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Colorato, sexy, liberamente erotico

I am naked on the Internet: contro lo stereotipo del nudo

Tempo di lettura: 6 minuti

Il nudo su internet? Può essere liberazione dai pregiudizi, arte, divertimento e anche educazione.

Ce lo racconta Camilla Cianfrone Leoni, in arte Miss Sorry, fotografa e fondatrice del sito I am naked on the Internet.

Che cos’è I am naked on the Internet?

È una community artistica colorata e libera che tratta il tema dello stigma del nudo, dei giudizi che si abbattono su chi fa qualcosa di diverso – come può essere una pornostar o una Drag Queen – passando anche per l’educazione ad un uso più consapevole di certi contenuti sul web (non puoi capire quante sono le ragazze che mettono online le loro foto erotiche e si stupiscono di trovarsi in siti porno il giorno dopo).

Com’è nato il progetto I am naked on the Internet?

Dalla mia decennale esperienza sul set fotografico, dove mi sono sempre dedicata a raccontare realtà diverse dalle solite foto fashion. Ho guidato per 15 anni il mio studio di fotografia, generalmente considerato too much: ho fotografato l’underground artistico e sociale, le suicide girls, gli artisti di burlesque e le drag. È un mondo che ho scelto per empatia, non per scelta commerciale, dal momento che io stessa sono stata una delle prime suicide girls italiane. Sono generi che devi sentire e frequentare: da adolescente il mondo underground è diventato la mia famiglia. Era un mondo pop, fetish e spontaneo all’estremo. Allora era stato un grido di protesta per un’identità che non sentivo mia, dal momento che venivo da una famiglia che per generazioni ha sfornato avvocati. Essendo stata la pecora nera e la freak mi sento affine a chi ora – molto giovane – subisce lo stesso trattamento.

Che filo narrativo lega il tuo lavoro?

Metto a nudo fisicamente e idealmente le persone per poterle raccontare senza filtri, per poter andare oltre il luogo comune, per abbattere stereotipi e scollare le etichette.

Inizialmente doveva essere solo un lavoro per immagini ma si è messi di mezzo il fatto che le persone che si facevano fotografare raccontavano delle storie pazzesche. Quindi abbiamo deciso di scavare (andare dietro l’etichetta) e scovare l’umanità. Per due anni ho girato l’Italia per raccontare l’esposizione al nudo – a volte molto forte – delle persone che mi colpivano. È stato un percorso lungo e bellissimo in cui mi si è aperto un mondo di empatia e conoscenza del prossimo. Non penso di essere la stessa di due anni fa e oggi I am naked è una meravigliosa famiglia per mosche bianche, per artisti, per chi si è sempre sentito giudicato, oltre ad essere veramente una figata, colorato e sexy!

  • Anna Volpi © 2020 - I am Naked on the internet
  • Daphne Bohemien © 2020 - I am Naked on the internet
  • Fanny Targioni Tozzetti © 2020 - I am Naked on the internet
  • Dotworker© 2020 - I am Naked on the internet
  • Albadoro Gala © 2020 - I am Naked on the internet
  • Nicola Simionato © 2020 - I am Naked on the internet
  • Anna Volpi © 2020 - I am Naked on the internet
  • Redsnow © 2020 - I am Naked on the internet
  • Tasty Manguito © 2020 - I am Naked on the internet
  • Ayce © 2020 - I am Naked on the internet
  • Fanny Targioni Tozzetti e Madia © 2020 - I am Naked on the internet
  • Fanny Targioni Tozzetti e Madia © 2020 - I am Naked on the internet
  • Claudia Ska © 2020 - I am Naked on the internet
  • Ella BottomRouge e Weird Giada © 2020 - I am Naked on the internet
  • Diane Vulpine © 2020 - I am Naked on the internet
  • Ella BottomRouge© 2020 - I am Naked on the internet
  • Laura Funk © 2020 - I am Naked on the internet
  • Mel Zohar © 2020 - I am Naked on the internet
  • Pink© 2020 - I am Naked on the internet
  • Puccirouge e Alerose© 2020 - I am Naked on the internet
  • Weird Giada © 2020 - I am Naked on the internet
  • Bobonco © 2020 - I am Naked on the internet

Come funziona la community? Chi sono i supporter?

I supporter sono gli abbonati. Chiediamo un obolo di iscrizione molto accessibile perché il target è giovane, mentre tutti gli artisti che collaborano al sito hanno accesso gratuito. I am naked si autofinanzia sia artisticamente sia economicamente, anche grazie a un po’ di merchandising che ha colpito nel segno, i nostri bellissimi cappellini e top. Avevamo prodotto qualche pezzo per le ragazze che sentivano particolarmente il problema della loro esposizione al giudizio degli altri e sono andati a ruba.

Che cos’è la Naked Army?

Molte persone volevano contribuire pur non essendo artisti. Così ho pensato di aprire a chi voleva mandare i propri selfie: sono persone coraggiose che aderiscono alla causa con il loro corpo e le loro storie. Una volta al mese c’è il reclutamento. Se i selfie vengono accettati, mando una liberatoria per la pubblicazione e le domande per conoscerli meglio insieme alle loro foto.

Perché abbiamo bisogno di un nuovo sguardo sulla fisicità?

C’è un bisogno assoluto di normalizzazione del corpo umano, capire che ognuno è bello nella sua differenza: la bellezza di essere diversi. Bisogna spingere la body positivity ma soprattutto la gioia e puntare più sull’amore e meno sulla rabbia.

C’è confusione tra erotismo o pornografia? I am naked si è posto dei limiti?

Non esiste una definizione di limite, semmai quando c’è la falsificazione dell’atto. A volte la fotografia erotica sta solo nell’arte con cui viene realizzata, non c’è una grande separazione formale. Ma è un genere in cui bisogna essere davvero bravissimi e la bravura si annida nel punto di vista, non tanto nell’azione e nella tecnica.

Non ho voluto dare dei limiti veri e propri (penetrazione si, penetrazione no) ma voglio mantenere un tone of voice per cui le persone partecipino volentieri senza fare cose folli perché è soprattutto un progetto sull’espressione.

Hai avuto la percezione che ci sia stata un’evoluzione nell’immaginario erotico dei più giovani?

L’erotismo è stato sdoganato dai siti porno e quindi vivono in un immaginario di totale hardcore. Anche tra pornostar e influencer a volte non c’è una grande differenza, soprattutto su social come Instagram: sono tutte uguali e l’unicità erotica è stata appiattita.  

Mi sembra di essere vecchia a dire una cosa del genere ma dov’è finito l’amore? È tutto performance senza storia e senza scopo.

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