crème caramel e budino diplomatico
Classico ma non troppo

Budino diplomatico al Pandoro

Tempo di lettura: 2 minuti

In un ricettario di cucina del 1904, il budino diplomatico – servito ancora frequentemente nei ristoranti veronesi che si definiscono tradizionali – era chiamato budino di “veneziane”.

In origine, il diplomatico era fatto con briochette avanzate quindi, se ti verrà voglia di fare il diplomatico e sarà finita la stagione del Pandoro, potrai ripiegare su qualche prodotto analogo (le merendine Buondì Motta) oppure sul Panettone (che ormai si trova tutto l’anno), sulla veneziana di Capodanno o sulla Colomba pasquale. Nessuna di queste ultime opzioni è ortodossa ma vanno tutte abbastanza bene perché il concetto è quello di utilizzare un lievitato non più freschissimo e dargli una nuova eleganza.

Di fatto, la base del budino diplomatico è una crème caramel. Se vuoi sviscerare tutti i segreti di questo dolce classico, segui la nostra ricetta. Se sei già abbastanza consapevole di quello che stai facendo, passa pure alla ricetta sottostante del budino diplomatico alla veronese.

Un dolce classico di Verona

crème caramel e budino diplomatico
Portata Dessert
Cucina Italiana
Tempo di preparazione 30 minuti
Tempo di cottura 1 ora 15 minuti
Riposo 6 ore
Tempo totale 7 ore 45 minuti
Porzioni 8 persone

Attrezzatura

  • Stampo da budino svasato da 2 litri
  • Forno
  • Pirofila o pentola per il bagnomaria
  • Fruste
  • Pentolino per il caramello
  • Cucchiaio di legno

Ingredienti

  • 1 fetta pandoro a pezzetti
  • 1 cucchiaio canditi a cubetti piccoli
  • 1 cucchiaio gocce di cioccolato fondente
  • 1 l latte intero
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaino scorza di limone grattugiata
  • 8 tuorli
  • 3 uova
  • 130 g zucchero semolato

Per il caramello:

  • 200 g zucchero
  • 1 cucchiaio acqua
  • 1 cucchiaio succo di limone

Procedimento

  • Prendi uno stampo scanalato da budino, imburralo e rivestilo di caramello scuro.

Prepara il caramello:

  • Metti in un pentolino zucchero, succo di limone e acqua. Non mescolare fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto diventando color miele. Non appena il colore sarà ambrato ma uniforme, spegni il fuoco.
    Lo zucchero continua a cuocere e tende a bruciare molto velocemente, quindi versalo subito nello stampo facendolo scivolare lungo le pareti.

Prepara la crema

  • Lavora con la frusta tutte le uova con lo zucchero.
  • Porta a ebollizione il latte con la vaniglia (essenza o baccello) e la scorza di limone, poi coprilo e lascialo intiepidire.
  • Passandolo attraverso un setaccio, versalo dentro il composto di uova e mescola bene.

Procedimento e cottura:

  • Riempi lo stampo con pezzetti di pandoro e getta alla rinfusa un paio di cucchiai di canditi e gocce di cioccolato.
  • Versa nello stampo il preparato della crema e fai cuocere a bagnomaria in forno a 140°C per circa un’ora e un quarto.

Riposo e servizio:

  • Lascia raffreddare il dolce prima di metterlo in frigorifero per alcune ore (almeno 4).
  • Prima di rovesciarlo, staccalo dai bordi dello stampo premendo delicatamente con le dita lungo il margine per scollarlo. Copri con un piatto da portata e gira con decisione.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

SCRITTO DA

Leggi anche

L’orzo integrale, i beta-glucani e una zuppa tra Persia e Baltico raccontano come la nutrizione funzionale sappia essere insieme scienza, memoria e piacere, senza rinunciare a un pizzico di gioia di vivere.
Novembre arriva con quell’energia da “adesso sistemo tutto” che di solito dura fino alla seconda settimana. Poi ricompaiono messaggi lasciati a metà, decisioni prese un po’ troppo in fretta, conti da rifare e conversazioni che avevamo elegantemente parcheggiato. La prima parte del mese è più sociale e leggera. La seconda alza il volume e rende tutto un po’ meno improrogabile.
Dal festival FAROUT alla QUIET ROOM, BASE Milano esplora nuove forme di partecipazione culturale. Tra performance, oscurità, design e accessibilità, l'arte diventa un'esperienza più aperta, plurale e consapevole.
Sappiamo che dovremmo evitarle e invece finiamo puntualmente a fantasticare su di loro. Le red flag hanno il dono di essere pessime idee e ottimi ricordi.