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La lingua che devi imparare prima di arrivare in Giappone

Japanglish for dummies

Tempo di lettura: 2 minuti

Non è sempre facile essere un gaijin che circola per il Giappone. La lingua è lo scoglio più duro; non si trovano molte persone che parlino inglese, a parte i giovanissimi che magari hanno studiato all’estero e non vedono l’ora di poter chiacchierare con uno straniero. 

In realtà, credo che lo sappiano e lo capiscano benissimo ma – essendo puntigliosamente perfezionisti – se pensano di non parlarlo abbastanza bene, non ci provano nemmeno. In compenso, la loro gentilezza li porta lo stesso a trovare un modo per comunicare con te o ad aiutarti in caso di necessità.

Ho incontrato persone che parlavano quello che sembrava inglese e spesso non riuscivo a capirle. Mi beccavo sguardi come a dire: Ehi straniero, sai solo l’italiano? Poi ho capito: come noi parliamo un inglese maccheronico, così i giapponesi parlano il Japanglish.
Il mix di un italiano e un giapponese che parlano in inglese tra loro può diventare facilmente qualcosa di surreale.

Neologismi e parole comuni

Japanglish è un neologismo che indica una derivazione della lingua giapponese da influenze inglesi; si è sviluppato durante l’occupazione del Giappone da parte delle truppe americane, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ed è cresciuto con l’aprirsi dell’isola all’Occidente.  Detto in parole semplici: sono le parole inglesi storpiate dai giapponesi e diventate ormai di uso comune.

Così ti potrebbe capitare, passeggiando, di trovarti davanti a un take away che vende okonomiyaki, con l’insegna RESTRAUNT (restaurant), di chiedere al cameriere se contengono carne e di sentirti rispondere: “Yes, Mitto, Mitto” (che sarebbe meat), oppure di farti porgere la tua Biiru (beer), restando a fissarlo con gli occhi a punto interrogativo.

In un momento di disperazione potresti chiedere al commesso del Konbini (da convenience store) se può darti una mano a cercare una cosa su Google. Lui ti fisserà estraniato, cercando in tutti i modi di capire che cavolo stai dicendo Willis, per poi guardarti con commiserazione dicendo “Ah! Guguru!”, sottintendendo che non sai l’inglese.
Se poi hai urgenza di trovare un bagno guarda le figure sulle porte, perchè se chiedi una toilet nessuno ti capirà. E solo quando sarai già con i pantaloni calati, dal fondo del locale qualcuno ti urlerà Toirettu!  


Se vuoi un corso accelerato di Japanglish, ti basterà imparare a memoria Tokyo Bon 2020, un video su YouTube (ad oggi 77.154.520 visualizzazioni) del musicista hip-hop cino-malese Namewee. Le parole in Japanglish diventano un tormentone sullo sfondo di una Tokyo turistica e molto kawaii. È una canzone di qualche anno fa ma non posso smettere di ascoltarla. In pratica, la bibbia del Japanglish.

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