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Incontro con Marianna Zampieri

Come ti divento catographer professionista

Tempo di lettura: 7 minuti

Una timida trentenne riceve in regalo una Reflex con cui comincia a fotografare Arthur, il suo adorato micio. Poi comincia a dare la caccia ad altri gatti, per raccontare le loro storie e quelle dei loro padroni umani. Nascono dei progetti, delle mostre, una serie di libri meravigliosi che hanno protagonisti felini e bipedi.

Marianna Zampieri è diventata una catographer molto nota e noi l’abbiamo incontrata per scoprire la sua vita dagli esordi.

Diciamolo: fotografare gatti e farne un’arte non è da tutti, vista la natura mutevole e imprevedibile dei soggetti. Come hai iniziato?

Non sono una fotografa professionista che si è dedicata ai gatti. Sono un’impiegata commerciale e non ho avuto nessun tipo di formazione professionale, salvo un piccolo corso base su come utilizzare una macchina fotografica. Alcuni anni fa, il mio fidanzato – attuale marito! – mi regalò una Reflex con cui cominciai a fotografare il gatto che avevo adottato. Tutto quello che ho imparato è stato da autodidatta, con tanta pratica, scattando in continuazione. Non sono molto brava con le parole, sono sempre stata timida, però mi piaceva l’idea di raccontare belle storie con le immagini, continuando ad avere i gatti come soggetti d’elezione.

Come si sono sviluppati i progetti che ti hanno portato a diventare catographer?

Il primo passo è stato fotografare persone e gatti mentre erano intenti in qualche attività insieme. Con il tempo questo primo focus mi ha portato a pensare ai gatti che vivono nei luoghi di lavoro, così dal 2016 è nato C-AT-work, un progetto ancora in corso che negli anni ha prodotto un lavoro diviso in tre volumi, edito da El Squero. Ci sono gatti ritratti nei cantieri navali, nelle officine, in uffici e negozi, nelle scuole di danza. Sono gatti a proprio agio nell’ambiente di loro proprietà. Ho collezionato così tante storie meravigliose da permettermi di separare i volumi per tipo di occupazione. Nel 2017, poi, ho iniziato il progetto Cats in Venice che mi ha portato a scoprire le storie dei gatti veneziani.

Il progetto Cats in Venice è diventato una mostra e poi un libro fortunato, con tanto si sequel

Venezia è notoriamente una città a misura di gatto, dove i felini sono amati e rispettati. Ci sono diverse colonie di randagi ma ormai i gatti sono prevalentemente di proprietà o semi-domestici e ben nutriti. Ho fatto un’indagine – chiedendo aiuto ai gruppi locali di appassionati – e dal 2015 ho cominciato a recarmi a Venezia per scovare le storie e i soggetti da fotografare. Il “gattaro veneziano” è un umano socievole, molto disponibile a condividere informazioni; nelle segnalazioni mi dicevano persino nomi e caratteristiche dei gatti che conoscevano. Molti si lamentano che ce ne sono sempre meno perché conoscono il valore dei gatti nella storia di Venezia. La difficoltà di Cats in Venice è stata proprio lavorare in base alle segnalazioni: partivo all’alba da Vicenza, spesso solo con un’idea vaga di dove cercare. Un conto è lavorare su gatti sedentari e un conto è trovare i segnalati! Tuttavia, Venezia crea una sorta di dipendenza: ho trovato una dimensione mia per rilassarmi e camminare in cerca di storie, immersa in un paesaggio sempre magico. Oltre alla mostra, nel 2018 Cats in Venice è diventato un libro pubblicato sempre da El Squero, una piccola Casa Editrice specializzata in argomenti veneziani, che ha appena avuto un sequel con Cats in Venice 2

  • Marianna Zampieri e Arthur, autoscatto © Marianna Zampieri
  • C-AT-WORK, vol, 1, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Mercuzio in C-AT-WORK, vol, 1, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • C-AT-WORK, vol, 2, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Fulvio in C-AT-WORK, vol, 2, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • C-AT-WORK, vol, 3, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Mega in C-AT-WORK, vol, 3, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Mario Cipollini, Cats and their Artists ©Marianna Zampieri
  • Gabriele Corsi, Cats and their Artists ©Marianna Zampieri
  • Calendario Cattooed Girls, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Federica Tolik e Gìa, Calendario Cattooed Girls, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Virginia e Ophelia, Calendario Cattooed Girls, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Cats in Venice, vol, 1, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Masca in Cats in Venice, vol, 1, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Cats in Venice, vol, 2, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri
  • Spillo in Cats in Venice, vol, 2, El Squero Casa Editrice ©Marianna Zampieri

Fare la catographer può essere una professione esclusiva?

