosto comprare quelle imbustate al supermercato.

Il trinciante

Il trinciante è un coltello magnifico e fondamentale. Se non sai usarlo ti affetti una falange ma, se lo sai brandire, puoi farci un mucchio di cose tra cui ridurre in minuscoli coriandoli le erbe aromatiche senza che perdano i loro succhi preziosi e senza ridurle in poltiglia come può accadere in un tritatutto. Vorresti tanto utilizzare il robot da cucina che hai comprato all’ultimo Cyber Monday, mi dici? Sono proprio sorpresa.

Portata Aperitivo
Preparazione 15 minuti
Chef Olivia Chierighini

Attrezzatura

  • Coltello trinciante
  • forchetta

Ingredienti

  • 200 g robiola fresca
  • q.b erbe miste fresche rucola basilico timo origano cipollina
  • 4 cucchiai olio d'oliva extravergine
  • 1 pizzico pepe bianco

Istruzioni

  • Lava e asciuga bene – con un canovaccio pulito o con della carta assorbente – le erbe che hai scelto di utilizzare.
  • Metti le erbe sul tagliere e tritale finemente con il trinciante.Devi ottenerne 4 o 5 cucchiai.
  • Metti la robiola in una ciotola, condiscila con olio e pepe,aggiungi le erbe e lavora con la forchetta. Non ti cadrà il braccio anche se non usi il mixer, fidati.

Come puoi utilizzare la crema di robiola con le erbette?

  • Spalmandola su qualsiasi farinaceo tiepido: focaccia, gnocco fritto, grissini, schiacciatine. Non ricordo bene quanti tipi di pane e derivati produciamo in Italia ma vanno tutti bene.
  • Formando una quenelle (una cucchiaiata dalla forma graziosa) da porre al centro di una zuppa di verdure, di una vellutata o sopra a un risotto.
  • Usandola come ripieno delle crespelle.

Erbe alternative

Menta greca, dragoncello, maggiorana, erba limone, geranio odoroso, coriandolo fresco e qualsiasi erbetta profumata e legale ti venga in mente. Se non è legale, raccontami il risultato in privato.

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