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Idee sulla rete

Aprire uno shop on-line: piccolo manuale di immediata felicità commerciale

Tempo di lettura: 3 minuti

“Bella quella t-shirt” ci dissero mentre passeggiavamo sul lungomare di Riccione la scorsa estate.

Era disegnata da noi e ne avevamo confezionate un centinaio da regalare agli amici durante il tour 5.30. Al terzo complimento ci guardammo e dicemmo “E se queste magliette le mettessimo in vendita on-line?”.
Alle 5.30 am del mattino successivo uscì la notizia sui nostri canali Facebook/Instagram e, dopo sole 2 ore, le 80 t-shirt rimaste dall’ordine originale, erano già state tutte vendute.

Prima non c’era, ora c’è

Purtroppo, non avevamo ancora uno shop on-line e l’acquisto funzionava così: i clienti scrivevano una mail alla quale rispondevo indicando la disponibilità della taglia e fornendo i dati per il bonifico poi, in ordine cronologico, pagamento, invio della ricevuta a noi (sempre via mail), preparazione della busta con l’indirizzo scritto a penna, fila all’ufficio postale più vicino, compilazione della ricevuta, invio della mail di conferma che il pacco è stato spedito.

Un’esperienza d’acquisto da vero innamorato che io, abituale compratore on-line, non avrei avuto la pazienza di sostenere.

Questo piccolo successo ci ha gasato a mille e, complice lo stop forzato – no eventi in Italia, UK e USA – abbiamo fatto ciò che desideravamo da tanto: disegnare una serie di capi a marchio 5.30, fatti come piacciono a noi, prodotti e confezionati da una piccola azienda artigiana, in Italia.

Pochi capi, confezionati con amore

Anche se i capi di abbigliamento sono solo tre – più una t-shirt di cotone rossa per celebrare il Natale – il disegno, la ricerca e il test dei materiali ci ha impegnato da luglio fino a ottobre, mese in cui è partita la produzione.

Restava solo da risolvere come impacchettare e spedire i capi e, qui, ci è venuta incontro l’azienda artigiana che ha stupito anche le nostre più ottimistiche aspettative, consigliandoci e permettendoci di utilizzare i propri fornitori.

L’importanza della relazione personale

Cosa abbiamo imparato in questa nuova avventura appena iniziata?

Che il file rouge è sempre lo stesso, sia che organizziamo un evento 5.30 da 8000 persone, sia che vogliamo mettere in produzione 3 soli capi – confezionati in poche quantità – da vendere on-line: la relazione vis à vis, con le persone rimane vincente. Non c’è strategia, pianificazione, promozione che tenga. Ci si alza dalla scrivania e si va a conoscere, scoprire, raccontare ciò che si ha in mente di fare.

È vero, avremmo potuto appoggiarci a chi offre questi servizi – Amazon incluso – ma abbiamo voluto provare ad essere indipendenti. Per ora, funziona.

Avere una grossa organizzazione alle spalle renderebbe più semplici alcuni passaggi? Non lo sappiamo ancora.
Per ora, abbiamo sperimentato la soddisfazione di raccontare un’idea vedendo gli occhi dell’imprenditore di turno, illuminarsi e aggiungere quel valore che la farà diventare un vero progetto. Queste, sono le relazioni.

Qualcosa di superfluo e perciò essenziale

In verità, volevamo anche quel qualcosa di superfluo da regalarci in queste giornate.

Uno dei consigli più efficaci per chi riprende – o inizia – a fare movimento, è di indossare qualcosa che lo faccia sentire bene, quella giacca, quella maglietta, un bel ricordo. Anche per questo, i capi vengono consegnati con una shopper 5.30 e una lettera dove ringraziamo della fiducia riposta e spieghiamo il perché. Sicché, tutto ciò che abbiamo messo nel progetto 5.30 dal 2009, pensiamo che possa ricominciare da qui: un po’ di noi e di voi, da indossare con orgoglio.

Don’t dream it. Be it! … sempre

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

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