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Due chiacchiere con Massimo Fenati

Siamo ciò che facciamo

Tempo di lettura: 3 minuti

La creatività è quella cosa che ti fa illuminare gli occhi mentre parli della tua passione. Questo è Massimo Fenati, fumettista, quando parla del disegno.

Gli omini che corrono in mezzo alla frutta, sulla home page di run530.com, sono disegnati da lui. Volevamo rendere viva l’immagine della frutta nella comunicazione del progetto 5.30 e Sabrina Severi (la mamma di 5.30) mi scrive “Devi contattarlo subito perché è lì a Londra e fa cose bellissime!”. Detto fatto. Davanti a un vero tè inglese, sono nati gli omini che corrono tra gli edifici (la frutta) della città.

La prima volta ho incontrato Massimo in un bar di Soho, sotto allo studio dove lavora. Abbiamo in comune la curiosità, la passione per il disegno e quella per Tin Tin; per lui, disegnare è diventato un mestiere, per me – che non disegno più da tempo – è rimasto l’incanto di perdermi nelle sceneggiature dei fumetti che divoro nel tempo libero. Un’altra delle sue passioni è quella per la cucina e la Pasta Madre dalle quali nascono i Foodles: le simpatiche vignette postate sul suo profilo Instagram sono un’unione di disegni e foto di dolci, la maggior parte fatti da lui.

Il suo ultimo grande lavoro è una splendida graphic novel – La Mennulara – tratta dall’omonimo libro di Simonetta Agnello Hornby. Ho approfittato della sua disponibilità per condividere alcune considerazioni riguardo alla creatività, il contesto in cui la si pratica e il rapporto con le persone. Tutto ciò, davanti all’ennesimo cappuccino al Bar Italia di Soho.  

La routine creativa

Si passano ore a scrivere e cancellare, disegnare e cestinare; poi, arriva quello stato di flow dove tutto scorre e il tempo sembra non esistere. La creatività non è un interruttore che si spegne e si accende ma – quando si è alle prese con un progetto con tempi di produzione e date già definite-  è comunque necessario dare un ordine alle proprie giornate; la routine serve a ricordarci che esiste anche un altro mondo – fatto di familiari, amici, cose da fare e da vedere – oltre alla nostra passione.

Cogliere l’energia

Leggendo le vite di pittori, musicisti e scrittori di ogni epoca, non è raro vedere come si siano spesso ritrovati a vivere nella stessa città, condividendo percorsi e conoscenze. È indubbio che oggi basta un portatile e una connessione per essere operativi ma, è anche vero che il ‘dove’ siamo operativi ha la sua importanza. Ragionando per paradossi l’energia che c’è ad un concerto la possiamo toccare e, la medesima sensazione, non è riproducibile ascoltando la stessa musica tra le mura di casa. Anche qui a Londra ci sono zone ‘tranquille’ e altre dove si respira un’energia creativa incredibile. Soho, dove ci troviamo, continua ad essere una di queste.

Condividere e donarsi

Condividere un progetto con le persone che ne usufruiscono è, per un autore, una delle cose più gratificanti che ci siano ed io, ero ad una di quelle occasioni – all’Istituto Italiano di Cultura qui a Londra – dove Massimo ha passato la serata raccontando, disegnando, stringendo mani. A quella serata ho assistito quasi in incognito – nel senso che non ci siamo visti – perché lui era letteralmente circondato dalle persone che volevano il volume autografato. Alla fine di ogni serata, mi ha raccontato, continuava fino a notte fonda a rispondere a messaggi, postare impressioni. Donarsi con generosità alle persone e una di quelle cose che dovremmo imparare a fare a prescindere da ciò che facciamo. Da ciascuno potremmo catturare un pezzettino di esperienza ed adattarlo con gioia alla nostra vita di tutti i giorni per renderla più colorata

Massimo Fenati è nato a Genova nel ’69 – dove si è laureato in architettura – e trova ispirazione a Londra dal ’95. I libri con le storie dei pinguini Gus & WaldoGus & Waldo’s Book Of FameGus & Waldo’s Book Of Sex – sono nati in quella città.

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