Un video trasmesso sul maxischermo durante il concerto dei Coldplay a Boston, il 16 luglio 2025, è diventato un meme globale per alcuni giorni e, a modo suo, ha fatto storia. Una scappatella extraconuigale in mondovisione ci ha messo davanti al dato di fatto che la privacy, nel nostro mondo iperconnesso, è un grosso problema. E se fosse successo a noi?
Tutta colpa di una kiss-cam
Il video ha avuto come protagonista, il CEO di una grande azienda americana, colto in atteggiamenti affettuosi con la responsabile HR della stessa società. Quando la kiss-cam li inquadra sugli spalti, i due si nascondono in modo così maldestro e sospetto da attirare l’attenzione generale, incluso il commento ironico di Chris Martin: «O sono amanti o sono solo molto timidi». Mezzo mondo si è scatenato a scagliare la prima pietra verso quei due poveri individui, la cui vita privata è stata data in pasto dai social a tutti i mezzi di comunicazione possibili. I loro nomi sono arrivati come minimo al pianeta Cybertron e ritorno (qui non li citeremo; se vuoi cercarli e rivedere il video, è ovunque e lo sarà per sempre). Divertente no? No.
Non vogliamo dare nessun giudizio morale sulla vicenda. Anzi, lo daremo immorale
Come la tecnologia ha rovinato l’infedeltà
Una volta c’erano i bigliettini nel portafoglio, le camicie con il rossetto, i capelli lunghi nel sedile della Cinquecento. Oggi, basta una notifica push per mandare a monte mesi di tradimenti ben orchestrati. Siamo nell’era dell’infedeltà tracciabile, dove ogni passo, battito di cuore e micro-espressione facciale può essere archiviata, indicizzata e condivisa da un algoritmo più pettegolo di una zia al pranzo di Natale. WhatsApp ti inchioda con una spunta blu. Google Photos riconosce il volto dell’amante nel selfie scattato per sbaglio. Strava ti smaschera nell’uscita di corsa che misteriosamente si interrompe davanti a un hotel 4 stelle. Disattivare la localizzazione è già un buon passo (da compiere subito) ma ricorda che i metadati sono più vendicativi del codice barbaricino.
La sola donna che sa dov’è suo marito è una vedova Alexa
Nel 2025, l’unica vera privacy è la morte, tutto il resto è cronologia. Qualsiasi creatura dotata di perspicacia può oggi monitorare gli spostamenti della persona amata sospettata con la stessa disinvoltura con cui si può ordinare cibo tibetano su Glovo.
Siri, dov’è mio marito?
Alexa, chi è questo Valerio Yoga Tantra che ha messo cuore alle sue stories?
Google Home, ci sono state urla strane giovedì scorso alle 23:47?
La casa smart non dimentica. Le videocamere di sicurezza non si fanno comprare dalle rose. Se hai associato l’iPad alla stessa Apple ID di coppia, la tua vita potrebbe già essere una serie Netflix.
Riconoscimento facciale e altre minacce
Un tempo, il vecchio adagio insegnava che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: se devi nascondere qualcosa è meglio che tu lo faccia veramente bene perchè il caso – tradotto in forma di probabilità statistica di essere beccati nel momento più impensabile – lavora sempre contro di te. Figurati cosa può succedere oggi, quando siamo noi a regalare agli algoritmi tutto ciò che ci può incastrare (selfie, tag, localizzazione, la fame di like).
Il riconoscimento facciale non dorme mai, non è esclusiva delle forze dell’ordine e ha la memoria di un elefante. Hai detto al tuo partner che eri a un corso d’aggiornamento in Umbria? Peccato che TikTok abbia riconosciuto i tuoi occhi – da cui sgorgavano cuoricini – in un video virale girato a Mykonos, durante un tramonto che non era un’immagine in PowerPoint. Certe cose funzionavano prima, quando non bastava un battito di ciglia per entrare in rete
È andata così per i due della kiss-cam. Una diretta innocente, un abbraccio galeotto, una clip finita sulla homepage del mondo e in meno di 24 ore hanno detto ciaone alla doppia vita. I due avevano il volto imperdonabilmente raggiante, ci hanno fatto molta tenerezza, ma presumibilmente l’hanno pagata cara. Del resto gli adulti si prendono la resposabilità delle proprie azioni, giusto? [Non vai ad abbracciarti a un concerto dei Coldplay con una storia di letto, la mantieni chiusa tra le pareti di una sicura camera d’albergo. N.d.A.]
Dove sta il divertimento, senza un po’ di rischio?
Siamo nella post-modernità liquida di Bauman e dei backup automatici. Se scegli di vivere pericolosamente, devi farlo con stile e cognizione di causa. L’infedeltà non morirà mai ma è diventata complicata. Un tempo bastava mentire bene, oggi devi saper mentire a un algoritmo. Mentre tu cerchi di nasconderti dal labirinto digitale, c’è un un Telepass che ti aspetta al varco, letteralmente.
Vuoi continuare a flirtare con la clandestinità emotiva in un mondo sempre più tracciabile? Allora devi tornare ad essere più analogico di un vinile dimenticato in soffitta. Nell’era dei big data, l’infedeltà richiede abilità degne di un agente segreto: disattiva la localizzazione di ogni app, cellulare, orologio, frigorifero smart incluso; disinstalla le app di messaggistica e usa segnali di fumo (al massimo passa a Telegram ma occhio ai gruppi condivisi); niente foto proibite e appuntamenti rigorosamente solo in luoghi appartati (come si faceva nel secolo scorso, guarda i vecchi film e impara) perché un amante è come un tartufo pregiato che cresce bene solo al buio. Non sincronizzare i dispositivi, la nuvola non perdona. Hai già cambiato tutte le password?
Nel dubbio, continua a negare
Ricordati che si nega con scioltezza, fermezza e faccia tosta. Se ti confrontano con un video compromettente, glissa: ” Quella persona non ha il mio naso e poi io odio i Coldplay.” Se ti incalzano, butta tutto sulla modernità: potrebbe essere un deepfake, uno scherzo, un esperimento artistico sulla performatività dei sentimenti che andrà in Biennale.
Chissà cos’hanno pensato i due amanti della kiss-cam quando la loro passione è stata trasformata in pixel eterni. Loro malgrado, sono stati costretti a guardare in faccia il loro amore, come l’hanno visto circa otto miliardi di persone. Forse un giorno lo racconteranno ai nipotini, se la storia resisterà al tritacarne mediatico, o forse vorranno cancellare tutto e fare finta che il pasticciaccio non sia mai esistito.
Tu potresti fare la stessa fine …oppure potresti spegnere il telefono e dire la verità.
