Natura spettacolo

Il paese della biodiversità, l’Italia selvaggia in mostra al MAXXI

Tempo di lettura: 3 minuti

La biodiversità italiana è protagonista al MAXXI di Roma con la mostra fotografica Il paese della biodiversità. Cinquanta scatti spettacolari raccontano un patrimonio naturale unico, fragile e prezioso. Un viaggio visivo tra scienza, arte e consapevolezza ambientale, firmato National Geographic Italia e NBFC.

Se pensi all’Italia immagini città d’arte, design iconico e tavole stellate. Tutto vero, ma dal 22 gennaio al 27 febbraio 2026, al Corner del MAXXI di Roma, c’è un’altra Italia che merita attenzione: quella selvaggia, complessa e sorprendente raccontata dalla mostra Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano. Un progetto di National Geographic Italia e del National Biodiversity Future Center (NBFC) che unisce fotografia, divulgazione scientifica e urgenza civile.

Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) Lombardia ©Marco Colombo

Cinquanta scatti per cambiare sguardo

La mostra raccoglie circa cinquanta fotografie selezionate da National Geographic Italia e firmate da The Wild Line, collettivo di fotografi-scienziati composto da Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone. Qui la fotografia naturalistica smette di essere semplice estetica da calendario e diventa uno strumento narrativo potente: ogni immagine racconta una specie, un comportamento, un equilibrio precario.

Dalla volpe rossa che attraversa un pendio innevato dell’Appennino alle specie endemiche meno conosciute, il percorso espositivo mette in scena il rapporto, spesso conflittuale, tra uomo e ambiente. Spoiler: non ne usciamo benissimo, ma possiamo ancora rimediare.

Orso bruno appenninico (Ursus arctos marsicanus) Abruzzo ©Bruno D’Amicis

Perché la biodiversità italiana è un caso unico in Europa

L’Italia è il paese europeo con la maggiore varietà di specie viventi e con il più alto tasso di specie endemiche. Oltre il 50% delle specie vegetali e il 30% di quelle animali presenti in Europa vivono esclusivamente qui. Merito di una posizione geografica strategica nel Mediterraneo, di una geomorfologia complessa e del ruolo chiave nelle rotte migratorie tra Africa e Nord Europa.

Ma essere un hotspot di biodiversità significa anche essere estremamente vulnerabili. Cambiamento climatico, siccità, desertificazione, aumento della temperatura dei mari ed eventi meteo estremi stanno mettendo sotto pressione ecosistemi già fragili.

Foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) Mar Jonio ©Ugo Mellone

Scienza, immagini e responsabilità condivisa

Il National Biodiversity Future Center, primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità e finanziato dal PNRR – Next Generation EU, parte da un assunto chiaro: la tutela della biodiversità non è solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Gli ecosistemi producono valore reale, anche se invisibile: acqua pulita, suolo fertile, aria respirabile.

Come spiega il direttore generale di NBFC Riccardo Coratella, la forza evocativa delle immagini invita a riflettere sull’urgenza di nuove strategie di conservazione. E lo fa parlando a tutti, non solo agli addetti ai lavori.

Gorgonie rosse (Paramuricea clavata) Calabria ©Marco Colombo

Fotografia come atto politico

La mostra si rivolge a un pubblico intergenerazionale e multisociale, con un linguaggio accessibile ma mai semplificato. È divulgazione scientifica che dialoga con l’arte contemporanea, nel contesto simbolico del MAXXI. Un esempio virtuoso di come la cultura possa (e debba) farsi carico delle grandi sfide del presente, dalla crisi climatica alla tutela del patrimonio naturale, sancita persino dall’articolo 9 della Costituzione.

Questa non è una mostra “solo” per amanti della natura ma è un invito a guardare l’Italia con occhi nuovi e a riconoscere che il vero capitale del futuro potrebbe non essere invisibile, ma semplicemente ignorato.

Lanario (Falco biarmicus feldeggii) Marche ©Bruno D’Amicis

Info utili

Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano

Corner MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo | Via Guido Reni, 4a – Roma
A cura di National Geographic Italia e NBFC
Foto di: Marco Colombo, Bruno D’Amicis, Ugo Mellone

Apertura al pubblico: 22 gennaio – 27 febbraio 2026
Orari: da martedì a domenica 11-19. Ingresso: gratuito

Cover foto: Volpe rossa (Vulpes vulpes) Molise ©Bruno D’Amicis

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei

Leggi anche

Fino al 20 settembre 2026, Palazzo Reale racconta Mario Raciti, maestro del post-informale italiano, tra spiritelli, mitologie e fonti dipinte come dardi di luce.
Sempre più persone scelgono la montagna come destinazione estiva. La Valle d’Aosta vive una stagione da record e la Val d’Ayas rappresenta uno degli angoli più affascinanti per chi cerca natura, cultura e benessere. Ecco come organizzare una settimana tra villaggi Walser, panorami sul Monte Rosa e sapori di montagna nei dintorni di Champoluc.
La tartiflette non è un piatto antico ma un'invenzione anni '80 per lanciare il Reblochon. Storia, curiosità, abbinamenti e ricetta originale passo passo.
Tra vignette taglienti e stand-up dissacrante, FRAD racconta il suo mondo underground: femminismo, identità queer, collettivi e la difficile arte di farsi capire anche fuori dalla propria bolla di appartenenza.