A Torino un festival non solo per nerd

Codefest: il codice sorgente si mette in mostra

Tempo di lettura: 6 minuti

Se siete convinti che il codice di programmazione sia una cosa per soli nerd, avete la possibilità di ricredervi. Qualche mio amico dice che il codice è poesia, ma qui siamo oltre: si parla anche di arte, musica, teatro, estetica e molto altro.

Dal 27 settembre all’8 ottobre 2021 si terrà a Torino Codefest, il primo festival al mondo dedicato al codice sorgente.

Perché un festival del codice?

Il Codefest 2021 è un festival dedicato al codice sorgente in tutte le sue forme. 

Magari non ci capita di pensarci spesso, ma dietro a quel codice incomprensibile che fa funzionare tutto l’internet – e non solo – ci sono personcine che quel codice lo scrivono con tanto amore-odio.

Persone dietro al codice

L’evento vuole portare l’attenzione proprio sull’idea che la programmazione e i suoi linguaggi rappresentino un fenomeno culturale – oltre che tecnologico – di importanza primaria. Lo fa attraverso un festival che parla della cultura del codice sorgente, della sua storia e del suo futuro. Non solo computer, ma linguaggi artificiali, poesia digitale, scrittura del codice, codice e società, patrimonio, estetica del codice.

CodeFest nasce con l’obiettivo di raccontare il codice sorgente come fatto linguistico, letterario, storico, artistico, umanistico e non solo tecnico, in una prospettiva che vede i codici sorgenti equiparabili ai testi scritti da autori in determinate lingue storiche e in determinati contesti.

Sharon Hopskins, Perl Haiku/ “Love was“, esempio di poesia scritta in Perl

Cosa non perdere al Codefest?

1. Code and Heritage. La prima mostra al mondo sul codice sorgente.

Per superare la difficoltà di raccontare l’universo del coding a un pubblico di giovani e studenti, CodeFest21 propone una Mostra online dedicata esplicitamente a loro in termini di metafora, di interfaccia e di contenuti; una mostra che non richiede nessun prerequisito ma può essere navigata da tutti.

La Mostra non si limita a esporre oggetti (i codici sorgenti) ma vuole mettere l’accento sulle azioni della scrittura e lettura dei codici e richiama l’attenzione sulle persone che inventano linguaggi, che scrivono codice, sugli strumenti che preferiscono usare, sugli stili che adottano.

La Mostra è strutturata in dieci stanze, una per ogni tema generale: i Concetti, gli Attori, i Contesti, i Linguaggi, le Interfacce, il Genere, gli Stili, l’Arte, le Regole.  
Ogni stanza contiene dei pannelli – circa un centinaio – che spiegano, mostrano e aprono ad ulteriori approfondimenti.
Al centro della Mostra c’è una stanza particolare, che permette di interagire con CodeShow, un visualizzatore di codice sorgente che permette di navigarne la struttura e la storia, andando avanti e indietro nel tempo.

2. Il Museo del Codice Sorgente

Quello che viene presentato a Codefest 2021 non è un museo dei computer, come quelli di Heinz Nixdorf a Paderborn o quello sulla Storia dei computer a Mountain View; nemmeno un museo dei programmi pacchettizzati e pronti all’esecuzione, come quello dei videogiochi a Berlino.  Si tratta invece del primo Museo del Codice Sorgente al mondo.

Si tratta di un progetto ambizioso che parte proprio quest’anno ed è stato avviato in collaborazione tra Codexpo.org e il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino. Per raccogliere e catalogare i materiali è stato scelto come backend il software open source Omeka; lo stesso software è stato utilizzato per esporre gli oggetti su Web e permetterne una navigazione remota.

Non è naturalmente possibile – e non è l’obiettivo del Museo – catalogare tutte le forme di codice esistenti; si tratta invece di presentare frammenti significativi di codice sorgente (in termini di storia, di valore scientifico, di correlazioni), ma anche manuali, specifiche tecniche, testimonianze storiche. 

Tra le collezioni di rilievo una è assolutamente unica e riguarda una storia poco conosciuta anche dagli addetti: quella dedicata al codice sorgente creato in Italia.

3. Apollo Guidance System, il programma che portò i primi uomini sulla luna

Don Eyles, un informatico ormai in pensione, porta il racconto della sua esperienza nella creazione dell’Apollo Guidance Computer (cioè il computer di bordo del Programma Apollo della NASA, programma che portò i primi uomini sulla Luna), del relativo codice e delle sfide tecniche che hanno affrontato i suoi programmatori.

