Polvere di marmo, cemento e pigmenti, nessuna cottura. A Comiso le cementine si fanno una alla volta, e ogni piastrella conserva le tracce del giorno in cui è nata.
Un secolo fa le cementine erano il pavimento economico delle case che volevano un po’ di decorazione. Oggi stanno tornando ovunque. Nate in Francia nella seconda metà dell’Ottocento come alternativa al marmo, in Italia si diffondono con il Liberty e nei primi decenni del Novecento, soprattutto nelle abitazioni borghesi e popolari. Il revival retrò le ha riportate nelle ristrutturazioni e nelle case nuove, con disegni geometrici o floreali che danno carattere a un bagno, a una cucina o a un tappeto in mezzo a un pavimento a tinta unita. L’industria ne fa anche versioni in gres. Quelle artigianali partono invece dagli ingredienti e dalla lavorazione a freddo di allora, senza cottura.
Una cementina autentica non passa mai dal forno. Si prende polvere di marmo, cemento e ossidi minerali, si impasta il tutto a secco, si versa in divisori di metallo e si comprime. Poi si lascia riposare. Non si cuoce e non si leviga. La piastrella asciuga all’aria e trattiene le minime variazioni del giorno in cui è stata fatta. Per questo due cementine, anche dello stesso disegno, non sono mai identiche.

Una manifattura a Comiso
A Comiso, nel sud-est della Sicilia, la campagna è fatta di terra asciutta, luce netta e vento. Lontano dai grandi distretti produttivi, Pavimenti Sansone fa cementine a mano, una alla volta, dai primi anni del Novecento. Lo studio milanese Icona Architetti Associati, fondato da Marco Orto e Federica Poggio, lavora con la manifattura da due anni.
Hanno cominciato osservando. I gesti della produzione, gli strumenti, le differenze tra un pezzo e l’altro, il rapporto tra pigmento e superficie. Poi hanno provato a spostare il linguaggio della cementina fuori dai codici decorativi con cui la associamo di solito.

Dal disegno alla curva
Orto e Poggio raccontano che l’idea non è partita dal decoro ma da quello che viene prima, cioè colore, gesto, modulo e ripetizione. La prima serie, del 2025, usa geometrie semplici e combinazioni di colore da posare in modi diversi. Nel 2026 sono arrivate due serie nuove costruite sulla stessa forma, la curva.
La più interessante è quella in cui il disegno si distribuisce su quattro cementine che messe insieme formano un motivo centrale, mentre in un’altra serie la posa produce sequenze sempre diverse, e il disegno nasce dal rapporto tra una piastrella e quella accanto.
William Sansone, titolare della manifattura, ha scelto di lasciare allo studio la libertà di interpretare un sapere artigianale custodito in Sicilia.

cover foto: Pavimenti Sansone | Collezione Novilunio e Pura by Icona Architetti Associati | ph Marcello Bocchieri