Palazzo Maffei rappresenta una tappa imperdibile per gli appassionati di storia e arte a Verona, un capolavoro architettonico che unisce maestosità barocca e ricchezza rinascimentale. La dimora conserva gelosamente le testimonianze di un passato glorioso, trasportando i visitatori in un affascinante viaggio nel tempo.
Il Palazzo si trova dove in epoca romana sorgeva il tempio di Giove Capitolino, affacciato su Piazza delle Erbe. Il luogo è sempre stato un fulcro della città e a partire dal 2018 è stato restaurato per diventare Casa Museo e la sede della Collezione Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro, imprenditore e collezionista veronese.
Per anni abbiamo parlato di trovare un luogo e abbiamo valutato diversi immobili ma erano carenti o lontani. Più o meno nel 2016 è capitata l’occasione di acquistare Palazzo Maffei e restituire quel luogo ai veronesi, con una nuova destinazione d’uso. Abbiamo iniziato i lavori del piano nobile, che sono progrediti man mano che il palazzo si liberava nelle parti interessate dal progetto. Contemporaneamente abbiamo iniziato gli shooting sulle opere e la loro schedatura. Vanessa Carlon
Palazzo Maffei – Casa Museo è stata realizzata su progetto architettonico e allestitivo dello studio Baldessari e Baldessari e da un’idea museografica di Gabriella Belli, con contributi scientifici di Valerio Terraroli e Enrico Maria Guzzo.
La Collezione Luigi Carlon
La collezione di Luigi Carlon, iniziata circa alla metà degli anni ’60, è all’origine di una proposta e di un percorso sorprendenti, con oltre 350 opere, tra cui quasi 200 dipinti, una ventina di sculture, disegni e un’importante selezione di oggetti d’arte applicata (mobili d’epoca, vetri antichi, ceramiche rinascimentali e maioliche sei-settecentesche, ma anche argenti, avori, manufatti lignei, pezzi d’arte orientale, rari volumi) e con una scelta espositiva dalla “doppia anima”, tra antico e moderno.
L’arte vive con gli occhi di chi la guarda, l’arte deve essere condivisa e fa bene alla salute, ti trasporta in una dimensione che eleva e lenisce l’anima.
Il percorso museale
Suddiviso in due parti, il percorso museale offre al visitatore un corto circuito emotivo, sviluppandosi cronologicamente e per temi, tra 18 sale, ognuna con le proprie emozionanti scoperte artistiche.
Dai dipinti antichi alle avanguardie del Novecento, il visitatore è spinto in un crescendo a partire dalle figure mitologiche e dalle vedute di Verona, per immergersi successivamente nelle correnti artistiche più audaci e attuali.

Facciata Palazzo Maffei (Foto Paolo Riolzi) 
Sala d’ingresso (Foto Paolo Riolzi) Maurizio Nannucci New Horizons for Other Visions/ New Visions for Other Horizions 2020 Installazione site specific, neon blu in pasta di vetro 
Sala IX Salotto blu (Foto Paolo Riolzi) 
Sala IX Salotto blu (Foto Paolo Riolzi) 
Leandro Erlich Cloud 2016 Fibra montata in una teca di vetro Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Alberto Burri Nero Rosso e Legno 1960 Legno, olio su legno e tela © Fondazione Palazzo Albizzini-Collezione Burri, Città di Castello Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
René Magritte La fenêtre ouverte 1966 Olio su tela © Rene Magritte, by SIAE 2020 Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Andy Warhol One Multicolored Marylin Circa 1979-1986 Inchiostro acrilico e serigrafico su tela © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Sala I “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese…” (Foto Paolo Riolzi) 
Gino Severini Jeanne dans l’atelier (Femme lisant) 1916 Olio su tela © Gino Severini, by SIAE 2020 Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Emilio Vedova Senza titolo (Ciclo ’60/ B.8) 1960 Tecnica mista su tela Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Giorgio De Chirico Il saluto dell’amico lontano1916Olio su tela © Giorgio De Chirico, by SIAE 2020Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Sala VI L’ira funesta (Foto Paolo Riolzi) 
L’ira funesta (Foto Paolo Riolzi) In primo piano Marino Marini Piccolo miracolo 1951 
Marcel Duchamp Boîte-en-valise 1935-1941 Materiali vari © Marcel Duchamp, by SIAE 2020 Palazzo Maffei Casa-Museo, Verona Collezione Luigi Carlon 
Sala d’ingresso (particolare) (Foto Paolo Riolzi)
La prima parte della Casa Museo
Nella prima parte, i visitatori vengono accolti dalla magnifica vista sulla piazza, e qui prende forma il dialogo con gli ambienti del piano nobile del palazzo, ricreando l’atmosfera di una dimora privata. Ma non solo: si respira anche il senso di una “wunderkammer”, un gabinetto delle meraviglie, dove le arti convergono in sorprendenti nuclei tematici. Questa sezione ospita opere d’arte antica che si intrecciano in modo sorprendente con la modernità, creando un’esperienza avvincente per il visitatore. Tra i protagonisti spiccano nomi di grande rilievo come Boccioni, Balla, Severini, Picasso, Braque, de Chirico, Casorati, Morandi, Magritte, Max Ernst e Duchamp.
