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Avventure spericolate

Come fare il bagno al gatto

Tempo di lettura: 5 minuti

Come si fa il bagno ad un gatto? Ma soprattutto: perché rischiare la vita in una missione suicida? Vediamo le strategie da adottare per portare a termine un’operazione che è un incrocio tra i preparativi di una campagna militare e una magia di Houdini.

La scena del crimine

Per prima cosa, devi prepararti psicologicamente, perché tutto ciò che accadrà nel momento in cui deciderai di lavare il tuo gatto è assolutamente aleatorio. La cosa certa è che dovrai ripulire la scena del crimine, quindi lascia pure da parte le pulizie di fino per qualche giorno, perché tanto dovrai rifare tutto da capo, dai pavimenti fino al soffitto.

Training autogeno

Comincia ad auto convincerti che comandi tu e che nessuno può metterti le zampe in testa. Se il micio sentirà un attimo di esitazione, ci saranno buone probabilità che nella vasca da bagno finisca tu. Armati di tanta pazienza e di pugno di ferro: un gatto che non vuole farsi lavare riuscirà a dimostrarti che le leggi universali della fisica per lui non valgono, sovvertendole in un istante. Prenditi tutto il tempo necessario, anche se non è bene quantificabile quanto possa essere. Respira, medita, agguanta il gatto.

Timer e cerotti alla mano

 Quanto tempo impiegherai a portare a termine le operazioni di lavaggio e asciugatura? Dipende. Se devi fare il bagno a uno Sphynx – di cui abbiamo già ampiamente parlato qui – la cosa potrebbe essere rapida, perché almeno ti eviterai la dura prova dell’asciugacapelli. In realtà, il tempo necessario dipende dal carattere del gatto e dalla tua abilità. Come vedrai, la teoria è semplice ma nella pratica puoi uscirne con qualche cicatrice.

Necessità materiali

Tieni a portata di mano uno shampoo apposito per gatti, il più delicato che riesci a trovare in farmacia, in un negozio di animali ma anche on line.

Preparati una montagna di asciugamani, un tappetino da bagno per non scivolare e un tappetino anche all’interno della vasca o della doccia, in modo che il gatto non ti sgommi via. Ti sarà utile qualsiasi cosa ti possa proteggere da schizzi e pozzanghere.

Per i gatti a pelo lungo, ti servono spazzole e pettini e naturalmente un asciugacapelli, non collegato alla spina e lontano dall’acqua che arriverà ovunque.

Agguanta il gatto

Il gatto che nella sua vita è stato già lavato avrà già capito tutto nel momento in cui ti avvicinerai a lui e quindi cercherà di scappare. Questo è il momento in cui parte l’operazione barricati in bagno con il gatto catturato. I gatti non sono altri quadrupedi che butti nell’acqua e speri che nuotino: appoggialo sul tappetino, dopo aver messo due dita d’acqua tiepida sul fondo della vasca e regola il doccino con acqua tiepida e getto non violento. Tieni sempre saldo il gatto con una mano, poi usa l’altra mano con movimenti rapidissimi e invisibili, come farebbe un prestigiatore.

Comincia a sciacquare e insaponare. Il risciacquo è essenziale: non deve rimanere una minima traccia di sapone, perciò piuttosto usa meno sapone e più acqua. Immaginati di avere la stessa delicatezza che ti servirebbe a lavare un bambino.

Meglio in due

Il gatto, se sente che ce l’hai sotto controllo, un po’ si inibisce. In due sarebbe tutto più semplice ma, se sei una gattara single, ti arrangi. Per folklore e per lasciare una testimonianza ai posteri – nel caso tu non dovessi uscire indenne dal bagno – potresti attivare una registrazione vocale: tu e il micio farete una memorabile conversazione da censura.

