L’appuntamento più atteso per l’arte contemporanea

Guida miart ’22. Cosa non perdere

Tempo di lettura: 5 minuti

Il miart da sempre ha segnato per i milanesi l’inizio della primavera e di quegli eventi di arte e design tanto attesi da tutti, sia per i contenuti che per il bel movimento creativo che riescono a generare in tutto il tessuto cittadino. Non so dire se è per gli eventi diffusi dell’Art Week o per i numerosi turisti internazionali che ha sempre portato, ma di solito Milano in questo periodo prende un’aria molto più europea.

miart arriva a soli sette mesi di distanza dall’edizione 2021,  (che eccezionalmente era stata organizzata nel mese di settembre per via delle restrizioni Covid), con 150 gallerie operanti da 21 Paesi ed è, in ordine cronologico, la prima fiera d’arte del 2022 in Italia e tra le prime in Europa.

La ventiseiesima edizione

La fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, alla sua ventiseiesima edizione, dal 1 al 3 aprile 2022, quest’anno è diretta per la seconda volta da Nicola Ricciardi. Rafforza la sua portata internazionale e rimette al centro il legame con la città, di nuovo protagonista dentro e fuori il quartiere fieristico.

Un appuntamento imprescindibile per il pubblico e i collezionisti italiani e internazionali alla ricerca dei grandi capolavori del primo Novecento come delle creazioni delle ultime generazioni di artisti e del design d’autore.

miart2022, primo movimento | Photo Isabelle Wenzel | Creative direction Cabinet Milano

Tre sezioni, in Fiera Milano

Established

La sezione principale ospita in modo inedito gallerie che espongono opere della più stretta contemporaneità assieme a quelle dedicate all’arte del XX secolo, non tralasciando quelle attive nel settore del design da collezione e d’autore. 

| Yuli Yamagata | Explorador, 2021 |
shoe, dried fish, pool noodle, resin, rope, fake leather, silicone fiber, sewing thread |
62 × 90 × 70 cm | unique | Cooutesy Madragoa, Lusbona|

Decades

Sezione del miart a cura di Alberto Salvadori, esplora la storia del secolo scorso attraverso progetti monografici dagli anni ’10 del Novecento agli anni ’10 del Duemila.

Una passeggiata tra le epoche, i generi e le generazioni, fatto di dialoghi, corrispondenze e rimandi. 

Ideato come un percorso che copre oltre cento anni di storia, comprende dieci gallerie, ognuna con un progetto che, dalle monografie ai focus tematici, racconta un particolare decennio.

Un attraversamento concepito come una sequenza di sale museali che valorizza sia nomi noti che esperienze meno conosciute, con stand non ortodossi che mostrano l’arte italiana e quella straniera a 360°, dalla pittura alla scultura, al design, alla ceramica.

Si parte dagli anni Dieci con lo stand di Bottegantica che dedica una mostra al Giacomo Balla pre futurista, per proseguire con gli anni Venti e la Galleria Gomiero che presenta un’esposizione dedicata all’universo della scultura italiana con opere di grandi maestri come Carlo Scarpa, Giacomo Manzù, Arturo Martini e Adolfo Wildt.

Gli anni Trenta sono rappresentati da ED Gallery con un focus sulle ceramiche Déco, mentre Giorgio De Chirico è il protagonista degli anni Quaranta nello stand di Artemisia Fine Art.

La produzione di un artista straordinario come Toti Scialoja rappresenta gli anni Cinquanta alla Galleria dello Scudo, mentre gli anni Sessanta sono al centro di un focus alla galleria Eidos Immagini Contemporanee, con i lavori dal forte impatto sociale di Gianni Bertini, che inducono a riflessioni sulla dimensione politica dell’arte. Gli anni Settanta vengono raccontati da uno speciale progetto di Robert Mapplethorpe legato al mondo della moda alla Galleria Franco Noero, mentre per gli anni Ottanta la Galleria Ceribelli presenta un progetto monografico sulla ricerca grafica di Gianfranco Ferroni.

