Mummie e terrore

Dieci musei da brivido dove Halloween non finisce mai

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Dalle mummie siciliane alle bambole maledette del Connecticut, passando per tenie da record mondiale e pupazzi che ti guardano con occhi di vetro. Ti portiamo in dieci luoghi dove la paura si visita con il biglietto, l’audioguida e sempre una discreta dose di buon gusto.

Per molti Halloween è una notte all’anno, con zucche, dolcetti e travestimenti di dubbia ispirazione. Per altri è uno stile di vita, o almeno un itinerario. Se appartieni alla seconda categoria, i musei più inquietanti d’Italia e del mondo ti aspettano con bookshop, audioguide e un’inattesa dignità scientifica. Il macabro, in fondo, può essere interpretato come cultura che non finge d’essere allegra.

Quando la follia aveva un indirizzo

A Reggio Emilia, nell’ex manicomio di San Lazzaro, il Museo di Storia della Psichiatria occupa il Padiglione Lombroso e raccoglie camicie di forza, strumenti di contenzione e macchine per l’elettroshock. Accanto ci sono archivi e opere realizzate dai ricoverati, ed è proprio questo a fare la differenza, perché ti ricorda che dietro ogni diagnosi c’era una persona con qualcosa da dire. Il percorso arriva fino alla Legge 180 del 1978, quella di Franco Basaglia, che chiuse i manicomi italiani e resta uno dei casi virtuosi in cui il nostro Paese ha anticipato il mondo.

Per gentile concessione © Museo di storia della psichiatria
Per gentile concessione © Museo di storia della psichiatria

Il nome di Lombroso ritorna a Torino, nel Museo di Antropologia Criminale a lui intitolato. Il medico ed esoterista veronese era convinto di riconoscere il delinquente dalla forma del cranio, e la sua teoria dell’atavismo criminale riempì teche di crani, maschere di gesso, fotografie e corpi di reato. Oggi quelle idee sono superate, e il museo lo dichiara con una certa eleganza, trasformando una raccolta di pregiudizi in una lezione di storia della scienza. Ti resta da chiederti quanti dei nostri convincimenti attuali finiranno, fra centocinquant’anni, in una vetrina simile.

Per gentile concessione ©Museo Lombroso
Per gentile concessione ©Museo Lombroso

Mummie di buona famiglia, da Palermo a Guanajuato

Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo sono il luogo in cui la cortesia verso i defunti raggiunge il suo apice paradossale. Dal 1599 i frati vi custodirono prima i propri confratelli e poi, complice la moda cittadina di farsi esporre dopo la morte, notabili, professionisti e signore dabbene, vestiti con l’abito buono e distribuiti per categoria lungo i corridoi. Parliamo di migliaia di corpi, con oltre mille mummie in piedi, in nicchia o appese, a seconda del rango. Il caso più celebre è Rosalia Lombardo, morta nel 1920 a due anni, che riposa in una teca con un aspetto così sereno da essere stata ribattezzata la bella addormentata. È un museo dove nessuno ha fretta, per ovvie ragioni.

Dall’altra parte dell’Atlantico, a Guanajuato, il Museo de las Momias espone oltre cento corpi riesumati dal cimitero locale a partire dall’Ottocento, quando chi non pagava la tassa sulla tomba veniva sfrattato anche dall’aldilà. Il terreno arido fece il resto, e molte mummie conservano espressioni che non definiremmo rilassate. Qui la morte non si nasconde e non si addolcisce, in perfetto spirito messicano, dove anche i teschi di zucchero hanno un loro perché.

Torture, streghe e altre pessime idee di giustizia

A San Gimignano, tra torri e Vernaccia, il Museo della Tortura e quello della Pena di Morte espongono una collezione di strumenti dotati di una fantasia che nessuno avrebbe voluto vedere applicata. Un consiglio da visitatore avvertito, la celebre Vergine di Norimberga è considerata da molti storici più un’invenzione ottocentesca che un reperto medievale, a dimostrazione che anche l’orrore ha avuto il suo ufficio marketing. Il percorso attraversa i secoli e l’Europa, e ha il merito di mostrarti la crudeltà come una disciplina applicata, con tanto di metodo e sedicenti competenze. La visita non è adatta a persone particolarmente empatiche.

