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Nel cuore di Soho, Londra

Un cappuccino al Bar Italia

Tempo di lettura: 3 minuti

Nel cuore di Soho la famiglia Polledri, originaria di Piacenza, gestisce il Bar Italia dal 1949. Nonostante tre ristrutturazioni tutto (o quasi) è rimasto sapientemente come allora e, naturalmente, il cappuccino è squisito.

Ogni mattina faccio un’abbondante colazione in uno dei tanti Pret a Manger qui a Londra. Di solito mi fermo nella City ma capita che abbia voglia di cambiare zona – per fotografare luoghi diversi – e mi sposto a Chelsea, Victoria o Canary Wharf, a seconda del bus che passa per primo dalla mia fermata. Il 19 arriva fino a Battersea Park – passando da Piccadilly Circus, è una bella linea panoramica se vuoi fare del turismo – sicché, un giorno, scendere a Soho mi è sembrava una buona idea per scoprire un nuovo locale della catena britannica.

Nei giorni lavorativi, dalle 5 alle 6 del mattino, è l’orario perfetto per fare belle foto alla Londra silenziosa: poco più tardi comincia il traffico dei furgoni che riforniscono i negozi e quelle ambientazioni da film che sono le strade deserte, perdono immediatamente il loro fascino.

Le luci che mi hanno attirato mentre camminavo lungo Frith Street, alla ricerca di un nuovo Pret, sono state quella rossa del Ronnie Scott’s – il famoso locale Jazz che ha da poco festeggiato 60 anni di storia – e quella verde e rossa del Bar Italia, praticamente di fronte.

Il look è quello classico del Bar italiano di una volta – con ancora l’arredamento in formica e il pavimento originale degli anni ’50 – ed entrando hai l’impressione di tornare indietro nel tempo; seduto su enormi sgabelli dove si saranno fermate migliaia di persone, puoi ammirare decine di foto di personaggi famosi appese alle pareti, con la tv sintonizzata sui canali italiani ed un caffè ed un cappuccino degni di questo nome.

Soprattutto nei primi anni, il Bar è stato un’istituzione qui a Soho, un vero e proprio punto di ritrovo della comunità italiana, il posto dove potevi recarti per avere una dritta per un lavoro o per fare due chiacchiere con i tuoi paesani e sentire meno la nostalgia di casa.

Cosa mi è piaciuto?

Oltre al cappuccino, la macchina del caffè dove il barista si appende con forza alla leva che farà uscire la miscela; poi, sul bancone, la grande ciotola dello zucchero in uso prima che arrivassero le bustine monodose e che è ancora una di quelle in metallo con gli sportellini sulla parte superiore e il cucchiaio dentro per servirsi; i tavolini rotondi con le sedie in metallo fuori dal locale, messi apposta per godersi il passaggio; il ‘ciao’ del barista quando esci dal locale.

L’orario di apertura dichiarato – riportato anche sul sito web baritaliasoho.co.uk – è dalle 7 del mattino alle 5 del mattino successivo: praticamente solo due ore di pausa che servono per fare le pulizie ma, spesso, il bar non è poi davvero chiuso… un cappuccino al volo non mi è mai stato negato.

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