«Ma alla fine è solo un gioco, no?»
Frase ricorrente nel romanzo “I bagnanti” di Rocco Anelli, pubblicato da Les Flâneurs Edizioni, viene pronunciata da diversi personaggi intenti a fare pratica con il gioco serio della vita, mentre abbandonano i loro corpi di bambini per assumere le sembianze e accogliere i desideri e gli affanni degli adulti.
I riti della crescita
In questa storia poetica e allo stesso tempo brutale si racconta della lotta disperata di un gruppo di dieci giovani che combattono per diventare grandi; una battaglia scandita da riti di iniziazione spesso esagerati, violenti, ingiusti.
Ognuno dei protagonisti vuole mettere in mostra la propria virilità e primeggiare sugli altri, che sono contemporaneamente amici e nemici. I più prestanti fisicamente ce la fanno con naturalezza, mentre i più mingherlini assaporano il gusto aspro delle sconfitte future.

Arte e racconto
Il romanzo è composto da sei capitoli che hanno titoli ispirati da celebri opere d’arte e in cui si racconta una storia che rielabora con originalità il contenuto delle pitture e delle sculture citate.
I dieci di Gericault
Nel primo capitolo, “La zattera della Medusa”, si presentano i dieci personaggi protagonisti mentre sono impegnati in una versione turbolenta di ruba bandiera. Qui, viene introdotto per primo il Riccio, dalla scompigliata massa di ricci neri come il mare in tempesta, lo stesso che tormenta le figure nell’opera di Théodore Géricault.
Alla fine del cruento gioco i dieci ragazzi sono fissati in pose che ricordano il quadro dell’autore francese; lo scrittore fotografa i loro corpi plastici, e mostra su di essi i segni della lotta appena avvenuta. I personaggi che girano intorno al Riccio – l’enigmatico Pugile, lo scommettitore Mezzalira, il fedele Cane, il capobranco Romolo, il crudele Anguilla, il marinaio Arpione, il poeta Mutanda, il pittore Pennello e il conquistatore Macedone – vengono poi approfonditi nel corso dell’opera, mostrando le tappe del loro accidentato percorso di crescita.
È un rapporto giocoso e gioioso quello che si instaura tra di loro, ma anche pieno di conflitti, di equivoci e di lotte di supremazia.
«I ragazzi sognano di diventare grandi, ma si dimenticano degli incubi degli uomini»
Il Riccio sembra essere l’unico immune dalla violenta deriva degli altri; egli è il meno virile, ed è colui che più di tutti viene simbolicamente inondato dalla luce del giorno, come se fosse il predestinato, o forse la vittima sacrificale. Tra segreti inconfessabili, amori consumati velocemente e dure prove, i dieci protagonisti ci conducono in una dolorosa storia di metamorfosi