“Come farsi amare da un bad boy. Guida pratica per (soprav)vivere in una fanfiction” di K.J. Aline racconta una storia in cui molte giovani potrebbero riconoscersi: quella di un’adolescente che cerca nella realtà l’ideale di ragazzo, o meglio di “bad boy”, che viene delineato con estrema cura nelle fanfiction – cioè quelle opere letterarie scritte dagli ammiratori di un autore, prendendo spunto dalle sue storie e dai suoi personaggi.

In questo romance incontriamo la protagonista Karol alla vigilia del suo primo anno delle superiori: il suo unico interesse è trovare al liceo il ragazzo che le farà battere il cuore; per questo motivo, insieme alla sua migliore amica Phoebe studia nei minimi dettagli il suo outfit e le strategie per attirare il suo obiettivo, che lei è convinta la stia cercando a sua volta.
Come in ogni fanfiction che si rispetti, infatti, il destino mette sempre sulla stessa strada i futuri amanti, non rendendo loro le cose facili ma tifando segretamente per il loro amore. L’autrice narra una storia di illusioni giovanili in cui è difficile distinguere la realtà dall’apparenza se non ci si pone nell’ottica di osservare con profondità, e di cercare di comprendere le persone che si hanno davanti. Karol pecca spesso di superficialità, volendo vedere la realtà solo dal suo ristretto punto di vista, senza riflettere sul fatto che ognuno, specialmente in età adolescenziale, tende a portare delle maschere che celano la sua vera personalità – come ad esempio accade al bad boy Delvin.
Karol è troppo proiettata nella finzione delle storie d’amore di cui si ciba per scorgere la verità; a volte si aspetta che le azioni degli altri siano copie di quelle lette nelle fanfiction, e lei stessa si uniforma a dei comportamenti che non sono naturali.
«Sono tutte cose che hai già deciso solo perché qualcun altro le ha scritte per altri personaggi che non hanno nulla a che fare con te!»
afferma chi vuole aprirle gli occhi, ma ci vorrà tempo, e un pizzico di giudizio. Oltre ad essere un romance quest’opera si può anche considerare un romanzo di formazione, in cui Karol, sperimentando situazioni nuove e fuori dalla sua comfort zone, si rende conto dell’importanza di essere sé stessi, di essere accettati per quello che si è e di accettare gli altri nelle loro diversità.
«L’amare se stessi era il primo passo per poter poi amare e farsi amare da qualcuno. Non dovevo seguire nessuna guida, non dovevo imitare le vite degli altri per poter vivere la mia».