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La bellezza di un rito

Il tè della domenica

Tempo di lettura: 3 minuti

Ti aspetto per il tè della domenica è il nuovo:

Non è un invito a cena, quindi sarà un momento bellissimo anche se non so cucinare

Si tratta, quindi, di creare un evento conviviale, estetico e contemplativo ancor prima che gastronomico.

La tua iconografia mentale dovrebbe venirti in aiuto ripescando ricordi remoti e solo apparentemente antitetici: di tè dal Cappellaio Matto contro quel benedetto infuso di tiglio di Proust con la madeleine che si squaglia, i disegni di Beatrix Potter versus L’ora del tè del cubista Jean Metzinger, il tè denso e profumato di rum e confetture di Aleksandr Puškin opposto a un leggero tè floreale alla Emily Dickinson.

Su ogni suggestione vince la prosa perfettamente esaustiva di Henry James: nella vita ci sono pochi momenti più piacevoli di trovarsi in compagnia e condividere una cerimonia che può essere apprezzata anche da chi abitualmente non beve tè.

Under certain circumstances there are few hours in life more agreeable than the hour dedicated to the ceremony known as afternoon tea. There are circumstances in which, whether you partake of the tea or not, — some people of course never do, — the situation is in itself delightful. Those that I have in mind in beginning to unfold this simple history offered an admirable setting to an innocent pastime. The implements of the little feast had been disposed upon the lawn of an old English country-house, in what I should call the perfect middle of a splendid summer afternoon. Part of the afternoon had waned, but much of it was left, and what was left was of the finest and rarest quality. Real dusk would not arrive for many hours; but the flood of summer light had begun to ebb, the air had grown mellow, the shadows were long upon the smooth, dense turf. They lengthened slowly, however, and the scene expressed that sense of leisure still to come which is perhaps the chief source of one’s enjoyment of such a scene at such an hour. From five o’clock to eight is on certain occasions a little eternity; but on such an occasion as this the interval could be only an eternity of pleasure. 

Ora, darei per scontato che difficilmente potrai ambientare il tuo tè della domenica sul prato denso e perfettamente compatto di una residenza di campagna di quel tipo ma una cosa è certa: il lasso di tempo tra le cinque e le otto di sera ha la capacità di dilatarsi in una piccola eternità di piacere, come diceva James.

Passiamo ai consigli

Non va più di moda fare le liste nozze con l’argenteria e delle porcellane decenti ma, soprattutto, mi pare che non ci si sposi proprio più in quel modo. Se si affronta la faccenda amorepersempreconanelli, si spera piuttosto in una colletta degli amici per trascorrere un mese in Polinesia.

Archiviato il fatto che, probabilmente, possiedi molto poco che possa far sembrare la tua tavola del tè a qualcosa di vagamente somigliante a un sottoscala di Buckingham Palace, ricordati che esistono le nonne, le vecchie zie e le vicine di casa in pieno raptus da decluttering: loro hanno sicuramente tonnellate di suppellettili regalmente inutilizzate, di cui appropriarsi e a cui dare una bella lavata.

Questo vale anche per la tovaglia: astieniti dall’apparecchiatura se non disponi di materiale tessile d’altissimo pregio, anch’esso recuperabile in una soffitta, in un mercatino vintage o su eBay a prezzi accessibili. Una tovaglia bianca in pizzo Cantù o di Burano è talmente bella e desueta da fare l’effetto oasi nel deserto: è vera o è un miraggio?

Questo non lo sai

Le tovaglie ricamate vanno lavate in lavatrice – esclusivamente dentro a una sacca – con un programma delicato, stirate con le mani appena tolte dalla macchina e stirate da rovescio quando sono ancora abbastanza umide. Mantenere le belle cose costa tempo e fatica. Siamo diventati pigri e quindi abbiamo meno bellezza attorno a noi.

La teiera

Come preferisci servire il tè? All’inglese, con una doppia teiera? Alla russa per utilizzare finalmente quel samovar che ti hanno portato di nascosto ai tempi del blocco sovietico? Alla giapponese con un matcha di gran moda? Il discorso è lungo e dipende dal tuo stile e dal tuo gusto personale in fatto di tè. Ci sono tre libri adorabili per capire come allestire il tè della domenica: uno che ti fa scoprire i segreti del mitico Ritz di Londra, uno romantico della mecca parigina per eccellenza – Ladurée – e infine un compendio ricco di aneddoti di Marina Minelli sull’afternoon tea.

Una tavola esagerata

Cucina tutto quello che sei in grado di preparare salvaguardando la tua salute mentale e quella fisica degli invitati, cosa che potrebbe equivalere a un sonoro NULLA. Guarda i ricettari per preparare una Victoria Sponge solo se te la senti ed è stagione di fragole, altrimenti svaligia una pasticceria, spalma tramezzini, compra meringhe svizzere e dolcetti orientali, fai ambarabaciccicoccò davanti allo scaffale dei frollini e curiosa nel banco freezer per trovare salatini e affini da scaldare con grande successo. Che tavola avresti sognato a cinque anni? Esagerata.

Ti ricordo, di nuovo, che il rito del tè domenicale è profondamente estetico: coordina il cibo in base all’apparecchiatura, intona forme e colori. Se vuoi, concediti il lusso di scatole bellissime piene di praline, di un’alzata per dolcetti assolutamente eccentrica e gioca con gli infusori per il tè.

Buona Domenica

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