Come essere creativi in un mondo a distanza © Francesca Terrenzio
Un foglio bianco per l’immaginazione

Come essere creativi in un mondo a distanza

Tempo di lettura: 2 minuti

Siamo tutti in attesa di poter riprendere le nostre normali abitudini, interrotte improvvisamente da questa quarantena collettiva. Non vediamo l’ora di ricongiungerci con i nostri amici, incontrarci per un aperitivo, una cena, una birra o semplicemente per un caffè al bar.

Un attimo dopo aver pensato a tutto questo, probabilmente ci rendiamo conto che la convivialità che ricordiamo è molto diversa da quella che ci aspetterà. Questa distanza di cui tanto si sente parlare – distanza tra noi e l’altro, distanza nel luogo di lavoro, distanza persino al tavolo di un ristorante – è veramente difficile da immaginare.

Recinti per polli o nuovi spazi

Ci siamo tutti spaventati vedendo le immagini degli ombrelloni circondati dal plexiglass; l’idea del recinto per polli anche al ristorante, a noi italiani, fa abbastanza ribrezzo.

La distanza non piace a nessuno ma sappiamo che, purtroppo, sarà necessaria.

Allora, forse, vale la pena ri-pensare a questo metro di distanza come a uno spazio da progettare, uno spazio possibile in cui far accadere cose, reali o virtuali. La distanza diventa il terzo incomodo da portarci dietro, con cui fare i conti ma con cui ri-creare il proseguo delle nostre vite.

Forchetta, coltello, metro

Da designer mi domando se avremo bisogno di nuovi oggetti o se di alcuni faremo definitivamente a meno. A tavola ci saranno forchetta, coltello e il metro?

Forse di una cosa riusciremo finalmente a liberarci, ovvero dei dispenser di tovagliolini da bar. Quei tovagliolini – che non ci sono mai quando servono e sempre tra i piedi se ti muovi su un tavolo grande come un francobollo – saranno banditi assieme alle tavole piene di finger food degli aperitivi e agli happy hour affollati di città.

Quale occasione migliore per un food designer – il creativo che lavora nella ristorazione – per migliorare l’esperienza cibo che andremo a vivere a breve?

“Ci saranno sempre sassi sul tuo cammino, dipende da te se farne dei muri o dei ponti”. Proverbio cinese

Voglio immaginare che questa emergenza possa essere lo stimolo per progettare qualcosa di utile, qualcosa che possa migliorare la nostra vita e che ci faccia sentire meglio.

Un nuovo foglio bianco su cui progettare

La distanza diventa il nostro nuovo foglio bianco dove progettare qualcosa di bello e di positivo. Se questi muri di plexiglass, in certi casi, dovranno esistere, allora che diventino uno strumento per comunicare o giocare.

Come sarebbe se sui divisori in plexiglass si potesse giocare a Forza4 con il nostro dirimpettaio?

Il tintinnio dei calici di vetro che si toccano per il brindisi sarà un ricordo? Bisognerà pensare a qualcosa che ci dia la stessa allegria.

La distanza sociale è un’ape

Se la distanza fosse un animale, quale animale sarebbe? Questa domanda – che a molti potrà sembrare strana – è uno dei punti di partenza quando si progetta qualcosa di totalmente nuovo e fa parte della metodologia del design thinking.

Se penso al concetto di distanza sociale mi viene in mente un’ape, il perché lo lascio immaginare a voi.

Questi mesi, così particolari, ci hanno insegnato quanto ci manca la socialità e il piacere della convivialità: proprio per questo sarà fondamentale ripensare all’interazione con il cibo, al di fuori della nostra abitazione.

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