Potrebbe tranquillamente esserlo ma sono ancora titubante perché le vicissitudini economiche di quest’ultimo anno – a causa della pandemia – mi hanno fatto escludere a priori di diventare imprenditrice di me stessa. Questi progetti sono una fonte di piacere personale e di relax – una mia fuga dalla quotidianità – e mi lasciano la possibilità di organizzare il lavoro come meglio credo. Realizzo servizi su richiesta ma rimane ben inteso che il gatto deve essere d’accordo oppure – hai presente l’imprevedibilità dei gatti? – non se ne fa nulla. Tra l’altro, io voglio raccontare un rapporto: deve essere ben visibile il coinvolgimento e la relazione.
Posso anche arrivare con l’attrezzatura e le luci necessarie ma non a tutti i gatti questo sta bene! Hanno un modo molto chiaro di comunicarti la loro contrarietà.

Quali sono i progetti che hai intenzione di realizzare nel prossimo futuro?

Ho dovuto accantonare temporaneamente un paio di progetti per la loro difficoltà intrinseca sommata alla complicazione di spostarsi in epoca Covid.
Con il progetto dei Sindagatti avevo iniziato a cercare i gatti simbolo di un luogo, quei mici che si sono imposti e fatti accettare da una comunità. È un progetto complesso e dai tempi lunghi, perché non sono molti. Ho già girato San Giovanni in Persiceto, Rovigo, Oderzo, Bologna (dove vive una specie di gatta monaca). Poi c’è Cats and Kids, in cui ritraggo il rapporto complesso tra bambini e felini. Si costruisce nel tempo, con piccole tappe nella fiducia reciproca ed è molto interessante perché il tema ricorrente è che con i gatti non sempre tutto dovuto. In questo caso il limite – insormontabile in questo momento – è dover entrare nelle abitazioni private.

Per lo stesso motivo, si è completamente arenato Post-wedding with cats, i servizi fotografici realizzati il giorno dopo il matrimonio. L’idea mi era venuta partendo da me stessa con il mio gatto Arthur: il mio matrimonio è stato molto intimo e le foto le ho volute impostare tutte io con l’autoscatto. Il giorno precedente la cerimonia, mi sono vestita di tutto punto e mi sono fotografata con lui. Dopodiché è bastato il passaparola tra amici gattari perché fioccassero le commissioni, per lo meno fino a quando nessuno si è più sposato nel 2020!

Lentamente, sta andando a buon fine Cats and their Artists dedicato agli artisti che condividono la loro vita con uno o più gatti. Sono una serie di ritratti alla ricerca della bellezza che mi hanno portata a conoscere persone veramente straordinarie, simpatiche, disponibili e umilissime.

Hai trasformato le suicide girls in Cattooed Girls per un calendario sexy

La quarantena primaverile ha portato qualcosa di buono: ero chiusa in casa e non ne potevo più di vedere foto in bianco e nero. Il grigiore delle giornate mi ha dato la spinta per aver voglia di vedere un po’ di colore in quello che fotografavo. Così ha preso forma Cattooed Girls, un progetto le cui protagoniste sono ragazze tatuate con i loro compagni baffuti. In lockdown sono stata prima cavia di me stessa – con dei selfie – ma appena si è prospettata una riapertura regionale, mi sono organizzata prima con ragazze venete e poi mi sono mossa altrove. La ricerca dei soggetti è stata dettata dalla necessità di trovare modelle con tatuaggi molto evidenti, per evitare contorsionismi (ricordiamoci che c’è sempre un gatto in primo piano). È un progetto estetico che non vuole raccontare nulla se non la bellezza. Mi sono infilata in un mood vintage in cui mi ritrovo molto, incarnato facilmente dalle ragazze che fanno burlesque o che ricordano le pin-up anni ’50. Cattooed Girls è diventato un calendario per il 2021. È uscito in agosto con una mostra al Lido di Venezia. Ho fotografato 25 ragazze, quindi ogni mese ha una doppia foto e la cover.

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