Il viaggio si conclude con un focus sull’espressione gestuale di Arnulf Rainer, presentato da Galleria Poggiali per gli anni Novanta, e con una serie di opere degli anni Duemila di Mario Airò nello stand di Vistamare. 

Toti Scialoja | Il primo dell’anno | 1957 |olio e tempera su tela di canapa | 184,3 x 179,3 cm
Courtesy Studio Vandrasch e Galleria dello Scudo, Verona

Emergent

È la sezione – a cura di Attilia Fattori Franchini – dedicata alle giovani gallerie. 

Si conferma laboratorio di ricerca e valorizzazione della scena contemporanea. La sezione Emergent della ventiseiesima edizione di miart, mette al centro la sperimentazione delle pratiche e l’innovazione nei linguaggi.

Importante la presenza delle giovani gallerie milanesi, che evidenzia la volontà della fiera di stringere il legame con la città e valorizzarne la creatività.

Numerosi i linguaggi esplorati – tra scultura, disegno e installazione, spicca la presenza della pittura figurativa – mentre vengono affrontati temi di grande attualità come quelli legati al corpo e all’identità, all’ecologia e i suoi ecosistemi, alla memoria e all’arte come strumento di cambiamento sociale e politico.

Per favorire il dialogo e la collaborazione prosegue la possibilità di condividere stand e progetti creando così inedite sinergie: è il caso di FELIX GAUDLITZ (Vienna) e Fanta-MLN, (Milano) che con l’austriaca Tanja Widmane e l’americano Jason Hirata costruiscono un dialogo concettuale sui temi di produzione e agenzia artistica, mentre Fitzpatrick Gallery (Parigi) + Octagon (Milano) mettono a confronto il lavoro di Sergio Sarri con quello di artisti delle più giovani generazioni per riflettere sulla relazione tra uomo e macchina.

Caratteristica importante di questa edizione sono i progetti curati

Tra questi: Martina Simeti (Milano) presenta le opere di Costanza Candeloro, Mimosa Echard, Real Madrid, Maurice Pefura, Curtis Talwst Santiago e Davide Stucchi, costruendo una polifonia che rievoca il periodo di lotta politica e sociale degli anni Ottanta.

Sans titre (Parigi) propone uno stand immersivo che invita il visitatore in una sala di lettura dove sedersi sui mobili/sculture biomorfici di Alicia Adamerovich e consultare le pubblicazioni dell’artista ed editore Ezio Gribaudo.

ADA (Roma) mette in dialogo le sculture performative di Anna Perach e i dipinti sognanti di Diego Gualandris per un’analisi sui racconti popolari e sul folklore.

Non mancano le gallerie che propongono solo show, alcuni dei quali con progetti installativi come quello di Balcony Gallery (Lisbona) che mette in scena la pratica archivistica di Nuno Nunes-Ferreira oppure quello di LC Queisser (Tbilisi) che presenta un’installazione site-specific del lavoro fotografico di Ketuta Alexi-Meskhishvili.

Andrew Gilbert | Squirrels stay in nest and write Beautiful Poetry | 2020 |
acrylic, fineliner and watercolor on paper | 40 x 30 cm
Photo Constanza Meléndez | Courtesy the artist and Sperling, Munich

Milano Art week, appuntamenti imperdibili

Come da tradizione miart diventa l’epicentro della Milano Art Week (28 marzo – 3 aprile), il popolare appuntamento – sviluppato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – che celebra le principali istituzioni pubbliche e le fondazioni private della città. In occasione della fiera inaugurano infatti tutte le mostre principali della stagione, da Henri Cartier- Bresson al Mudec a  Artur Zmijewski al PAC, Steve McQueen al PirelliHangarBicocca e così via.

INFO

miart >> Programma e info

MILANO ART WEEK >> Programma e info

Cover photo: miart2022, primo movimento | Photo Isabelle Wenzel | Creative direction Cabinet Milano

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