Nikon 35 mm.

L’ultimo servizio fotografico di Marilyn Monroe

Tempo di lettura: 3 minuti

Alla Paci Contemporary Gallery di Brescia arriva Bert Stern. Original Mad Man, una mostra che racconta il genio visionario del fotografo che trasformò la pubblicità in arte e immortalò per sempre Marilyn Monroe nel suo ultimo, indimenticabile servizio fotografico. Un viaggio nel glamour, nel desiderio e nella malinconia dell’ultima diva di Hollywood.

Un incontro tra mito e obiettivo

Ci sono scatti che fermano il tempo e altri che lo riscrivono. Nel giugno del 1962, all’Hotel Bel-Air di Los Angeles, Marilyn Monroe posa per Bert Stern davanti all’obiettivo di una Nikon 35 mm. È luminosa, ironica, fragile. Poche settimane dopo, il 4 agosto, morirà a trentasei anni. Quelle 2571 fotografie – oggi conosciute come The Last Sitting – sono un addio in bianco e rosso (le lenzuola, il rossetto, la malinconia).

Dal 25 ottobre 2025 al 27 febbraio 2026, la Paci Contemporary Gallery di Brescia le riporta alla luce con la mostra Bert Stern. Original Mad Man, realizzata in collaborazione con la Fondazione Bert Stern e con Shannah Laumeister Stern, moglie e custode del suo archivio. È un’occasione per riscoprire il fotografo che ha saputo trasformare la sensualità in linguaggio e il glamour in racconto psicologico.

L’uomo che inventò il desiderio

Prima di essere il fotografo delle star, Bert Stern fu il pubblicitario che rese cool una bottiglia di vodka. Nel 1955 la sua campagna per Smirnoff – un bicchiere di ghiaccio sullo sfondo del deserto egiziano – rivoluzionò la comunicazione visiva. L’alcol diventava miraggio, stile, promessa.

Da lì in poi, Madison Avenue (quella vera di Mad Men) non lo lasciò più andare. Vogue gli offrì dieci pagine di libertà creativa per numero. Lui ne fece un laboratorio di desiderio e composizione: luci taglienti, sfocature cinematografiche, corpi che non erano più solo moda ma stati d’animo. Stern raccontava il glamour come fosse una storia d’amore con l’obiettivo: passionale, ironica, sempre un po’ pericolosa.

Le sue immagini, oggi conservate nei musei più importanti del mondo – dal MoMA al Getty – raccontano la nascita della fotografia come linguaggio pop. Ogni scatto di Stern sembra dirti: “Guarda, anche la perfezione ha un retrogusto di malinconia.”

Marilyn e l’ultima estate

Nel 1962 Marilyn è un enigma che nessuno sa decifrare: la star più desiderata del mondo, ma anche una donna fragile, divorata dai sonniferi e dai riflettori. Ha appena finito di girare Something’s Got to Give, film mai completato. Il suo matrimonio con Arthur Miller è finito, la sua salute psicologica vacilla. Ma davanti all’obiettivo di Bert Stern, si trasforma.

Durante quei tre giorni di scatti, la Monroe gioca, si spoglia, si copre con un foulard trasparente, ride. In alcune foto cancella con una croce i suoi scatti preferiti. Quelle immagini – pubblicate anni dopo insieme ai testi di Norman Mailer in un volume iconico edito da Taschen – diventano una conversazione intima tra fotografo e musa, tra eros e malinconia.

Stern, anni dopo, racconterà: “Non fotografavo Marilyn Monroe. Fotografavo il suo mito che stava svanendo davanti ai miei occhi.”

La mostra, accompagnata da un volume curato da Dario Cimorelli Editore con un’introduzione di Shannah Laumeister Stern, è un viaggio nel cuore di due leggende intrecciate: un fotografo che sapeva guardare oltre la superficie e una donna che, pur nel caos, seppe scegliere come essere vista.

Info utili

BERT STERN. ORIGINAL MAD MAN
Paci Contemporary Gallery – Borgo Wuhrer, Via Borgo Pietro Wuhrer 53, Brescia
25 ottobre 2025 – 27 febbraio 2026
Ingresso libero (salvo diverse indicazioni della galleria)
In occasione della mostra è disponibile un volume edito da Dario Cimorelli Editore, con introduzione di Shannah Laumeister Stern.

Cover foto:
Marilyn Monroe Crucifix III from “The Last Sitting”
1962, giclee fine art archival print
cm 56 x 56 ca. / inches 22 x 22 ca.

© The Bert Stern Trust, Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia- Porto Cervo, IT)

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