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Disturbi da Coronavirus

Insonnia: come fare a combatterla se contare le pecore non basta

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo poche settimane di lockdown, nella popolazione italiana sono emersi evidenti segnali di disagio: depressione, peggioramento della qualità del sonno, stress da isolamento per contrastare la diffusione del Covid-19 e aumento del consumo di cibo per gestire l’ansia, con conseguente tendenza a ingrassare.

La ricerca

l’Osservatorio Pool Pharma, diretto dalla dott.ssa Camilla Pizzoni, ha condotto un’indagine che ha coinvolto 890 soggetti intervistati, sia uomini sia donne, di età compresa tra i 20 e i 60 anni, su tutto il territorio nazionale per valutare gli effetti dell’emergenza coronavirus sul sonno.

Non tutti hanno la possibilità di migliorare il proprio stile di vita o stanno approfittando di questa situazione per rallentare i ritmi o correggere l’alimentazione. Molti si sono ammalati o hanno vissuto l’esperienza di una persona cara ricoverata o deceduta. A tutto ciò si aggiunga che le misure di restrizione hanno avuto un impatto negativo sul fronte lavoro per disoccupati, liberi professionisti e imprenditori, con significative conseguenze sull’equilibrio psico-fisico.

Quali sono le conseguenze di questa concomitanza d’eventi?

Le donne più colpite degli uomini

Il 34% degli intervistati – di cui il 24% donne – ha dichiarato di fare i conti con l’insonnia a causa di sintomi correlati a un disturbo da stress post-traumatico. Sentono più appetito per gola-noia-nervosismo e nonostante comprendano appieno le informazioni sanitarie, subiscono stati di ansia significativi e temono per la propria salute e quella dei propri famigliari.

Il 18% lamenta di non riuscire ad adattarsi al nuovo stile di vita da “isolamento” e non riesce a prendere sonno a causa del clima stressante in casa, in particolare tra chi non dispone di uno spazio ampio o esterno.

Il 22% lamenta di non riuscire a dormire perchè hanno un pensiero ricorrente: hanno subìto o temono una riduzione del proprio reddito, senza distinzione di sesso.

Il 13% degli intervistati accusa di manifestare depressione e sbalzi di umore e di aiutarsi con ansiolitici e antidepressivi prescritti dal proprio medico di fiducia.

L’8% sostiene che, pur avendo più tempo libero, si sente così impigrito che non lo utilizza per potenziare l’attività fisica e ritiene, quindi, di dormire male a causa della sedentarietà che si autoinfligge.

Il restante 3% va a dormire tardi rinunciando a preziose ore di sonno a causa di una dipendenza da televisore: anzichè riposare preferisce i talk in diretta per tenersi aggiornato, i film o meglio ancora se sono serie televisive su piattaforme tipo Netflix, Prime Video e Sky.

Il 2% non si è ancora abituato all’ora legale entrata in vigore dallo scorso 29 marzo e preferisce leggere un libro a letto con la luce accesa. Ciò comporta che il cervello non si prepari alla fase del meritato sonno.

Come aiutarsi

“Mantenere buone abitudini e un’alimentazione corretta servono per prevenire i disagi del sonno legati all’isolamento forzato di questi mesi”, spiega la dott.ssa Camilla Pizzoni.

La dottoressa – che è anche Direttore Scientifico della storica azienda farmaceutica italiana, leader nell’area dell’integrazione energetica e del controllo del peso – consiglia anche di evitare l’utilizzo del pc e dello smartphone prima di addormentarsi. Infatti, la luce blu emanata dai dispositivi elettronici non solo è causa di insonnia e malessere, ma può anche danneggiare la rielaborazione notturna della memoria.

Nelle ore serali è meglio evitare anche di assumere alimenti che richiedono tempi di digestione molto lunghi, come le proteine della carne, superalcolici o alimenti eccitanti.

Bisogna cercare di educare le fasi del sonno e riorganizzare le proprie abitudini in modo da non dormire meno di 7 ore a notte, come raccomandato anche dalla National Sleep Foundation.

La mossa giusta è aiutare il nostro organismo – quando persistono insonnia, nervosismo o irritabilità – a ritrovare il giusto equilibrio, in modo da godere dei benefici per tutta la giornata e arrivare meno stressati alla sera per cadere tra le braccia di Morfeo più rilassati.

Si può trovare beneficio nell’assunzione di melatonina in forma di integratore alimentare, per indurre più velocemente un sonno che duri per tutta la notte senza risvegli e per regolare il fisiologico bioritmo sonno-veglia.

Integrare l’alimentazione con la melatonina

La melatonina favorisce il benessere mentale e il rilassamento, oltre a mantenere il normale tono dell’umore. Questa sostanza è prodotta da una struttura collocata al centro del cervello, la ghiandola pineale o epifisi, l’ormone che regola i ritmi di sonno e veglia; è considerata una sostanza naturale e quindi sicura tanto da poterla dare anche ai bambini.

La melatonina si trova anche in alcuni alimenti come orzo, olive e noci ma è reperibile sotto forma di pratiche compresse. I Laboratori Pool Pharma hanno studiato e sviluppato Melasin Forte, integratore alimentare a base di Melatonina Pura 1 mg. potenziata con Griffonia, Escolzia e L-Teanina. La Melatonina contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno, la Griffonia favorisce il benessere mentale e il normale tono dell’umore, l’estratto secco di Escolzia favorisce il rilassamento in caso di stress.

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