Luigi Carlon ha donato alla città una collezione ricca di significato e di valore identitario per la storia artistica veronese. Opere di Altichiero, Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Zenone Veronese e molti altri trovano spazio in una prestigiosa raccolta d’arte antica.
La seconda parte
Nella seconda parte del percorso, il Novecento e l’arte contemporanea diventano i protagonisti, con una vera e propria galleria museale che si apre davanti agli occhi del visitatore. Icone dell’arte italiana e internazionale, tra cui Afro, Vedova, Fontana, Burri, Tancredi, De Dominicis, Manzoni, Pistoletto e molti altri, si fanno spazio in questa sezione ricca di capolavori e visioni innovative.
In dialogo ritrovato con la città
Palazzo Maffei non è solo uno spazio espositivo, ma un luogo di cultura vivo e dinamico, in dialogo costante con la città e le grandi istituzioni culturali. Eventi, incontri, laboratori didattici e iniziative diverse animano le giornate all’interno del palazzo, mentre la biblioteca specialistica e la splendida balconata panoramica che domina Piazza delle Erbe regalano momenti di intenso piacere culturale.
Il palazzo è un vero scrigno di tesori, una cornucopia di esperienze culturali che offre ai visitatori un viaggio affascinante attraverso l’arte e la storia. E in questo splendido luogo, la raccolta di opere d’arte del collezionista Luigi Carlon diventa un patrimonio condiviso con la città, un tesoro inestimabile di bellezza e ispirazione.
La bellezza della cornice architettonica
L’odierno Palazzo Maffei è frutto di un imponente lavoro di ampliamento avvenuto nel corso del Seicento da parte dei banchieri Marcantonio e Rolandino Maffei. Gli interventi di ristrutturazione, iniziati nel 1626, trasformarono la dimora familiare in una sontuosa residenza, i cui dettagli architettonici riflettono un’elegante fusione tra motivi rinascimentali e barocchi.
L’architetto che progettò il palazzo è sconosciuto, ma secondo Scipione Maffei – rinomato erudito e riformatore veronese – il disegno venne da Roma, fatto probabile data la relazione dei Maffei con la città eterna. I lavori, completati nel 1668, portarono alla creazione di una facciata maestosa, adornata con statue, lesene e capitelli. Al culmine dell’edificio, una terrazza a tutta ampiezza ospitava un giardino pensile, un agrumeto, che fu descritto dal naturalista Johann Christoph Volkamer nel suo album “Continuation der Nurbergischen Hesperidum” nel 1714.
Il palazzo si estende su tre piani, sostenuti da un falso portico composto da cinque archi. Il piano terra presenta botteghe già presenti nel Medio Evo, che nel Seicento furono rivolte verso la piazza con eleganti archi alternati a paraste doriche e fasce di bugne.
Al primo e al secondo piano, il disegno architettonico si arricchisce con porte e finestre, ciascuna sormontata da frontoni ricurvi e triangolari alternati. Semicolonne ioniche, mascheroni e balconi balaustrati completano il decoro. Al secondo piano, una lunga balaustra sostiene sei statue: Ercole, Giove, Venere, Mercurio, Apollo e Minerva, creando un suggestivo scenario teatrale. Le statue, tutte in pietra locale, ad eccezione di Ercole in marmo pario, probabilmente provengono dall’epoca romana e furono riutilizzate nella ristrutturazione.
La scalinata elicoidale
All’interno del palazzo, una struttura affascinante è rappresentata dalla magnifica scala elicoidale, descritta da Scipione Maffei come un miracolo architettonico che sfida le leggi di gravità per il suo sostegno “tutto in sé stessa”. Il piano nobile, oggi sede della Collezione Carlon, presenta affreschi di stampo classicheggiante, risalenti probabilmente al XVIII o XIX secolo.
