Cristiano Zuccarini + Ernesto Carbonetti

Il Purgatorio di Dante in Graphic Novel

Tempo di lettura: 2 minuti

Cristiano Zuccarini ed Ernesto Carbonetti presentano Purgatorio di Dante in Graphic Novel (Chiaredizioni) andando ad aggiungere un nuovo, importante pezzo alle uscite in fumetto riguardanti la Divina Commedia, in occasione dell’anniversario dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri.

Il Purgatorio dantesco è rappresentato come una montagna a forma di tronco di cono, sulla cui sommità c’è il Paradiso; le anime dei penitenti devono scalarla per potersi purificare, attraversando le sette cornici che corrispondono ai peccati capitali.

I Canti del Purgatorio

In questa graphic novel si prendono in esame solo alcuni Canti del Purgatorio.

L’opera si apre con il Canto I dell’Antipurgatorio, dove viene presentato Catone l’Uticense, custode della spiaggia del secondo Regno, che rimprovera aspramente Dante e Virgilio credendoli due dannati fuggiti dall’Inferno.

Chi siete voi che, risalendo il fiume infernale, siete sfuggiti all’eterna prigione?

Virgilio gli spiega invece che Dante è vivo, e che lui risiede nel Limbo

Gli ho mostrato tutto l’Inferno, e adesso intendo mostrargli gli spiriti che si purificano sotto la tua custodia.

Dopo la cerimonia simbolica di abluzione del volto di Dante e dopo che Virgilio cinge i fianchi del Vate con del giunco, simbolo di umiltà, il loro viaggio prosegue. Nel Canto III dell’Antipurgatorio i due viandanti incontrano il gruppo dei contumaci, che devono sostare nell’Antipurgatorio trenta volte il tempo della loro scomunica. Nel Canto V dell’Antipurgatorio incontrano i morti per forza: sono le anime di coloro che, essendo morti violentemente e avendo peccato fino alla fine, devono attendere un tempo imprecisato prima di accedere alle altre cornici.

Il Canto dell’Invettiva

Nel Canto VI dell’Antipurgatorio vi è la famosa invettiva di Dante al suo Paese: un duro atto di accusa contro il disordine politico e morale dell’Italia del Trecento. Nel Canto IX incontrano l’angelo a guardia della Porta: il guardiano incide sette “p” sulla fronte di Dante con la sua spada, che rappresentano i sette peccati capitali. Nel Canto X, XI e XII della Prima cornice incontrano i superbi, che camminano portando pesanti macigni

La fama terrena non è altro che un alito di vento che spira ora qui ora lì e muta nome a seconda di dove soffi.

In seguito fanno la conoscenza dell’angelo dell’umiltà, che toglie con l’ala una “p” dalla fronte di Dante. È l’inizio del suo percorso di purificazione, ma è anche la fine di un’opera di pregevole fattura, che colpisce per le sue tavole potenti e per la sensibilità con cui si sono scelti i brani del Purgatorio da presentare ai lettori.

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