La soglia tra pubblico e privato

Ingressi di Milano

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In questo momento di emergenza sanitaria, il dover rimanere isolati può diventare una vera e propria tortura, soprattutto per chi era abituato a una vita frenetica e a correre da un appuntamento all’altro.

Al gesto di entrare e uscire – di varcare continuamente un portone per stare dietro ai tanti impegni quotidiani – ho pensato di dedicare un libro che diventa la soglia metaforica di questa quarantena.

Ingressi di Milano, edito da Taschen e curato da Karl Kolbitz, racconta di uno spazio a metà tra dentro e fuori, un passaggio intermedio che siamo obbligati a percorrere prima di andare al lavoro o di rientrare nelle nostre case.

Il libro è un viaggio fotografico senza precedenti, alla scoperta di 144 ingressi milanesi firmati dai più celebri architetti del ‘900, come Piero Portaluppi, Giovanni Muzio, Gio’ Ponti, Caccia Dominioni e tanti altri geni italiani.

Questi luoghi – che svolgono la funzione di filtro tra lo spazio pubblico e quello privato e che generalmente rimangono nascosti dietro facciate a volte anonime – si rivelano come esempi unici che hanno reso peculiare e importante l’architettura milanese, il volto nascosto di una città che non ha mai amato essere sfacciata nella sua estetica, preferendo l’eleganza del decoro borghese non privo di estro.

  • Entryways of Milan – Ingressi di Milano, Taschen.
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Questi progetti sono stati un’importante opportunità di sperimentazione, un esercizio di stile che ha permesso ad architetti, artisti, designer e artigiani di esprimere, nelle dimensioni spesso ridotte di un atrio, lo spirito del tempo. Si rimane colpiti dalla loro varietà, dal loro splendore, dalla loro maestosità non meno che dai singoli dettagli. I rivestimenti di marmo e ceramica, i corrimani e le cassette delle lettere dalle curve disegnate, le decorazioni speciali di pavimentazioni in tesserine di marmo diventano la rappresentazione di un’epoca precisa.

Ingressi di Milano è un libro da sfogliare con calma soffermandosi ad immaginare la vita di chi ha abitato – e abita ancora – abita al di là dei grandi portoni. Un libro che fa riflettere su come alcune azioni abituali e quotidiane passino, spesso, inosservate: il ritiro della posta, la figura del custode, le relazioni e le brevi soste con i vicini di casa, tutte azioni che oggi più che mai ci mancano!

Si tratta quasi di una guida turistico-architettonica, con tanto di date di costruzione, un’annotazione per ogni ingresso, il nome dell’architetto, l’indirizzo preciso e una mappa stilizzata di Milano che ci permette di riconoscere la giusta ubicazione in città. Ogni immagine, inoltre, è corredata da contributi scritti di Penny Sparke, Fabrizio Ballabio, Lisa Hockemeyer, Daniel Sherer, Brian Kish e Grazia Signori.

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