4. Il patrimonio del codice

Roberto Di Cosmo presenta Software Heritage, il progetto di conservazione del codice sorgente opensource presso l’INRIA di Parigi l’istituto francese per la ricerca sull’informatica e l’automazione.

La missione è quella di raccogliere, preservare e condividere tutto il software pubblicamente disponibile sotto forma di codice sorgente, con l’obiettivo di costruire un’infrastruttura comune e condivisa al servizio dell’industria, della ricerca, della cultura e della società nel suo insieme. 

Il codice sorgente del software viene raccolto eseguendo la scansione di piattaforme di hosting del codice, come GitHub , GitLab.com o Bitbucket, e archivi di pacchetti, come npm o PyPI , e ingerito in una struttura dati speciale, un Merkle DAG , che è il nucleo dell’archivio.  Ogni artefatto nell’archivio è associato a un identificatore chiamato SWHID. 

5. Hello, Ada! Uno spettacolo su Code and Gender

Si tratta di uno spettacolo teatrale su Ada Lovelace, matematica londinese e prima programmatrice della storia. 

Lo spettacolo mette in scena un’intervista da parte di una addetta alla comunicazione di un’azienda ICT (vera) ad un’Ada Lovelace (virtuale). 

Si presenta la vita di Ada, i suoi rapporti con Charles Babbage, la scrittura delle note sulla Macchina Analitica. L’obiettivo è di far riflettere il pubblico sulla relazione tra femminile e scientifico.

Ada Lovelace, matematica londinese e prima programmatrice della storia, durante il Festival verrà fatto uno spettacolo nell’ambito di Code and Gender dedicato a lei.
Il titolo dello spettacolo è Hello, Ada!

6. Code and Art: Hello, World

Una suite di lieder scritta dal Maestro Nicola Campogrande appositamente per Codefest 2021 ed eseguita in prima mondiale dall’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano il 6 giugno 2021.

7. Arkanian Shenron

L’artista Luca Pozzi presenterà, da remoto, il suo viaggio nell’iper-linguaggio creativo alla ricerca di collegamenti tra arte, informatica e fisica. Un percorso narrativo tra letteratura e storia dell’arte, passando attraverso l’utilizzo di concetti di programmazione applicati all’arte, per culminare nella descrizione della genesi di un’opera “Arkanian Shenron” (2020), pensata dall’artista per questo festival: realizzata in bronzo, è equipaggiata, come sua parte integrante, di un rivelatore di raggi cosmici, il cui passaggio induce la generazione di un messaggio per mezzo di un software realizzato con un codice sorgente scritto in php e c++. Il software invia infine il messaggio al profilo twitter dell’opera e a un sito dove viene declamato con una voce autogenerata dal browser.

7. SuperCollider concert

SuperCollider – l’ambiente di programmazione creato da James McCartney che ha virtualmente dato inizio alla programmazione interattiva di audio in tempo reale – compie 25 anni. Per l’occasione, Marinos Koustomichalis cura un concerto distribuito e online che prevede l’intervento in rete della comunità SuperCollider. In collaborazione con MadLab, Università di Cipro.
Seguirà l’incontro con James McCartney per una riflessione sulla lunga storia di successo del progetto e sui possibili sviluppi futuri.

8. Live coding: Live!

Concerto organizzato da Toplap Italia e SMET (Scuola Musica Elettronica Torino) dedicato alla performance musicale interattiva in tempo reale attraverso codice. Sarà in streaming, liberamente accessibile nel canale di streaming del festival.

9. Code and Writing

Il calligrafo Massimo Polello dedicherà un workshop alla scrittura a mano di parti selezionate di codice sorgente, di interesse storico, estetico o comunque funzionali all’approccio didattico e interattivo con i partecipanti. Sempre nei giorni del festival Polello concluderà un murales all’interno del Dipartimento Informatica dell’Università di Torino, che avrà come soggetto un codice sorgente realizzato con la tecnica della calligrafia.

Tutte le info

Il Festival si terrà in modalità mista: online e in presenza, negli spazi di UniTo.
Gli eventi saranno trasmessi in streaming sul canale ufficiale del Festival, dove sarà anche possibile visualizzarne la registrazione.

Tutto quello che avviene durante il Festival è accessibili online agli utenti registrati tramite il sito web e in presenza per alcune categorie di eventi e per studenti e docenti

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