Triora, borgo ligure arroccato nell’entroterra di Imperia, ha invece trasformato la persecuzione in un’identità. Tra il 1587 e il 1589, dopo carestie e raccolti disastrosi, numerose donne furono accusate di stregoneria e interrogate, e il Museo Etnografico e della Stregoneria racconta quei processi accanto agli attrezzi della vita contadina. La lezione è sorprendentemente attuale, perché mostra come una comunità spaventata cerchi il colpevole tra le donne che sapevano di erbe, di parti e di troppe cose. Un museo femminista senza saperlo, o forse sapendolo benissimo.

Bambole, parassiti e pupazzi con troppe opinioni

Gli oggetti sanno essere più inquietanti delle persone. A Monroe, nel Connecticut, i demonologi Ed e Lorraine Warren raccolsero nel loro Occult Museum oggetti presumibilmente infestati o maledetti, e la star è la bambola Annabelle, tenuta in una teca per motivi di sicurezza, a detta dei suoi custodi. Nella realtà è una Raggedy Ann di pezza, assai meno scenografica della versione di porcellana del cinema, a conferma che Hollywood dispone di un eccellente reparto trucco. Oggi pare che la casa sia stata trasformata in una residenza per affitti brevi. Nell’agosto 2026, infatti, la maggior parte della collezione è stata trasferita permanentemente a Salem, in Massachusetts dov’è stato aperto un vero e proprio museo.

A Tokyo, nel quartiere di Meguro, il Meguro Parasitological Museum è l’unico al mondo interamente dedicato ai parassiti. Dei circa 45.000 esemplari conservati, solo una parte è visibile nel percorso su due piani, e la protagonista indiscussa è una tenia di quasi nove metri estratta dal corpo di un uomo. L’ingresso è gratuito, il che è una generosità piuttosto discutibile. Il tutto è scientifico, dettagliato e perfettamente divulgativo, quanto basta per farti ripensare il prossimo sushi.

Chiudiamo il capitolo con il Vent Haven Museum di Fort Mitchell, in Kentucky, l’unico al mondo dedicato al ventriloquismo, nato dalla passione dell’imprenditore William Berger. Oltre mille pupazzi ti osservano con occhi di vetro, e la sensazione è quella di entrare in una riunione di condominio in cui tutti hanno già deciso di parlare male di te.

Parigi sotto Parigi

Se vuoi un gran finale, scendi nelle Catacombe di Parigi. Nacquero nel 1786, quando le ossa di milioni di parigini vennero trasferite dai cimiteri cittadini, ormai scoppiati, nelle vecchie cave di calcare sotto la città. Oggi percorri circa un chilometro e mezzo di gallerie, a una temperatura mite e costante, tra femori e teschi disposti in motivi decorativi che farebbero invidia a un designer scandinavo. All’ingresso un’iscrizione ti avverte che stai entrando nell’impero della Morte, e la coda sotto il sole lo conferma. Una nota per chi volesse portarsi a casa un ricordino: all’uscita gli zaini vengono spesso aperti e perquisiti: farsi trovare in possesso di una tibia o di un femore fossile è piuttosto imbarazzante e di pessimo gusto.

Perché ci piace tanto il macabro

Che cosa ci attrae di questi luoghi? Forse il fatto che il macabro, a differenza di certe mostre di grande impatto mediatico, non finge d’essere altro. Ci ricorda che siamo corpo, storia e fragilità, con buona pace dell’estetica del benessere. Lo fa con una cura espositiva tale da meritarsi un posto accanto ai musei d’arte, e con un’invidiabile onestà verso gli errori della scienza e della giustizia. La domanda finale spetta a te. Si può visitare l’orrore senza spettacolarizzarlo?

Info utili

Prima di partire verifica orari e prenotazioni sui siti ufficiali, perché molte di queste sedi hanno aperture stagionali o su appuntamento, come il Vent Haven, che accoglie visitatori soprattutto nei mesi più caldi. Per le Catacombe di Parigi conviene acquistare il biglietto online con anticipo e portare una giacca, perché sottoterra fa freddino anche ad agosto. A Palermo e a Guanajuato ricorda che si tratta di luoghi di sepoltura, quindi silenzio, rispetto e niente fotografie dove sono vietate. Buona parte dei musei più “orribili” fanno parte di dipartimenti universitari e poli scientifici: anche in questo caso, il rispetto è d’obbligo.

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