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Giocare è una cosa seria

Ridisegnare lo spazio pubblico a misura di bambino

Tempo di lettura: 4 minuti

Chiunque abbia figli ha vissuto con frustrazione soprattutto le limitazioni fisiche imposte ai più piccoli sia durante il periodo del lockdown sia nelle fasi successive. Come vivremo nelle nostre città nel prossimo futuro? Quali spazi nuovi avranno i bambini per giocare e crescere? La crisi – determinata dall’emergenza coronavirus – del modo di vivere la socialità ha determinato un’accelerazione di alcune tendenze già in atto nella pianificazione urbanistica.

Giocare è una cosa seria è un progetto presentato all’interno del programma Piazze Aperte del Comune di Milano che rientra nel Piano Periferie e utilizza l’approccio dell’urbanismo tattico per riportare lo spazio pubblico al centro della vita dei quartieri e dei suoi abitanti.

Il progetto si colloca nella parte nord di Milano, tra Zona Farini e il quartiere La Fontana. Il viale che collega i giardini di via Cusio e il parchetto intitolato a Bruno Munari si colorano con un pattern ideato dallo stesso designer, dando vita ad una serie di interventi incentrati sul valore del gioco come strumento didattico e d’aggregazione. L’asfalto si trasforma in un libro illustrato, i lampioni in isole per giocare ed il cielo in una filastrocca. Questo intervento urbanistico è accompagnato da un fitto programma di workshop che permette ai bambini di diventare parte integrante di una narrazione.

Ghigos Ideas, studio responsabile di Giocare è una cosa seria, racconta nascita e motivazioni dell’intervento

Giocare: dove e perché

Interveniamo su una strada, via Toce, sulla quale si affacciano un asilo nido e i giardini dedicati a Bruno Munari. Il nostro progetto prevede la pedonalizzazione di questa via, in modo che diventi uno spazio pubblico ad uso della cittadinanza ma in particolare dei bambini e delle loro famiglie.

Questo progetto è nato dal bando Piazze Aperte che chiedeva interventi di urbanistica tattica all’interno del comune di Milano. Ghigos Ideas ha risposto alla chiamata insieme all’associazione Repubblica del Design – l’unico distretto “permanente” del Salone del Mobile – alla quale abbiamo proposto interventi di riqualificazione partecipativa nell’area di Dergano Lancetti e Bovisa, attivando le risorse locali in uno spirito collaborativo in grado di trasformare la città. È questo l’approccio ci ha portato a un Salone che non c’è che attiva tutta una serie di progetti e interventi dentro e fuori la Repubblica del Design: “Giocare è una cosa seria” è uno di questi.

Giocare: come

La pedonalizzazione di Via Toce rende lo spazio antistante l’asilo nido e i giardini Munari uno spazio sicuro, e permette di attivare lo spazio pubblico sia durante il giorno sia nelle ore serali. Una parte del progetto prevede infatti l’installazione di un soffitto a cielo aperto dove poesie e filastrocche luminose – tra asfalto e – possano avere anche una funzione educativa e sociale. Si tratta di IlluminaMI, un sistema che abbiamo ideato insieme a Starlight e Astronove e che permette di avere un’illuminazione esterna in costante cambiamento in base ai contenuti che si vogliono inserire, creando un ambiente dinamico e mutevole. In questo caso lo abbiamo utilizzato per trasformare la strada in una fiaba contemporanea.

L’ispirazione

Il fulcro del progetto è il collegamento tra la scuola e il parchetto vicino intitolato al designer Bruno Munari. Questa titolazione ispira anche il genere di intervento che, partendo da un pattern munariano, genera una rivisitazione del suolo e l’installazione di una serie di servizi che sono pensati per il gioco. Il gioco è una cosa seria ha una forte funzione educativa ed è da sempre un grande strumento aggregatore; partendo da questo tema abbiamo scelto una sequenza di giochi di strada.

Famiglie e bambini

Volevamo venire incontro all’esigenza di trasformare uno spazio di passaggio in uno spazio di aggregazione dove famiglie e bambini possano condividere uno spazio giocoso e sicuro. Grande attenzione verrà poi data ai workshop presso le scuole, organizzati con la complicità dell’associazione Monserrate, che già opera nelle principali scuole milanesi e con l’aiuto di alcuni docenti del Politecnico di Milano. Per rendere possibile un progetto collettivo, i partecipanti saranno dotati di una tecnologia Spray Printer e di una serie di maschere grafiche che potranno trasformare le idee (salvate in file jpg) in forma materiale. Si tratta di un progetto partecipativo che prevede che i bambini stessi siano i reali progettisti di questo spazio e lo faranno attraverso il gioco, in pieno spirito munariano!

Verso il futuro

Le nuove difficoltà che si presentano a chi deve progettare spazi pubblici dedicati all’infanzia sono legate ai cambiamenti, anche tecnologici, che coinvolgono la vita dei bambini, ma anche dei genitori e delle scuole. In che modo la tecnologia influisce nei rapporti sociali? Com’è possibile creare luoghi di aggregazione che siano stimolanti, divertenti e interessanti? Come trasformare spazi sotto casa in modo tale da attivare un quartiere? Queste sono domande che come progettisti dobbiamo porci, in modo tale da dare un carattere sociale ad interventi in grado di coinvolgere la comunità attivamente. 

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