Diacronia minima del tarantismo

Tullia Conte: la taranta è femmina

Tempo di lettura: 3 minuti

Le informazioni che mi diede Don Eugenio, spettatore di centinaia di casi, differiscono da quelle avute da altri. Egli mi diceva: Esistono varie specie di quest’insetto che ha differenti colori, e vi sono due specie di tarantismo, quello umido e quello secco. Le donne, quando lavorano nei campi di grano, sono più soggette ad essere morsicate a causa delle poche vesti che portano addosso, durante il caldo eccessivo. Il male si annunzia con una febbre violenta, e la persona colpita di dimena furiosamente in tutti i versi gridando e lamentandosi. Allora subito si fanno venire dei musicanti…

Janet Ross (1888)

Tullia Conte, regista teatrale, attrice e performer, è impegnata da anni nello studio delle danze popolari secondo una prospettiva di antropologia teatrale.

Nata nel Cilento ma trasferitasi in tenera età a Napoli, Tullia è rimasta profondamente legata alla sua terra nonostante il suo percorso artistico internazionale. Nel 2010, infatti, ha fondato con Mattia Doto SUDANZARE, associazione basata a Parigi ma che si occupa di cultura e promozione della danze e delle culture dell’Italia del Sud.

Tullia, in nome dei suoi studi antropologici, si occupa di tarantelle tradizionali ma con uno sguardo teso al presente, al contemporaneo.

Un nuovo libro: Diacronia minima del tarantismo

Ad un anno dal fortunato L’altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento, Tullia Conte dona alle stampe la storia completa del fenomeno del tarantismo con una luce inedita verso la comunità scientifica al femminile. Un viaggio emozionale nel profondo grazie alle immagini di Francesca Grispello.

La taranta diventa femmina

Diacronia minima del tarantismo presenta una rilettura storica dei rituali collegati al fenomeno del tarantismo, abbracciando la questione di genere: l’estromissione delle donne dalla comunità scientifica che per secoli si è occupata di questi accadimenti e l’attribuzione del fenomeno del tarantismo al genere femminile come prerogativa congenita e negativa.

Resta ancora inveterato nell’anima popolare pugliese, e soprattutto in quella dei contadini dei dintorni di Taranto, la credenza intorno al morso della tarantola

Anna Caggiano (1931)

Caterina Naselli, Clara Gallini, Amalia Signorelli, sono alcune delle studiose che hanno contribuito in maniera fondamentale agli studi di settore, che il testo ripercorre dalla prima testimonianza storica nel 1064, arrivando ai giorni nostri.

“La taranta dice (…) noi siamo tutte sorelle”.

Altra necessità è quella di ottenere una narrazione, agile e scevra da pregiudizi e campanilismi, che sia capace di comprendere tutti i territori dove queste pratiche sono state messe in atto, per distruggere lo stigma della donna salentina morsa dalla taranta. Attraverso le testimonianze fornite, si configura un orizzonte simbolico vasto e vitale, difficilmente inquadrabile in stereotipi.

Diacronia minima del tarantismo è un testo scientifico che ha una visione ampia e affascinante: poetica, politica e di speranza di rinnovamento sugli studi di genere. Il percorso è impreziosito dalle immagini realizzate da Francesca Grispello, che contribuiscono ad accompagnare chi legge in un viaggio nel profondo significato del tarantismo.

L’esposizione del corpo, lo strumento principale dei rituali, nella ricerca della Grispello non cerca compromessi con la sessualizzazione forzata imposta dalla società. Questa prospettiva anticipa il prossimo futuro, dove nuovi concetti e diritti concreti saranno la testimonianza di quanto sia stato negato in base alle discriminazioni di genere, ma ricorda anche il passato in cui il rito si affidava alle potenzialità del corpo. L’incontro tra ricerche così diverse fra loro – eppure con evidenti punti di contatto – ha generato un formato inedito che si propone di accompagnare chi legge attraverso un’esperienza razionale ed emozionale.

Le immagini selezionate in questo volume nascono da stati d’animo diversi; tutte hanno in comune il bisogno di realizzare una visione e la danza – e la danza vuole dire nudità, carne, diaframma, un tempo dissestato, spazio, assenza di giudizio.

Francesca Grispello

Altri materiali dell’associazione Sudanzare e Tullia Conte, tra cui gli spettacoli Tarantella Cruda, Storia di Maria, Antidotum, San Tarantella, si trovano sul loro canale YouTube.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Dal legno di agar all’intelligenza artificiale, la profumeria araba conquista l’Occidente con una storia millenaria, fiumi di Oud, ingredienti rari e un’intensità che i profumi occidentali si sognano.
Giugno è quel mese in cui inizi a pensare alle vacanze mentre hai ancora ventisettemila cose da consegnare. L'energia cambia ritmo con meno ostinazione e più movimento. Le relazioni diventano protagoniste, le conversazioni contano più delle dichiarazioni e molte situazioni iniziano a mostrare la loro vera natura. È un mese che premia la curiosità, la capacità di adattarsi e la voglia di uscire dal pilota automatico. Chi insiste a fare sempre le stesse cose rischia di annoiarsi. Chi sperimenta, invece, potrebbe divertirsi parecchio.
Ravioli dolci e speziati nati dal fondo di uno zaino da mercante. I Cjarsons sono il piatto più misterioso della Carnia e il 6 e 7 giugno puoi assaggiarli tutti a Sutrio, uno dei borghi autentici d'Italia.
Per molto tempo, vestirsi bene per un uomo sembrava voler dire scegliere tra due estremi. Da una parte il completo rigido, quasi da ufficio anche fuori dall’ufficio. Dall’altra il casual pieno di loghi, scritte, sneaker vistose e capi pensati per farsi notare prima ancora di essere capiti. In mezzo, però, è successo qualcosa. Lo stile maschile ha iniziato a cambiare tono.