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Due passi al mattino presto

L’alba di Londra

Tempo di lettura: 3 minuti

Sono a Londra da quattro anni e da altrettanto tempo mi riprometto di vederla quando cominciano a calare le ombre della sera e si riempie di luci, colori crepuscolari e gente che parla in tutte le lingue del Mondo: non ci sono ancora riuscito perché è troppo grande il piacere di vederla al mattino presto, silenziosa, semideserta, meravigliosa e tutta mia, come diceva una vecchia canzone.

Secondo il quotidiano The Times, uno dei fattori che rendono stressante la vita dei Londinesi è la rapidità con cui devono prendere le decisioni, da quando escono di casa a quando arrivano sul posto di lavoro. Negli orari di punta la quantità di persone che si muovono è impressionante; sui mezzi pubblici o camminando lungo la strada, ogni azione deve essere pensata ed eseguita velocemente: salire, scendere, uscire e camminare nella giusta direzione, tenere d’occhio il telefono senza andare a sbattere. Non stare perfettamente a destra lungo le scale mobili o avere un attimo di esitazione nell’appoggiare la tessera per uscire dalla Tube (la metropolitana) può causare seri tamponamenti e un certo numero di – silenziose perché siamo inglesi – imprecazioni.

Eppure, anche questa città è ricca di angoli di relax se la si attraversa negli orari giusti, come mi piace immortalarla a beneficio del mio profilo Instagram: camminare col naso all’insù, tra i grattacieli della City alle 5.30 del mattino, prima che i businessmen prendano possesso degli uffici oppure attraversare il Waterloo Bridge mentre il buio lascia spazio alle luci dell’alba, godendosi il più bello skyline di Londra con la vista che spazia fino ai grattacieli di Canary Wharf.

Lo so, è solo un trucco: di lì a poco la città si riempirà di gente e rumori ma la terra di nessuno – in cui quelli della notte sono già andati a letto e gli altri si devono ancora svegliare – regala momenti impagabili.

Un recente censimento – non so come abbiano fatto a contarle – dice che Londra è abitata da almeno 10.000 volpi.

Escono dai loro rifugi nella notte e potete vederle scorrazzare libere fino alle prime luci del giorno in ogni spiazzo verde – ma le ho viste anche attraversare tranquillamente Oxford Street – oppure avvicinarsi a qualche bar già aperto, in cerca di un comodo pezzo di cibo. Notoriamente sospettose, capita che si lascino timidamente avvicinare e fotografare.

Il gesto d’alzarmi al mattino presto è sempre stato un piacere, da quando ho memoria. Lo faccio ovunque mi trovi, in una grande città o in piccolo paese, convinto – forse esagerando – che sia uno di quei momenti per cui vale la pena vivere. Continuo ad essere innamorato dell’alba perché – come mi disse il Preside d’una scuola – è un momento in cui capita di parlare a persone (intesi come esseri umani nella loro vera essenza) che non hanno ancora indossato quella maschera che il ruolo nella società ci impone.

Per un sacco di tempo ho pensato che fosse il bisogno di ritagliarmi un momento tutto mio ma, per questo, sarebbe bastato stare a casa da solo e nessuno mi avrebbe disturbato. Alzarmi presto e uscire, invece, è un altro modo di vedere le cose e disegnarle come mi piace che siano: semplici e tranquille o affascinanti come le volpi.

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