Misure di sicurezza

Fai attenzione agli occhi; se il micio diventa una furia cieca e tu per puro caso hai la faccia davanti ai suoi artigli, rischi di farti male sul serio. Quindi, se porti gli occhiali tienili ben stretti. Se hai fifa, puoi sempre optare per una mascherina protettiva e guanti. L’atto pratico non è particolarmente complesso ma dipende tutto dal gatto: ci sono demoni inlavabili a prescindere dalla tua abilità. Potrebbe essere una buona idea tagliare le unghie prima del bagno: ne abbiamo già parlato qui.

La procedura corretta

Non mettere mai il musetto direttamente sotto l’acqua: inumidisci solo la mano, senza sapone. Mettiti all’opera con il pettine per districare tutto il sottopelo e assicurarti che il risciacquo sia perfetto.

A questo punto, avvolgi il gatto come se fosse un burrito: se pensavi di aver preso molti asciugamani, vedrai che non basteranno comunque. Prega di riuscire ad asciugarlo. Con uno Sphynx è una cosa veloce ma un gatto peloso devi frizionarlo il più possibile con i teli, spazzolare tanto e poi accendere l‘odiato asciugacapelli. Questa è la cosa che il gatto detesta di più nell’universo tutto e risponde soffiando: resisti perché è importantissimo farlo. D’estate potresti cavartela più in fretta ma un gatto – magari non giovanissimo e lasciato con il pelo umido durante l’inverno – rischia di pigliarsi un coccolone. Ti ricordi quando la nonna ti diceva “asciugati bene i capelli che ti viene la cervicale”? Proprio così.

Una volta che sarà tutto finito, libera il gatto che proverà rancore a lungo (per qualche notte dovrai dormire con un occhio solo) e fai il check dei danni e delle cicatrici. In bagno avevi la cassetta del pronto soccorso, vero?

Naturalmente, questo è lo stereotipo del gatto medio. Ci sono razze che amano l’acqua più delle altre; ad esempio, se vivi con un Bengala o un Maine Coon, il bagno può diventare un piacere per te e per lui.

Perché lavare un gatto?

Questa dovrebbe essere la prima domanda intelligente da porsi. I motivi possono essere molteplici e validi fino a prova contraria.

Abbiamo già spiegato perché bisogna lavare i gatti nudi ma un gatto a pelo lungo come il Persiano ha una quantità di sottopelo tale che, se non gli stai dietro per bene spazzolandolo cinquanta volte al giorno, è un attimo che ti diventi una schifezza. Lavarlo significa dare pace al sottopelo morto ed eliminarlo in un colpo solo. Il bagno, quindi, è consigliabile per tutti quei gatti che hanno troppo pelo vecchio che non riesci a smuovere – che si intreccia e crea una maglia fitta vicino alla cute, quasi impossibile da eliminare con il pettine – mentre un bel bagno lo ammorbidisce e butta fuori tutto.

Ci sono persone che sono allergiche ma che non vogliono rinunciare alla convivenza con un felino: alcune trovano sollievo con il lavaggio perché riescono a rimuovere a fondo la proteina contenuta nella saliva – che si stratifica sul pelo quando il gatto si lecca- e che è la principale responsabile dell’allergia al gatto.

Se sei una persona che salva i trovatelli e vuoi portare a casa un gattino che fino a un attimo prima era immerso in una pozza di fango, il bagno è la prima esigenza, insieme a un giro dal veterinario.

Buoni motivi per non fare mai il bagno al gatto

Questo rito non deve essere stressante né per te né per lui. Se questa esperienza è too much per uno dei due, valuta dei metodi alternativi. Ad esempio, dopo una bella spazzolata, puoi passargli sul corpo un telo inumidito con metà acqua e metà aceto bianco. L’aceto lucida il pelo, toglie cattivi odori ed è al 100% naturale ed ecologico, meglio delle salviette in commercio e sicuramente meglio di uno shampoo secco. Ricordati sempre che un gatto si lecca tanto e meno sostanze – per quanto garantite e certificate – gli metti addosso, meglio è.

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