Il Surrealismo, Vogue e la guerra

Chi era davvero Lee Miller? A Forlì 160 fotografie per scoprirlo

Tempo di lettura: 3 minuti

Fino al 10 gennaio 2027 il Museo Civico San Domenico di Forlì mostra più di 160 immagini dai Lee Miller Archives, molte quasi inedite. Seguono la fotografa americana da Parigi all’Egitto fino a Londra, sotto le bombe alla campagna inglese.

Parigi, fine anni Venti. Una ragazza americana entra in un bar vicino allo studio di Man Ray e si presenta come la sua nuova assistente. Lui risponde che un’assistente non ce l’ha. Lei ribatte che da adesso sì. La storia l’ha raccontata Lee Miller stessa, e dà il tono a tutta la mostra che il Museo Civico San Domenico di Forlì apre dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. Si intitola Lee Miller. Opere 1930-1955, la cura Walter Guadagnini e mette insieme oltre 160 immagini, tutte provenienti dai Lee Miller Archives.

Tre anni da surrealista, poi l’Egitto

Nata a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907, Lee Miller va a Parigi con l’idea fissa di fare la fotografa. Dopo l’incontro con Man Ray entra nel giro surrealista e stringe amicizia con Picasso, Max Ernst e Paul Éluard, oltre che con artiste come Eileen Agar, Leonora Carrington e Dorothea Tanning. Con Man Ray contribuisce a sviluppare la solarizzazione.

Il periodo surrealista dura appena un triennio, dal 1929 al 1932, ma lascia opere come Impasse des Deux Anges, Exploding hand e Coiffure, tutte in mostra. Recita anche in un film di culto, Le sang d’un poète di Jean Cocteau. Poi lascia tutto e torna negli Stati Uniti, dove apre uno studio e ritrae personalità del cinema e dell’alta società.

Nel 1934 sposa l’imprenditore egiziano Aziz Eloui Bey e si trasferisce in Egitto. Lì scatta Portrait of space, forse la sua immagine più nota, che pare abbia ispirato anche René Magritte.

Lee Miller, Nusch Éluard seduta su un’auto. Golfe Juan, Francia, 1937 © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk 

Vogue, Londra e le armate alleate

Nel 1937 torna in Europa, ritrova i surrealisti, conosce Roland Penrose e nel 1939 si trasferisce con lui in Inghilterra. Per cinque anni lavora come volontaria nello staff di Vogue a Londra. Fotografa la capitale bombardata dai tedeschi e dentro quelle immagini trova scene quasi surreali, come in Fire masks, dove l’abbigliamento di guerra trasforma i soggetti in personaggi.

Poi decide di muoversi e si unisce ai reporter al seguito delle armate alleate. Da Saint-Malo alla Germania nazista, i servizi escono ancora su Vogue, e ogni fotografia porta i testi scritti da lei. La mostra segnala proprio questo, perché Lee Miller era anche una giornalista di grande valore. Alla fine della guerra arrivano le immagini dei campi di concentramento e del crollo del Reich, che segnano la sua vita.

Dopo la guerra, tra Italia e Sussex

Il percorso chiude fra Italia e campagna inglese. In Italia Lee Miller realizza servizi sulla Biennale di Venezia, con ritratti di Peggy Guggenheim e Giorgio Morandi, e gli ultimi lavori di moda in Sicilia. Nel Sussex si ritira con Penrose e accoglie amici come Saul Steinberg, Max Ernst, Alfred H. Barr Jr., Renato Guttuso e un giovanissimo Richard Hamilton, con cui mette in scena siparietti divertenti. Anche lì si vede il suo spirito ironico e sovversivo.

La mostra segue un ordine cronologico e include pagine delle riviste dove uscirono i servizi. Il catalogo è di Dario Cimorelli Editore. L’esposizione arriva dopo le retrospettive su Eve Arnold nel 2024 e su Letizia Battaglia nel 2025, promosse dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con Camera, Centro Italiano per la Fotografia.

Lee Miller, Maschere antincendio. Downshire Hill, Londra, Inghilterra, 1941 © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk 

Info

Mostra
Lee Miller. Opere 1930-1955  

Informazioni su mostrefotograficheforli.it
Museo Civico San Domenico, piazzale Guido da Montefeltro 12, Forlì  
dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027  

A cura di Walter Guadagnini  

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