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Senza Rossetto, un anno dopo

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Senza Rossetto di Silvana Profeta – uscito nella primavera del 2019 – è un lungometraggio che indaga attraverso video-testimonianze, girati, materiali di repertorio resi disponibili dall’Aamod e dall’archivio Luce Cinecittà, la costruzione dell’immaginario femminile intorno agli anni che precedono il 2 giugno del 1946, data che vede le donne italiane acquisire per la prima volta il diritto al voto e diventare soggetto politico attivo nella costruzione dell’identità nazionale.

Il film è stato una tappa essenziale di un progetto cross-mediale avviato nel 2016 da Silvana Profeta (antropologa visuale) e Emanuela Mazzina (archivista) con il montaggio di Milena Fiore.

Il titolo Senza Rossetto fa riferimento alla raccomandazione impartita alle elettrici di evitare il rossetto per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione. È  una narrazione polifonica e complessa che raccoglie i ricordi personali ed intimi di tante donne – distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo – e il modo in cui ciascuna ha vissuto la dittatura, la guerra, l’antifascismo, la libertà raggiunta. Lo scopo è  innescare riflessioni sul presente e sul futuro che ancora attende le donne, attraverso una rilettura della memoria collettiva.

Dopo un anno in cui è stato proiettato e presentato in Italia e all’estero – a causa dei provvedimenti varati dal Coverno per la gestione dell’emergenza epidemiologica di Covid-19 – nella primavera del 2020, Senza Rossetto non ha più potuto essere proiettato, proprio a ridosso  dei festeggiamenti dell’8 marzo. Così, per aderire alla campagna #iorestoacasa, Regesta.exe, l’Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico e l’ANPI Roma hanno reso possibile la visione gratuita in streaming sul sito del progetto www.senzarossetto.net

In questi giorni di smarrimento e fragilità per l’intera comunità nazionale la rete pullula di iniziative per rompere l’isolamento dettato dall’emergenza del coronavirus, mostrando tutte le potenzialità di un uso intelligente e “umano” delle tecnologie digitali. Le voci dense e intime di tante donne – distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo – che riattivano i ricordi del passato sulla loro vita durante la dittatura, la guerra, l’antifascismo, la nascita della Repubblica innescano riflessioni sul presente e sul futuro, e permettono, attraverso il dipanarsi di memorie minute, emotive e nascoste, una rilettura della nostra memoria collettiva.

Senza Rossetto.

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