Materia viva

Fatti ad Arte, a Biella la bellezza profuma di legno e filo

Tempo di lettura: 3 minuti

Dieci candeline, due mostre e un palazzo storico che a Biella si trasforma in un laboratorio di pensiero. Tra filo, legno e scarti recuperati, “Fatti ad Arte” racconta che il vero lusso oggi si chiama tempo, e che la bellezza etica è una scelta di vita.

Dieci anni non sono pochi, soprattutto se li passi a dimostrare che l’artigianato italiano può essere tanto concettuale quanto una performance alla Biennale. Fatti ad Arte li festeggia alla grande, con un’anteprima che da fine agosto occupa le sale rinascimentali di Palazzo Gromo Losa, nel cuore del Piazzo di Biella, prima che la manifestazione vera e propria arrivi a ottobre. Il curatore Fabrizio Lava ha immaginato due percorsi che sembrano lontanissimi tra loro e che invece si parlano in continuazione, uniti da un’unica ossessione contemporanea, ovvero il rapporto tra l’essere umano, il tempo che scorre e la materia che quel tempo lo custodisce meglio di noi. Se pensavi che il riciclo si riferisse solo ai bollini sulle etichette, qui trovi la sua versione più raffinata, quella che si fa scultura, gioiello, arredo.

Elham Aghili e il fiore che non si arrende

Al centro del primo percorso c’è “Tutto rose e fiori”, installazione monumentale dell’artista italo-iraniana Elham M. Aghili, fresca vincitrice del Premio Speciale Maestri d’Eccellenza LVMH 2025, riconoscimento assegnato da una giuria presieduta da Ferzan Özpetek. Aghili intreccia filati recuperati, scarti industriali e strutture in ferro fino a costruire un organismo che sembra respirare da solo. Il risultato è un fiore sfinito da cui colano rosso e linfa, un’immagine che oscilla tra la ferita e la rinascita e che diventa metafora di una resilienza tutta femminile e collettiva. Le piccole fioriture che spuntano dalla materia segnata sono, nelle parole del progetto, una disobbedienza ostinata, e se vuoi un motivo in più per amarle pensa a quante comunità, quante donne, quante identità continuano a immaginare il proprio futuro proprio mentre il mondo le vorrebbe zittite.

Tutto rose e fiori / Elham Aghili


Accanto all’installazione trovi “Toranj”, collezione di gioielli scultorei ispirati al medaglione centrale dei tappeti persiani, da sempre simbolo di armonia. Aghili recupera scarti di pelle e tessuto e li trasforma in minuscoli giardini indossabili, prova che la memoria culturale e la sostenibilità possono benissimo condividere lo stesso specchio.

Foto Toranj / Elham Gioielli

Germoglio, il legno che non si forza mai

Il secondo percorso, curato da Nurye Donatoni, mette insieme due modi opposti e complementari di intendere l’ebanisteria.

Da un lato Omar Barbero, torinese, geometrico, rigoroso quasi ascetico nelle forme. Dall’altro Luciano Tousco, valdostano, insignito del titolo di Maestro d’Arte e Mestiere, che lascia parlare le curve naturali dell’albero senza forzarle mai. I due condividono però la stessa fede laica, quella per i tempi lenti della natura, lontanissima dalla logica dell’industria di massa.

L’opera simbolo si chiama “Germoglio” ed è un tronco in radica recuperato nei boschi di Gaby, in Val d’Aosta, trasformato in un arredo scultura che più che un oggetto sembra un testimone. Nessuna forzatura, solo interpretazione, ed è forse questo il segreto per cui un semplice pezzo di legno riesce a emozionare più di cento discorsi.

Foto: Germoglio / Luciano Tousco

Metti Biella in agenda

Biella non è solo lanificio e montagna alle spalle, è anche uno dei laboratori italiani più interessanti per capire dove sta andando l’alto artigianato quando smette di essere solo tecnica e diventa linguaggio. Se ami i viaggi che uniscono arte e cibo di qualità, la zona offre soste gourmet capaci di reggere il confronto con la raffinatezza delle opere in mostra, e un weekend tra le sale di Palazzo Gromo Losa e le trattorie del centro storico è un investimento in bellezza che vale più di molte fughe last minute.

Aghili, Tousco e Barbero raccontano tre modi diversi di rispettare la materia, ma il filo conduttore resta lo stesso, quello di un lusso che non ha bisogno di logo per farsi notare. “Fatti ad Arte” ti permette di entrare in un palazzo storico per ascoltare la storia silenziosa custodita dagli oggetti, quella che nessuna etichetta riesce mai a raccontare fino in fondo.

Info utili

Fatti ad Arte

Dal 22 agosto all’11 ottobre 2026

Palazzo Gromo Losa, Corso del Piazzo 22/24 – Biella

Fatti ad Arte – I Maestri Artigiani

Dal 16 al 18 ottobre

Palazzo Ferrero, Corso del Piazzo 25, Biella



In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Le canzoni generate con l'intelligenza artificiale sono già entrate nelle classifiche e ogni giorno ne vengono prodotte decine di migliaia. Facciamo fatica a distinguerle dalla musica creata da esseri umani e forse dovremmo iniziare a farci le domande giuste rispetto all'AI. Quanto conta sapere chi c'è dietro una canzone che ci piace?
In questa puntata parleremo di Samuel Beckett, di un sommergibile affondato per colpa di un gabinetto, di un missile esploso per un trattino e di quando Jimmy Carter voleva toccare le parti intime della Polonia.
Diciassette nature morte generate con l’intelligenza artificiale mettono in discussione il concetto stesso di immobilità. Al Museo MA*GA di Gallarate, Giovanni Ferrario porta algoritmi, probabilità e immagini mai esistite nella realtà dentro uno dei generi più classici della storia dell’arte.
Tra leggende iberiche, torrefattori visionari e mandorle dolcissime, il caffè leccese è il rito estivo che il Salento riserva a chi cerca refrigerio. Storia, varianti e qualche verità scomoda su chi lo ha inventato.